Lo Zavod per la Capitale Europea della Cultura chiede un futuro sicuro al Comune di Nova Gorica

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Lo scontro

Lo Zavod per la Capitale Europea della Cultura chiede un futuro sicuro al Comune di Nova Gorica

Di I.B. • Pubblicato il 01 Feb 2026
Copertina per Lo Zavod per la Capitale Europea della Cultura chiede un futuro sicuro al Comune di Nova Gorica

Dopo il ritiro della delibera in consiglio comunale, l’ente parla di indifferenza politica. Lorbek, «necessario decidere subito chi gestirà programmi, strutture e risorse».

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Dopo la seduta del consiglio comunale di venerdì 30 gennaio, nel corso della quale era prevista la discussione della modifica dell’atto istitutivo del ente pubblico GO!2025 e del piano strategico fino al 2031, è arrivata la presa di posizione ufficiale dello stesso ente. Per i vertici della struttura si tratta di un segnale di grave disattenzione da parte della politica locale.

In una nota, GO! 2025 esprime preoccupazione per il ritiro dalla discussione della proposta di delibera che avrebbe consentito di garantire la continuità degli effetti positivi del progetto Capitale europea della cultura e delle linee strategiche già predisposte per gli anni a venire. «Nonostante gli straordinari risultati ottenuti – si legge – la maggioranza della politica locale a Nova Gorica non dimostra la volontà di assicurare il prolungamento dell’eredità EPK attraverso GO!2025».

L’ente prende atto della situazione, ma la direttrice Mija Lorbek sottolinea la necessità di una decisione rapida. «Siamo già a un punto limite e responsabile: occorre stabilire chi porterà avanti questo percorso, così da avviare correttamente il trasferimento di programmi e attività di valore molto elevato. GO! 2025 ha fatto tutto quanto era nelle sue possibilità e, insieme a esperti internazionali, ha elaborato linee guida che evidentemente non incontrano il favore della politica. Attendiamo quindi una loro proposta di assetto per poter trasferire in modo responsabile programmi e costi a un nuovo soggetto».

Secondo l’ente, l’assenza di una scelta sul futuro della gestione è particolarmente preoccupante se si considerano le risorse in gioco. Il progetto EPK ha portato a Gorizia 300 milioni di fondi statali ed europei che, senza quell’esperienza, non sarebbero arrivati. Inoltre, qualcuno dovrà occuparsi anche delle strutture realizzate attraverso il meccanismo di finanziamento CTN, che dovranno continuare a operare con gli stessi programmi e costi per altri cinque anni, pena la restituzione di circa 7milioni di euro.

Lorbek evidenzia inoltre che qualunque ente pubblico chiamato a raccogliere l’eredità dell’EPK dovrà comunque sostenere gli stessi costi e dotarsi di personale adeguato, che andrà inserito e formato con tempi lunghi, vista la complessità dei progetti transfrontalieri e delle reti internazionali già attive.

Nel frattempo, osservano ancora da GO! 2025, Gorizia sta già lavorando in modo responsabile sugli effetti di lungo periodo del progetto, continuando a promuovere l’EPK negli aeroporti, avviando i concerti di massa all’aeroporto Duca d’Aosta annunciati lo scorso anno e aggiungendo nuove iniziative, come la galleria nel tunnel Bombi.

Sul fronte internazionale, come spiega la vicedirettrice per le questioni transfrontaliere Lucija Sila, i contatti proseguono anche per il prossimo anno. È già stato firmato un accordo di collaborazione con Chemnitz sul programma EPK fino al 2030 e anche il Consiglio d’Europa ha manifestato interesse a valorizzare l’esperienza e le buone pratiche maturate, coinvolgendo Nova Gorica nei propri programmi.

Infine, l’ente sottolinea come risposte chiare siano necessarie in tempi rapidi anche per gli interlocutori internazionali e per i dipendenti di GO! 2025 che stanno lasciando la struttura per nuovi incarichi, così da garantire un passaggio di consegne ordinato dei progetti alla futura squadra.

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