Vende titoli nobiliari illegalmente, un ex bidello 57enne di Gorizia denunciato da Striscia la notizia

era consigliere comunale a moraro

Vende titoli nobiliari illegalmente, un ex bidello 57enne di Gorizia denunciato da Striscia la notizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 19 Dic 2020
Copertina per Vende titoli nobiliari illegalmente, un ex bidello 57enne di Gorizia denunciato da Striscia la notizia

Il programma tv ha raccontato il lavoro dell'uomo, che già anni fa finì al centro di polemiche per le sue posizioni. I suoi trascorsi in politica.

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Su di lui si è interessata anche la celebre trasmissione televisiva "Striscia la notizia", con un servizio di Valerio Staffelli andato in onda pochi giorni fa. Si tratta di Roberto d'Amato (a sinistra nella foto), 57enne natio di Cuneo ma da anni residente nel Goriziano, finito nel mirino dell'inviato per la sua attività di vendita di titoli nobiliari. Per la legge italiana, infatti, è illegale il loro acquisto, anche perché - con la Costituzione del 1948 - non hanno più valore e possono essere trasmessi solo per discendenza. Nonostante questo però, molti hanno denunciato l'operato di D'Amato, che si sarebbe fatto pagare svariate migliaia di euro per poter concedere l'attestato di duca, principe o quant'altro.

Come mostrato dal programma Mediaset, l’uomo avrebbe anche una pagina Facebook dal titolo “Registro nobiliare internazionale dell’Impero romano d’Oriente”, in cui mostra diversi attestati di nobiltà a personaggi illustri, tra cui il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Tendendogli una trappola per poterlo incontrare, Staffelli quindi ha fatto contattare il 57enne per acquistare il titolo di principe alla somma di 7 mila euro, facendolo arrivare a Milano. “Avendo l’Alfonso d’oro - ha spiegato ai falsi clienti, davanti alle telecamere nascoste -, posso concedere i titoli nobiliari perché i miei antenati discendono dal Paleologo sull’albero genealogico”.

“Ho tre sentenze arbitrarie nobiliari - ha proseguito d’Amato -. Io sono soggetto di diritto internazionale”. Frasi che certamente potrebbero lasciare perplesso un qualsiasi studente di scienze politiche o giurisprudenza ma che, evidentemente, hanno fatto presa su qualcuno. Sul sito di questa persona, infatti, abbondano le foto a galà ed eventi mondani, tra cui una con Emanuele Filiberto di Savoia, e vanta perfino una benedizione apostolica firmata da Papa Francesco. Non mancano, inoltre, i riferimenti alla sua poca simpatia per la repubblica, come confermato ai micorofoni di Striscia: “Per me è una cosa di governo anacronistica, questa è una vostra mossa per attaccare la monarchia”.

A Gorizia, d’Amato è abbastanza conosciuto: ex bidello al liceo scientifico Duca degli Abruzzi e in altri istituti, proprio per questo suo amore per il sangue blu finì al centro di aspre polemiche in città. Nel 2015, la formazione di estrema destra Blocco studentesco fissò uno striscione fuori dal liceo Slataper con scritto “Tuteliamo i nostri studenti, fuori D’Amato dalla scuola”. Inoltre, è stato attivo anche in politica, proponendosi come sindaco nel 2012 con la lista Invisibili, per poi però non competere alla tornata. Il suo nome è ricomparso tra le fila del gruppo dei Pensionati a Monfalcone, nella campagna elettorale del 2016 a sostegno del futuro sindaco Anna Maria Cisint. Dal suo profilo LinkedIn, risulta essere ancora oggi residente nella città dei cantieri. È stato anche consigliere comunale a Moraro, entrandovi tra le fila della minoranza nel 2006 con la lista Par Morar di Zefferino Tofful e rimanendovi cinque anni.

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