La zona arancione per Grado non piace al centrodestra, il Pd sostiene Raugna

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La zona arancione per Grado non piace al centrodestra, il Pd sostiene Raugna

Di Redazione • Pubblicato il 27 Feb 2021
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Il capogruppo Roberto Marin attacca il sindaco: «Si basa su dati percepiti e non ufficiali»

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È scontro in consiglio comunale a Grado dopo le parole di ieri del sindaco Diego Raugna, che ha chiesto al governatore Fedriga una limitazione agli spostamenti verso l’Isola d’oro per i prossimi due weekend, a fronte della situazione contagi locale. È il centrodestra che attacca: “Considero inaccettabile che” il primo cittadino “si prenda la libertà di decidere, unilateralmente, quale politica adottare per contrastare il fenomeno pandemico locale che la sua stessa amministrazione aveva definito ‘inesistente’ e oggi scopre essere ‘preoccupante’” è la posizione dell’ex candidato sindaco Roberto Marin. “Oltretutto, per sua stessa ammissione, basandosi sul ‘percepito’ e non su dati ufficiali”.

Da qui l’affondo al rivale: “La democrazia, tanto decantata dal sinistro sindaco Raugna, vorrebbe il coinvolgimento” dell’Aula, “prima di addivenire a una qualsiasi forma strategica riguardante tutta la comunità gradese e non solo i sostenitori della maggioranza. Anche se ormai siamo abituati alle menzogne di Dario Raugna, che passa non noncuranza da tutto e il suo contrario, salvo accumulare figure barbine nel preciso momento in cui la sua ‘propaganda’ viene smentita regolarmente dai fatti, ricordo al ‘civico’ primo cittadino che governare è una cosa seria e non può essere retrocessa a inaccettabile passerella personale. Gravissimo aver deciso di scatenare il panico”.

Secondo l’esponente di centrodestra, Raugna avrebbe dovuto “moderare i toni e rassicurare cittadinanza, ospiti e residenti, diffondendo un incomprensibile clima di paura, al momento non dimostrato dai fatti”. Nel merito della questione, poi, questa “è già stata ‘rimbalzata’ dal consigliere regionale Antonio Calligaris, il quale risponde al sindaco, che dovrebbe studiarsi meglio le norme e agire di conseguenza”. Infine, arriva la netta contrarietà alla proposta stessa, oltre che al metodo usato per comunicarla: “Mi dissocio da qualsiasi atto non concordato con gli eletti presenti in consiglio comunale”.

Posizione diametralmente opposta arriva dal Pd regionale, per voce del suo capogruppo Diego Moretti: “La richiesta inviata alla Regione per vie formali dal sindaco di Grado è corretta dal punto di vista istituzionale e apprezzabile per la responsabilità che dimostra nella confronti della sua cittadinanza. L’auspicio dunque è che la Regione risponda tempestivamente all’appello di un Comune strategico per l'economia del turismo regionale, salvaguardando la salute dei gradesi e creando i presupposti per una ripresa della stagione turistica. Inopportuni gli interventi di chi vorrebbe Grado abbandonata a se stessa, isolata o punita per un mancato allineamento politico”.

“Purtroppo la giunta Fedriga - attacca il dem - ci ha abituato a vedere i comuni distinti in figli e figliastri, tra quelli che hanno immediata accoglienza negli assessorati e quelli che non ricevono risposte nemmeno alle e-mail istituzionali. Paragonare Grado a Tramonti significa non conoscere la situazione gradese, che ad oggi ha pochi contagi tra i suoi cittadini, mentre da giorni sono cinque i locali pubblici chiusi per intervenuti contagi dovuti al forte afflusso nello scorso fine settimana. Si rifletta su questo”.

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