Ziberna dalla Biennale, la visita ai padiglioni di Russia e Israele: «L’arte sia luogo dove ci si riconosce umani nonostante i conflitti»

Ziberna dalla Biennale, la visita ai padiglioni di Russia e Israele: «L’arte sia luogo dove ci si riconosce umani nonostante i conflitti»

IL COMMENTO

Ziberna dalla Biennale, la visita ai padiglioni di Russia e Israele: «L’arte sia luogo dove ci si riconosce umani nonostante i conflitti»

Di F.D.G. • Pubblicato il 08 Mag 2026
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Il sindaco di Gorizia appoggia la discussa partecipazione dei due Stati nei rispettivi padiglioni, «gli artisti non hanno responsabilità per quanto fatto dai loro rispettivi governi».

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Dall’elegante percorso tra i padiglioni dei Giardini di Venezia, a un giorno dall’inaugurazione della Biennale d’Arte 2026, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna – «reduce da una preview» dell’allestimento - lancia un messaggio su uno dei temi caldi che in questi giorni sta accendendo il dibattito e la polemica sull’iconica Esposizione: la partecipazione alla manifestazione di Russia e Israele.

«Senza dubbio c'è l'interesse di toccare con mano le proposte emergenti nell'ambito artistico, forti anche, come goriziano, della nostra DAG, la più grande Galleria d'arte digitale d'Europa»: motiva così la visita il primo cittadino.

«Ma la ragione che mi ha indotto maggiormente ad accettare l'invito come sindaco, peraltro di Gorizia Capitale europea della cultura 2025 insieme a Nova Gorica – continua - è poter testimoniare, con la mia presenza negli spazi espositivi della Russia e di Israele la necessità che la politica non entri a gamba tesa negli spazi che devono essere riservati all'arte, sia essa una esposizione di opere, una danza o un concerto».

Manifestazioni dedicate all’arte come la Biennale di Venezia, secondo Ziberna, dovrebbero restare “zona franca”, «luogo dove, nonostante il conflitto, ci si continua a riconoscere come esseri umani». Il primo cittadino di Gorizia appoggia le posizioni del presidente dell’Esposizione Pierangelo Buttafuoco: «Ero e rimango a sostegno del principio di universalità dell'arte che affonda le radici in una visione liberale e umanista. Se la cultura smette di essere un ponte, rimangono solo i muri».

Coerentemente alla sua posizione, Ziberna ha visitato i padiglioni di Russia e Israele: «Punire dei singoli talenti per le colpe di uno Stato sarebbe stato un atto di discriminazione che non scalfisce il potere politico, ma impoverisce il dibattito culturale. Ritengo che la popolazione e pertanto anche gli artisti non abbiano alcuna responsabilità di quanto fatto dai loro rispettivi governi».

E incalza: «Se oggi si fosse vietata la presenza a Russia e Israele (peraltro impossibile nei confronti della Russia perché il padiglione è di sua proprietà) domani dovremmo impedire la partecipazione ad eventi musicali, artistici, sportivi forse anche agli stati governati da regimi autoritari o in cui non siano garantiti i diritti alle donne o alle confessioni religiose? E dopodomani a chi non è politicamente in perfetta sintonia con gli organizzatori?».

La questione ha toccato da vicino negli scorsi anni anche l’ambiente culturale goriziano e il primo cittadino conclude ricordando il caso: «In occasione della esclusione di due violiniste dal prestigioso concorso di violino "R. Lipizer" presi una netta posizione contraria, sino al ritiro del patrocinio, perché era stata inibita la partecipazione a due giovani violiniste russe, cui ovviamente non poteva essere imputata alcuna responsabilità dell'aggressione della Ucraina da parte della Russia». 

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