L’ultimo viaggio: così Janke torna al mare «libero e spensierato». Gli Amici di Fabrizio disperdono le ceneri

L’ultimo viaggio: così Janke torna al mare «libero e spensierato». Gli Amici di Fabrizio disperdono le ceneri

IL SALUTO

L’ultimo viaggio: così Janke torna al mare «libero e spensierato». Gli Amici di Fabrizio disperdono le ceneri

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 25 Apr 2026
Copertina per L’ultimo viaggio: così Janke torna al mare «libero e spensierato». Gli Amici di Fabrizio disperdono le ceneri

Oggi alle 11 il momento dell’ultimo saluto in barca, al largo di Marina Julia, reso possibile da una legge ad hoc passata in Consiglio regionale.

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Il mare: da sempre, nel suo estendersi illimitato oltre la linea dell’orizzonte, è simbolo di libertà per molti e per altri di viaggio verso il nuovo e l’ignoto. Ed è proprio nel blu delle acque monfalconesi, dinanzi ai litorali che più gli sono stati familiari, che Fabrizio Janke ha cominciato definitivamente oggi sabato 25 aprile il suo ultimo viaggio, accompagnato dall’ultimo saluto dei suoi amici e di chi meglio lo conobbe in vita.

Attorno alle ore 10.30, dal porticciolo delle società veliche a Panzano, la piccola imbarcazione degli “Amici di Janke” è salpata verso il largo in direzione Marina Julia per dare «libertà e spensieratezza a Fabrizio» attraverso la dispersione in mare delle sue ceneri. Queste le parole di Luca, amico di lunga data, che nonostante la sua età «molto più giovane» ha avuto modo di instaurare con Fabrizio, «da me vissuto come una leggenda e come un “pezzo di storia” della Bisiacaria», un legame profondo.

«Il mare è stato una sua grande passione – racconta Luca – sebbene, in vita, non abbia espresso categoricamente il desiderio che le sue ceneri vi venissero disperse, molti di noi lo avevano sentito parlare del mare e conoscevano questo suo legame». A legarlo alle acque del Golfo di Panzano era soprattutto la pesca, ricorda il fratello Maurizio, «una passione di famiglia che lui fin da bambino ha ereditato in modo particolare».

Era sembrato inizialmente facile poter concretizzare quest’ultima volontà non messa a testamento, ma l’ostacolo si è rivelato nelle prescrizioni normative in materia: in mancanza di dichiarazione esplicita, solo ai genitori, al coniuge o ai figli è data la possibilità di decidere specifiche modalità dell’addio al defunto dopo il funerale come la dispersione in mare delle ceneri. Grazie allora all’interessamento dell’amministrazione di Monfalcone e al supporto del consigliere Antonio Calligaris, in Consiglio regionale è stata fatta passare in questi mesi una legge che estende questa facoltà di scelta anche ai parenti non di primo grado come i fratelli: la vicenda di Fabrizio Janke, quindi, rappresenta un caso “apripista” anche a livello regionale.

Lo ha spiegato l’assessore alla Dignità delle persone Giuliana Garimberti, presente al momento per portare il suo ultimo saluto a Janke e anche quello del sindaco Luca Fasan – che, quando da ragazzino si trasferì con la famiglia a Monfalcone da Milano, fu proprio con Fabrizio che per primo strinse amicizia e giocò nel giardino di scuola. Garimberti ne ha ricordato il rapporto confidenziale intrattenuto in questi anni: «Quando aveva problemi o bisogno di aiuto, ci teneva a rivolgersi a me o a Luca in quanto persone amiche».

Ognuno dei presenti ha un ricordo o un’esperienza che lo lega con emozione a Fabrizio. È noto ai più, nel Mandamento monfalconese, il suo grande amore per il ballo e per la musica e la sua immancabile presenza come apripista, quasi da “icona pop” bisiaca, alle feste pubbliche e alle sagre. Francesco, in passato dirigente dell’Asd Romana Calcio di Monfalcone, lo rivede invece fra gli spalti come «grande tifoso» sia della squadra di via Romana che dell’Ufm e a fine partita a servire cibo e bibite dal chiosco, ad aiutare con le pulizie o con altre necessità della società: «Non si è mai tirato indietro quando poteva darci una mano e ha vissuto anche il calcio a Monfalcone come una passione».

Con l’ottenuto risultato del via libera della legge e dopo aver ricevuto gli opportuni permessi della Capitaneria di Porto, dunque, gli Amici di Janke hanno finalmente potuto prendere il largo, stamattina, sulle spensierate note di “Sofia” di Alvaro Soler - «è stata la sua canzone preferita» -, custodendo la sua urna fino al punto prestabilito, lontano ma di fronte alla spiaggia di Marina Julia, per dargli infine l’ultimo saluto. Importante per l'iniziativa è stato anche il contributo della Croce Rossa Italiana, che già a novembre in occasione dei funerali si attivò con una raccolta fondi, il cui ricavato ulteriore è stato messo a disposizione di Asugi per sostenere nell'accesso alle cure i cittadini che vivono in situazioni di particolare difficoltà economico-sociale.

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