Una vita in Belgio ma il cuore a Gorizia, la gioia per l'Italia nella notte degli Europei

Una vita in Belgio ma il cuore a Gorizia, la gioia per l'Italia nella notte degli Europei

le emozioni

Una vita in Belgio ma il cuore a Gorizia, la gioia per l'Italia nella notte degli Europei

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 03 Lug 2021
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Grande festa per la vittoria della Nazionale vissuta in Belgio. Il racconto di chi è legato a Bruxelles per amore e lavoro.

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àˆ stata una partita sofferta, ma che ha regalato un emozione immensa ai tantissimi tifosi italiani collegati. Ieri sera, la vittoria della Nazionale sul Belgio a Monaco di Baviera è stata accolta con enorme gioia non solo in Italia ma dovunque ci siano nostri connazionali. Proprio nella patria della birra c'è una nutrita comunità , frutto sia delle migrazioni dalla Penisola tra Ottocento e Novecento per lavorare nelle miniere, sia di quelle più recenti con molti assunti nelle aziende locali. Tra questi, c'è Emma Toso, classe 1976 e originaria di Grado ma da vent'anni residente a Bruges, anche se le radici non sono mai state dimenticate.

Anzi, proprio ieri sera l'orgoglio nazionale è stato più acceso che mai. “Ho visto la partita a casa con mio marito fiammingo e nostro figlio - racconta - e ho provato emozioni diverse. Dall'inizio degli Europei, abbiamo messo fuori casa sia la bandiera belga che quella italiana”. La vicinanza con le origini italiane sono ben radicate anche nel figlio piccolo, che ha cantato entrambi gli inni, poi sono iniziati 90 minuti di tensione sportiva. “Mio marito è rimasto in silenzio dall'inizio alla fine, quando è arrivato il 2-0 è stato fantastico”. I nervi si sono fatti più tesi quando Lukaku ha accorciato le distanze su rigore al termine del primo tempo.

“Mi sono divertita in alcuni momenti, ma c'era tensione per il risultato”. Più serene erano sua madre e sua sorella, rimaste in collegamento con loro via FaceTime per tutta la serata dall'Isola d'oro. Dopo il triplice fischio, la gioia per le strade del Paese è esplosa, soprattutto laddove c'è un'importante presenza italiana, come a Genk. “Ho ricevuto tanti messaggi da amici belgi, l'Italia è amata e ora tifano insieme a noi contro la Spagna”. Un clima di amicizia emerso già  nei momenti più difficili della pandemia, respirato anche da chi lavora per società  belghe ma vive in Italia. àˆ il caso di Flavio Chianese, ingegnere elettronico della Barco, colosso di Courtrai.

Collega di lavoro di Toso, lui è invece originario di Gorizia, dove abita ancora oggi. Per l'occasione, ha seguito la diretta in via XX settembre a Trieste: “Non seguo molto il calcio - racconta - ma questi sono comunque eventi che vanno aldilà  dell'evento sportivo. Sono emozioni che fanno avvicinare tutti al concetto di Italia e bandiera. Peccato che queste sensazioni non si realizzino anche in altri momenti, ma succede anche nel resto del mondo. Con i belgi c'è uno storico legame e, durante la serata, continuavo a ricevere messaggi di incoraggiamento e battute”. Una partita vissuta attraverso i legami personali e storici, quindi, che ha reso unico l'evento per molti.

La stessa azienda, peraltro, è molto legata con la regione: ha infatti realizzato la sede attuale della Protezione civile di Palmanova, nonché la sala della giunta regionale presso il palazzo di piazza Unità  d'Italia all'epoca del presidente Riccardo Illy. Con Gorizia, poi, il legame è anche culturale, sponsorizzando in passato i due spettacoli di Raylight in piazza Vittoria e in piazza Sant'Antonio con videomapping, nonché una mostra sul IV Stormo. “Tantissimi colleghi si sono innamorati di queste zone - evidenza Chianese - e perfino un dirigente della società  è rimasto affascinato dal Collio, quando l'ho accompagnato in visita. Apprezzano molto la nostra cucina e il nostro clima”.

Nella foto: il figlio di Emma Toso, Matteo, con le bandiere belga e italiana.

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