La vetrina di Casa Krainer dedicata alle donne, gli artisti in via Rastello

La vetrina di Casa Krainer dedicata alle donne, gli artisti in via Rastello

Ginekofanie

La vetrina di Casa Krainer dedicata alle donne, gli artisti in via Rastello

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 21 Mag 2023
Copertina per La vetrina di Casa Krainer dedicata alle donne, gli artisti in via Rastello

L'esposizione a Gorizia, inserita nel programma di èStoria, è visitabile fino a inizio giugno. Gli artisti coinvolti e il significato delle opere.

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Nello splendido e finalmente soleggiato salotto di via Rastello, di fronte a Casa Krainer a Gorizia, è stata inaugurata ieri pomeriggio la prima tranche della mostra “Ginekofanie”. L'evento, inserito nel programma di èStoria, è nato da un'idea della pittrice Cristina Suligoi che ha subito coinvolto un gruppo di artisti che, condividendo da qualche tempo ideali e iniziative espositive, ha subito risposto con entusiasmo. Realizzata con il patrocinio di èStoria e del Comune, con la partecipazione dell'associazione culturale Prologo, la mostra si propone di sviscerare le multiforme natura del femminino, dai suoi archetipi più tradizionali a interessanti proiezioni futuristiche.

In sede di inaugurazione, l'assessore Fabrizio Oreti ha evidenziato la vivacità  culturale di Gorizia e in particolare di via Rastello «un'arteria splendida che verrà  valorizzata nell'ottica di GO!2025 grazie anche al bando Borghi che il Comune ha recentemente vinto e che intendiamo investire in parte per questa via che, assieme a Beppe Longo del Kinemax, intendiamo trasformare nella via del cinema». Accanto a Cristina Suligoi altro motore dell'evento è stato Livio Caruso che ha annunciato il coinvolgimento di alcuni degli artisti presenti a Casa Krainer nel progetto “Frammenti di un inconscio condiviso” che li porterà  a esporre in Lazio nel mese di luglio per ricondurli quindi a Gorizia in autunno.

Francesco Imbimbo, curatore del catalogo assieme ad Antonella Gallarotti, ha illustrato singolarmente il lavoro degli autori presenti nelle vetrine dello storico negozio di via Rastello in un percorso pensato in discesa, quindi direzionato verso piazza Vittoria. Nella prima parte prevalgono forme più tradizionali ma non per questo meno impattanti del femminino, legate alla maternità  come nel lavoro di Daniele Bredeon, sospeso fra il figurativo e l'astratto, mentre le donne vittime di una violenza al cui centro pare comunque esserci l'uomo sono protagoniste dell'incisione di Vera Elvira Mauri, presente anche con delle scarpette rosse in ceramica per riecheggiare il simbolo dei femminicidi.

A Flavio Riz (autore scomparso nel 2020) è dedicato uno spazio privilegiato per sottolineare l'intenzione del gruppo di artisti di riscoprire la sua figura e quella di Maurizio Gerini, pittori che meritano di essere ricordati per il loro modo onesto e impulsivo di approcciarsi all'arte. La donna come simbolo di ardore spirituale ricorre nell'opera di Cristina Suligoi mentre alle figure tradizionali albanesi si riferiscono il lavoro di Lin
Delija (scomparso nel 1994), messa a disposizione dal collezionista Armando
Nicoletti, e quella di Pranvera Gilaj, ritratto di una popolana che si può vedere in fotografia inquadrando il QR code inserito nel catalogo della mostra.

La seconda vetrina si apre con un lavoro di Laura Grusovin, quadro nel quadro estremamente evocativo per la ricorrenza di elementi decorativi che ne evidenziano la bidimensionalità , mentre Chiara Pradella si autoritrae in una foto concepita come moderna Via Crucis, alludendo alle difficoltà  delle donne a emergere dalla loro frequente condizione di subalternità . Parodia e intenzione di comporre il sacro e il profano si trovano nel dipinto di Francesco Imbimbo mentre Livio Caruso propone una donna bionica, proiettata con forza verso forme futuristiche.

La donna inserita in una moderna cosmogonia è invece la protagonista della grande tela di Aleksander Peca, che inserisce la figura in un universo deserto per permetterle un più sincero dialogo con il tutto. Le vetrine di casa Krainer rimarranno allestite con le opere di “Ginekofanie” fino al 3 giugno ma, come anticipato, questa è solo la prima parte di un evento espositivo che avrà  il suo secondo momento martedì 23 alle 18 nella Biblioteca Statale Isontina per la parte documentaria e grafica centrata sulla figura di Carlo Michelstadter curata da Antonella Gallarotti. 


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