Visco ricorda la Shoah con visite al campo fascista e mostre sulla deportazione

Visco ricorda la Shoah con visite al campo fascista e mostre sulla deportazione

IL PROGRAMMA

Visco ricorda la Shoah con visite al campo fascista e mostre sulla deportazione

Di REDAZIONE • Pubblicato il 21 Gen 2026
Copertina per Visco ricorda la Shoah con visite al campo fascista e mostre sulla deportazione

Dal 24 al 31 gennaio una serie di eventi organizzati da Anpi e Comune, tra i quali l'inaugurazione di due mostre al Museo sul Confine ed una conferenza sul soccorso sanitario nelle guerre.

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Una settimana di iniziative per la Giornata della Memoria, tra visite guidate, mostre e celebrazioni ufficiali. È il programma messo a punto dall'Anpi - Comitato provinciale di Udine insieme al Comune di Visco nell'ambito del progetto "Luoghi da consolare", che culminerà sabato 31 gennaio con la cerimonia commemorativa e una conferenza dedicata al soccorso sanitario nei conflitti.

Si parte sabato 24 gennaio alle 15 con una visita guidata al campo di concentramento fascista per civili jugoslavi di Visco, in via Borgo Piave. A condurre il percorso sarà il ricercatore e storico Ferruccio Tassin, mentre Giorgio Monte leggerà testimonianze degli internati e versi del poeta sloveno Igo Gruden, anch'egli deportato nel campo. La partecipazione richiede prenotazione all'indirizzo prenotazioni@anpiudine.org.

Alle 16.30, al Museo sul Confine, verranno inaugurate due mostre. La prima, "Quando morì mio padre. Disegni e testimonianze dei bambini dai campi di concentramento del confine orientale (1942-1943)", è curata dal Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale "Leopoldo Gasparini" di Gradisca d'Isonzo. L'esposizione presenta scritti e disegni dei piccoli sopravvissuti provenienti dall'Archivio di Stato della Repubblica di Slovenia e dal Museo Sloveno di Storia Contemporanea. La seconda mostra, "La guerra e i diritti negati", è una rassegna fotografica itinerante di Emergency che documenta l'impatto dei conflitti contemporanei sui civili - il 90% delle vittime - e l'attività dell'organizzazione in Afghanistan, Palestina, Ucraina e Sudan. Le esposizioni resteranno aperte tutti i sabati e le domeniche fino all'11 febbraio, dalle 10 alle 13, con possibilità di visite per le scuole su prenotazione.

Le celebrazioni ufficiali si terranno sabato 31 gennaio. Alle 10, un corteo partirà dalla sede del Gruppo Comunale di Protezione Civile in Borgo Piave e raggiungerà il monumento commemorativo delle vittime del campo di internamento, dove saranno deposte corone e don Federico Basso impartirà la benedizione. Alle 11, al Museo sul Confine, è in programma la conferenza "Il soccorso sanitario nelle guerre di ieri e di oggi", con Antonella Lestani e Luciano Marcolini Provenza del Comitato Provinciale Anpi. Interverranno la dottoressa Manuela Valenti, responsabile della Divisione Pediatrica di Emergency, e lo storico Ferruccio Tassin.

«Riprendendo la riflessione di Giorgio Boatti sul Manicomio di Voghera, secondo cui non solo le persone richiuse in quei luoghi di sofferenza meritano consolazione, ma anche gli edifici che ne hanno assorbito il dolore necessitano della stessa attenzione, si può affermare che i campi di concentramento fascisti, le caserme in cui venivano interrogati, torturati e trucidati partigiani e oppositori politici, i rifugi antiaerei dove cercavano riparo i civili durante i bombardamenti, possono divenire luoghi che cercano consolazione. Questi sono luoghi non solo da ricordare come simboli celebrativi di un'epoca passata, ma luoghi dall'alto contenuto culturale, da valorizzare cercando di risvegliare un sentimento civile che guardi al futuro», afferma Antonella Lestani, presidente del Comitato Provinciale Anpi di Udine.

Le iniziative sono realizzate con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione di Emergency, Centro isontino "Leopoldo Gasparini", Museo sul Confine, i Comuni di Udine, Visco, Palmanova, Cividale del Friuli e Gonars, e l'Associazione Icaro.

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