Le voci degli attori raccontano 10 libri, Lets Listen sbarca a Gorizia

Le voci degli attori raccontano 10 libri, Lets Listen sbarca a Gorizia

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Le voci degli attori raccontano 10 libri, Lets Listen sbarca a Gorizia

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 13 Giu 2023
Copertina per Le voci degli attori raccontano 10 libri, Lets Listen sbarca a Gorizia

Il termine LETS listen rimanda alla piattaforma del museo della Letteratura di Trieste, che ospita gli stessi audiolibri. Ecco le opere presenti.

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“La sua vita è breve. Basta rallegrarsi della sua grazia senza sfiorarla”, scrive Julius Kugy nel “Parnassius Apollo” presente nella raccolta. In un periodo in cui a causa della pandemia “la frequenza alle biblioteche è diminuita” ma sono “ancora sostenuti i prestiti interbibliotecari e il document delivery”, come ha osservato il direttore della Biblioteca statale Isontina Luca Caburlotto, è nata la brillante idea di Diana Hà¶bel, autrice e attrice che collabora con la Rai scrivendo ancRe programmi radiofonici. Si è svolta così nella mattinata di oggi la presentazione del progetto Lets Listen, presso la sede di via Mameli a Gorizia.

Grazie al lavoro di sei attori - fra cui la stessa Diana - ha preso vita una collana di 10 audiolibri gratuiti tratti da racconti e romanzi di scrittrici e scrittori della nostra regione, ospitati sulla piattaforma Lets.trieste.it. “La comunità  dei lettori si interseca alla nostra condizione storica, quindi lo strumento informatico è determinante”, nella misura in cui consente di ascoltare “voci vere”, ha osservato il direttore. Direttrice artistica, attrice, drammaturga e regista partenopea, la Hà¶bel si è formata alla scuola di teatro Paolo Grassi di Milano, per poi trasferirsi a Trieste ed eleggere il capoluogo giuliano a teatro dei suoi innumerevoli progetti.

L'idea è nata “perché tutti ascoltano, in macchina, passeggiando con le cuffie” e per “non riempire le case di libri, ma perché esistano anche le biblioteche”. Il termine Lets Listen rimanda alla piattaforma del museo della Letteratura di Trieste, che ospita gli stessi audiolibri. Si tratta di una rosa di decina di testi, che la direttrice si augura possano aumentare, e i quali possono essere ascoltati anche inquadrando il Qr code che si ritrova sul totem di presentazione, senza necessità  di scaricare il libro. Per ciascuno è indicato un tempo di ascolto e un abstract.

Un'attività  realizzata con l'associazione culturale Artifragili, che ha anche altre partnership, come lo stesso comune di Trieste, la Scuola di musica55, l'Associazione Videoest e il teatro Slovensko Stalno Gledališče. Quest'ultimo ha sì sostenuto il progetto in veste di partner, ma ha anche realizzato la versione in lingua slovena delle raccolte di leggende di Rudolf Baumbach, “La leggenda del Tricorno”, grazie alla lettura del direttore Danijel Malalan. “Si era partiti con l'intenzione di fare tutto in doppia lingua, ma non è stato possibile”, ha ammesso l'autrice. Un'esperienza nuova persino per la Casa della Musica, che “normalmente edita musica mentre per l'occasione ha editato audiolibri, con musiche composte ad hoc dal maestro Claudio Rastelli”, ha raccontato con entusiasmo.

Non dimentichiamo poi Axxxo e Caitrentaottobre, a sostegno delle “Favole quotidiane” del grande Julius Kugy, botanico alpinista e scrittore, lette da Davide Rossi. A lui si ricollegano “I bruti di Val Rosandra” dell'alpinista scrittore e regista Spiro Dalla Porta Xydias, “di cui sono stati letti proprio in Val Rosandra alcuni brani”. Scomparso di recente a quasi cento anni di età , è stato uno dei fondatori del Rossetti di Trieste. “Abbiamo cercato di alternare qualche opera maggiormente nota, come ‘Il mio Carso di Slataper', a qualche altra di meno conosciuta”, ha spiegato la Hà¶bel, aggiungendo poi come vi siano anche “tre donne, tre scrittrici".

Si tratta di "Delia Benco, con il suo racconto autobiografico ‘Ieri', moglie di Silvio Benco, dal quale in un certo senso è stata messa in ombra; Pia Rimini con ‘Pubertà ' e infine Ida Finzi Haydée, giornalista che “gioca con i sentimentalismi” e della quale si è scelto ‘Il ritorno' “. Il tutto in una finestra temporale che va da metà  Otticento agli anni Quaranta del Novecento. “Avrei voluto portare anche l'”Ernesto” di Saba, ma non è stato possibile”. Sono stati poi scelti i “Racconti” di Italo Svevo, che a differenza de “La coscienza di Zeno” “sono meno conosciuti”, caratterizzati da “una prosa complessa, ma molto divertenti”.

Un periodo storico che mostra “la vita com'era allora, i rapporti uomo-donna e alcune tematiche già  in avanti con i tempi, come quella dell'emancipazione femminile”. Altro autore più recente è invece Giuseppe Longo, ingegnere e scrittore che vive a Gorizia. E ancora, “Nelograd”, del poeta scrittore e illustratore Ugo Pierri, “ambientato in un'osteria triestina, con richiami alla Seconda guerra mondiale”. Un progetto “pubblico, per il pubblico”, ha riflettuto Caburlotto: “un servizio essenziale” grazie al quale “un domani i cittadini potranno essere critici verso le istituzioni”. Il direttore ha poi ricordato infine come nel 2015 biblioteche e musei siano stati inseriti fra i servizi essenziali.

A conclusione, abbiamo approfondito con la Hà¶bel quanto la sua formazione abbia influenzato il progetto.

Lei si è diplomata a Milano alla Paolo Grassi. Quali sono stati i registi e gli attori che l'hanno segnata?
Sicuramente Massimo Castri, con cui ho fatto vari spettacoli, un grandissimo regista, mentre la struttura con cui collaboravo era Emilia-Romagna Teatro; è stato un periodo molto importante. Poi ho avuto un breve incontro anche con Luca Ronconi. Diciamo che Massimo Castri e Luca Ronconi sono i registi con cui speravo di lavorare, e che poi ho avuto la fortuna di incrociare, seppur brevemente nella mia vita.

Com'era Ronconi?
Geniale e terribile, come dicono effettivamente tutti, possono confermarlo anche io nel mio piccolo.

Strehler?
Strehler non l'ho mai incontrato, anche se io ho fatto la ‘Paolo Grassi' che è la scuola che lui aveva fondato prima di aprire il ‘Piccolo'. Poi Gabriele Vacis, uno dei miei insegnanti alla ‘Paolo Grassi'. E poi da tanti anni porto avanti progetti indipendenti, quindi scrivo, metto in scena i testi che realizzo. Adesso il prossimo lavoro sarà  il 24 e il 25 giugno a Trieste, quando andrà  in scena uno spettacolo intorno a Pasolini che si chiama ‘Pasolini. Il caos contro il terrore', perché fa riferimento al ‘Caos', il libro che raccoglie gli articoli che lui scriveva per la rivista ‘Tempo' dal '68 al '70. Il mio lavoro parte da ‘Caos' per ragionare sul presente.

Quali altre città  coinvolgerete, per il progetto?
A me piacerebbe estenderlo a tutta la regione, adesso il 16 settembre andremo a Pordenone a presentarlo. Siamo andati a Udine, Gorizia, poi andremo a Duino. Cercheremo di portare un'offerta diversificata con nomi di autori specifici del nostro territorio.

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