la risposta
Grado accoglierà i volontari del vigili del fuoco, il direttore regionale Di Bartolomeo difende la scelta
Il direttore regionale replica al capogruppo Pd Moretti e rilancia l'importanza del distaccamento sull'isola.
Prosegue la discussione sul presidio dei vigili del fuoco a Grado, che dovrebbe partire già in primavera con l'ausilio di volontari. Una soluzione che aveva provocato la reazione contraria del Partito democratico, in particolare del capogruppo regionale Diego Moretti, che ha definito “completamente irrealistico pensare di gestire i soccorsi di una laguna di 160 chilometri quadrati con le sole forze di volontari”. Risponde oggi il direttore regionale Domenico De Bartolomeo, che mette subito in chiaro: “Nessuna polemica nei confronti del consigliere regionale, al quale anzi si riconosce l'attenzione nei confronti del Corpo nazionale”.
“Sono doverosi però alcuni chiarimenti. Poco più di un anno fa - spiega il vertice dei vigili del fuoco -, il ministero dell'Interno ha decretato la ripartizione delle dotazioni organiche dei Comandi”. Per quello di Gorizia “sono state decretate la sede di Monfalcone e quella aeroportuale di Ronchi dei Legionari, oltre alla sede centrale di Gorizia, e sono stati fissati gli organici”. Questi, oggi, “sono purtroppo inferiori ai limiti assicurati e che si auspica però possano aumentare presto con le nuove assunzioni”. L'alternativa a questa iniziativa, quindi, è “non poter disporre nel prossimo futuro di un soccorso tecnico immediato e qualificato”.
Da qui, “l'istituzione di un distaccamento del Corpo nazionale, ancorché costituito con personale vigile del fuoco volontario, rappresenta un apprezzabile obiettivo ed in ogni caso un concreto potenziamento. L'aspetto volontaristico degli operatori del soccorso non deve certamente essere letto come una ‘diminutio' della capacità di risposta alle emergenze. Il personale volontario viene reclutato a domanda ed impiegato nei servizi di istituto, come per il personale permanente, a seguito del superamento di un periodo di addestramento iniziale sia in ambito teorico che pratico-operativo, sotto la guida di istruttori professionali”.
Di Bartolomeo ricorda quindi che la stessa istituzione nazionale nacque nel 1941, composta dai vigili del fuoco permanenti e altri volontari. Oggi, come allora, i secondo sono parte integrante dell'istituzione. Questi, inoltre, “nel momento in cui hanno il decreto di nomina, hanno gli stessi obblighi” dei colleghi permanenti “ed hanno, durante l'espletamento delle funzioni, la qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria, a seconda del grado che possiedono. Le squadre di volontari dipendono dal Comando provinciale e possono operare tutti i giorni dell'anno. Il personale volontario, a differenza di quello permanente, non è vincolato da un rapporto di impiego”.
In questo modo, “svolge la sua attività ogni qualvolta se ne manifesti il bisogno”. Per questo, “si ritiene debba essere letto come un valore aggiunto alle capacità operative e alla tempestività della risposta che il cittadino, nel momento del bisogno, chiede ed esige, tanto più in una realtà giustamente definita complessa come quella di Grado e la sua laguna”. Infine, i ringraziamenti: “Innanzitutto al sindaco che ha già individuato le risorse perché il progetto avviato possa finalmente e al più presto diventare realtà , e al Comandante di Gorizia, che sta lavorando con responsabilità al progetto, seguendo gli indirizzi dell'amministrazione.
“Infine - chiosa Di Bartolomeo -, meritano una parola di lode ed un sincero ringraziamento le donne e gli uomini, volontari del Corpo dei vigili del fuoco che a centinaia ed in silenzio operano nei Comandi provinciali della nostra regione, i quali con orgoglio e rispetto indossano la nostra uniforme e che molto spesso si rendono protagonisti di atti di valore e di altruismo nel compimento del loro dovere. Spero, non appena fuori della pandemia, di poter stringere la mano ad ognuno di loro”.
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