La situazione
Vigili del Fuoco in piazza a Gorizia, «sedi inadeguate e decisioni confuse»
Richieste portate anche al Prefetto Ester Fedullo che convocherà un tavolo tra sindacato, Comando provinciale e Prefettura. Manifestazione seguita da una cinquantina di iscritti.
Alle 10.45 sono stati ricevuti in Prefettura dal prefetto Ester Fedullo: i delegati del gruppo del Conapo, il Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco, di Gorizia hanno consegnato una lettera chiedendo la risoluzione di alcune «gravi criticità organizzative e strutturali del Comando». Da qui la volontà, annunciata via stampa e anche oggi in Piazza Vittoria durante il lungo sit-in durato dalle 9 alle 12, di andare verso lo sciopero per far valere le proprie posizioni.
«Siamo soddisfatti della risposta ricevuta in Prefettura – così a margine dell’incontro il segretario regionale Fvg del Conapo, Damjan Nacini – perché ci è stato promesso a breve un colloquio tra Prefetto e Comandante dei Vigili del Fuoco di Gorizia che dovrebbe portare a un tavolo al quale siederà anche il Conapo».
La situazione parte con le varie richieste del sindacato sfociate in uno stato di agitazione non risolto dal tavolo di raffreddamento tenutosi proprio con la comandante di Gorizia, l’ingegner Cira Piscicelli. Comandante che, proprio alla nostra testata, aveva comunque confermato le criticità in seno non solo alla caserma di Gorizia ma anche a Monfalcone e alla struttura che ospita i Vigili del Fuoco al Trieste Airport.
Tre i punti sui quali, anche grazie a volantini distribuiti alla cittadinanza durante l’intero momento di presenza dei pompieri in piazza, si sono focalizzate le richieste: «Decisioni organizzative e strutturali ingiustificate, sedi inadeguate non più in linea con le esigenze del soccorso attuale e indifferenza e decisioni confuse».
«Non è stato infatti raggiunto alcun accordo in merito alle gravi problematiche sollevate dal sindacato – dichiarano il segretario provinciale Conapo Gorizia Andrea Leban e il segretario regionale FVG Conapo Damjan Nacini – a partire dall’ingiustificata modifica dell’organizzazione dell’ufficio di polizia giudiziaria, penalizzante sia per gli operatori sia per l’efficienza del servizio, fino ad arrivare alle criticità delle caserme con impianti sovente non funzionanti o alla caserma presso l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, in stato di grave degrado e con spazi non più in linea con le esigenze di soccorso attuali».
Proprio su Ronchi vi sono criticità «con i garages che non hanno più le dimensioni per i mezzi che sono, invece, aumentate. C’è difficoltà di manovra con un collega che ha rischiato di essere investito qualche giorno fa durante alcune movimentazioni di mezzi che devono partire in fretta», così ancora Leban. «L’aeroporto è stato ammodernato negli anni ma il distaccamento aeroportuale è stato completamente dimenticato».
A Monfalcone, invece, «il castello di manovra è stato dichiarato inagibile per un verricello che serve ad asciugare le manichette. Anche in questo caso è mancata una risposta tangibile da parte della direzione. Siamo stati magnanimi nel tempo ma ora è necessario farci sentire», conclude Leban. Gravi sono le criticità lamentate dal Conapo che solleva anche dubbi sulle opere di ristrutturazione di una palazzina del comando, con il cappotto esterno già in apparente fase di deterioramento a soli due anni dallo svolgimento dei lavori. Il Conapo stesso chiede anche delucidazioni «sul progetto di abbattimento e rifacimento per il comando di Gorizia: tante chiacchiere ma le strutture sono fatiscenti».
Se su quasi 150 uomini a servizio dell’ex provincia circa 80 persone sono iscritte al Conapo, in piazza oggi erano una cinquantina: «Dopo il 12 febbraio, quando il tavolo per il raffreddamento si è concluso con un nulla di fatto abbiamo deciso di scendere in piazza. Attendiamo un nuovo tavolo altrimenti il prossimo passo sarà lo sciopero» conclude Nacini.
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