Quel viaggio da Gorizia a Bled, sessanta studenti testimonial della Transalpina

Quel viaggio da Gorizia a Bled, sessanta studenti testimonial della Transalpina

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Quel viaggio da Gorizia a Bled, sessanta studenti testimonial della Transalpina

Di Redazione • Pubblicato il 19 Apr 2024
Copertina per Quel viaggio da Gorizia a Bled, sessanta studenti testimonial della Transalpina

Ieri la visita del D'Annunzio e Žiga Zois alle realtà ricettive sul lago in Slovenia, nascerà un filmato per promuovere tra i più giovani la storica tratta ferroviaria.

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La calma delle acque in cui si specchia la chiesa della Madonna si trasmette a quanti si spingono fin dal lontano Oriente per ammirarla. È la romantica Bled, sognante «perla della Slovenia» poco distante dall’Italia e raggiungibile in poco più di un’ora e trenta attraverso la linea ferroviaria che la collega alla stazione di Nova Gorica. Per approfondire le potenzialità turistiche ed economiche offerte da Bled, gli studenti degli istituti Cankar-Vega-Zois e D’Annunzio di Gorizia si sono ritrovati ieri mattina in piazza Transalpina, per addentrarsi nella fase clou del progetto “Transalpina per i giovani-Bohinjska proga za mlade” avviato dall’Isis D’Annunzio.

Una sessantina gli studenti che hanno preso parte all’uscita, provenienti dall’Indirizzo Turistico di entrambi i plessi. «Abbiamo coinvolta anche la Mediateca di Gorizia - spiega la referente del progetto, Daniela Bresciani - e come lavoro finale ci sarà la produzione di un video che interessi i giovani. Vogliamo ridare importanza a questa tratta ferroviaria». Il modello di riferimento è la Bernina Express, ossia il collegamento che viaggia in Svizzera per arrivare a St. Moritz.

Oltre ai docenti di entrambe le scolaresche, all’uscita hanno preso parte i collaboratori del Centro ricerche turismo e cultura, Marina Bressan; Alessandro Puhali e Matjaž Marušič. «I ragazzi hanno avuto modo di comprendere dal vivo quanto appreso con i relatori – spiega Erika Valentinčič – Si sono focalizzati sul percorso e sui luoghi, in quanto è una linea ferroviaria particolarmente stretta che percorre tutta la valle dell’Isonzo. Una volta raggiunta Bled ci siamo focalizzati sul potenziale turistico di una meta spesso utilizzata anche per ospitare conferenze, la cui posizione strategica la rende per certi versi superiore a Lubiana».

Fra le attività svolte, la visita allo storico hotel Triglav inaugurato nel lontano 1906. Data che in realtà coincide con un traguardo di portata ben maggiore: la conclusione della linea ferroviaria che avrebbe collegato Bled alla capitale austriaca e quindi al resto d’Europa. Obiettivo del progetto - ideato da Daniela Bresciani - è porre l’accento sulle potenzialità della linea, sia in vista della capitale della cultura sia nella più ampia prospettiva del ricreare quel trait d’union con le capitali europee, già in passato contribuendo allo sviluppo economico e produttivo.

«Vorrei sottolineare l’importanza di questa linea – ribadisce Bressan – e la necessità di sensibilizzare i giovani a un suo utilizzo. Siamo al secondo step di questo percorso pluriennale, mentre nel prossimo ci sarà un monitoraggio dei risultati, dove i ragazzi saranno chiamati a produrre un podcast oppure filmati e fotografie».

Dopo la visita all’hotel Triglav – dove gli studenti hanno approfondito «l’approccio green della struttura come possibile soluzione al riscaldamento globale» – le attività si sono svolte al Rikli Balance Hotel, il cui nome risale al naturopata svizzero Arnold Rikli. Già a metà Ottocento lo svizzero aveva intuito in Bled le incredibili risorse economiche offerte da una Natura incontaminata e da una gastronomia d’eccellenza. «Qui i ragazzi hanno potuto apprezzare la filosofia di Rikli, basata sul consumo di frutta secca, succhi e miele», spiega Valentinčič, che precisa come le Ferrovie slovene abbiano anche offerto agli studenti il 75% di sconto sulle tariffe dei treni a supporto del lavoro svolto.

Un’esperienza che ha permesso di rivivere gli anni di sviluppo asburgico conseguente al potenziamento delle linee ferroviarie. «Quando verranno terminati i lavori di manutenzione ai quali è ancora sottoposta, la linea rappresenterà un’immensa risorsa, non solo per il trasporto merci e per il traffico locale – rimarca Puhali - Sarà una formidabile opportunità per il turismo nelle nostre terre, intendendo l’area che comprende Austria, Slovenia e Italia. Una linea che consentirà il collegamento tra il Centro Europa e l’Adriatico, ritornando a quello che era il suo scopo originario».

Una riqualificazione che riguarderà anche la stazione di Campo Marzio a Trieste, destinata a diventare una delle più importanti d’Europa. «Ci sono tutte le premesse affinché la linea possa diventare strumento di coesione e rilancio di tutta la nostra area». Un percorso caratterizzato da scorci mozzafiato e paesaggi incontaminati, che la Storia aveva relegato «lontano dai grandi traffici internazionali», ma che oggi rappresenta «qualcosa di veramente unico».

Numerosi ancora i lavori in corso - sia sul tratto italiano sia lungo la Transalpina delle Ferrovie slovene - ma è possibile che il 2026 possa rappresentare l’anno del rilancio, coincidendo con i 120 anni della sua costruzione. Un’opera monumentale di progresso delle civiltà che già oggi ha condotto a un «affratellamento fra ragazzi», osserva Bressan. Secondo cui la più grande speranza di civiltà risiede in quel «lungo binario che possa unire i popoli».

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