Il caso
Ultimo sabato di comizi a Monfalcone, Cisint prende le distanze dall'uscita di Sarkar
Piazza divisa tra l'intervento di Patuanelli a sostegno di Morsolin e Cisint che ha convocato una conferenza stampa prima dell'arrivo di Salvini.
àˆ stato l'ultimo - ma caldo - sabato di comizi a Monfalcone. Sul prossimo, calerà il silenzio elettorale. Nella prima fase della mattinata, da una parte della piazza è arrivato il ministro Stefano Patuanelli per sostenere la candidata Cristiana Morsolin mentre dall'altra la sindaca uscente Annamaria Cisint ha convocato una conferenza stampa prima dell'arrivo in città di Matteo Salvini.
Lo scopo dell'incontro per Cisint è stato chiaro da subito: prendere le distanze da quanto è successo qualche giorno fa, e nello specifico, quanto in tanti hanno visto in un video ormai diventato virale con tanto di servizio tv andato in onda su La 7 nel programma Tagadà . Stiamo parlando del "caso Sarkar". L'uomo di origine bengalese candidato tra le fila di Noi con l'Italia, ha fatto un discorso che a tanti non è andato giù in vista del voto di domenica prossima. Cisint ha inteso dunque rivendicare l'onorabilità delle liste che la sostengono. Al tavolo con lei erano presenti Michele Luise capolista di Noi con l'Italia, Carlo Muset in veste di coordinatore provinciale del partito e Rossella Buttaro coordinatrice monfalconese del movimento.
Sono 139 i candidati che hanno firmato il patto di lealtà con gli elettori. Ora per Cisint "è necessario non strumentalizzare il caso perchè l'esagerazione genera atti spiacevoli e vandalici come avvenuto con lo strappo dei manifesti elettorali ritraenti la mia persona". Per Cisint in sostanza, Jahangir Sarkar non è più un problema perchè non rappresenta più uno dei partiti che la sostiene. "Non cerchiamo nessuna giustificazione per quel video. Prefetto e questore sono stati informati. Il fascicolo sul caso è in procura dove si stanno svolgendo tutti gli accertamenti su eventuali reati commessi da valutare" commenta Cisint. "Per quanto ci riguarda la partita è chiusa, lui si è autosospeso in maniera consapevole" rassicura ancora la candidata.
Il vero tema, che la prima cittadina uscente ha inteso poi analizzare, è stato quello della presenza degli stranieri in città . Una presenza migratoria importante per l'uscente Cisint che sostiene: "Abbiamo aperto le nostre liste ai cittadini italiani provenienti dall'estero". Un aspetto, questo, rivendicato e mai visto prima per responsabilizzare chi vive da fuori. Poi il discorso è passato sulla questione della lingua italiana da conoscere, imparare e parlare. Tra il 2005 e il 2015 - per la candidata leghista - il fenomeno migratorio legato a Fincantieri non è stato governato. Regole del lavoro, subappalti e contratti sono i punti su cui lavorare. "Fincantieri dovrà fare il passo" afferma Cisint riferendosi alla mancata applicazione della responsabilità sociale d'impresa, alla necessità di ridurre subappalti e distacco transnazionale favorendo invece i controlli dell' ispettorato del lavoro.
Dopo il lavoro, si è parlato di sistema produttivo, legalità , rispetto delle donne e parità di genere. "Noi coinvolgiamo tutti per valorizzare le persone e garantire equilibrio" ha dichiarato Cisint commentando l'importanza della scuola e dell'uso della lingua italiana. àˆ toccato poi al capolista Michele Luise leggere le "dimissioni" di Sarkar che - come già detto - si è autosopeso e ritirato dalla compagine politica di cui faceva parte. "Monfalcone è una comunità complessa dove le tematiche vanno affrontate con competenza e noi continueremo a farlo" così il vicesindaco. Ma i riferimenti ai veleni della campagna elettorale in corso non sono terminati. Cisint ha fatto un ulteriore affondo dicendo: "Dopo la gaffe della dem Percuzzi sulla transizione amianto, Morsolin non mi sembra si sia mai dissociata pubblicamente mentre noi siamo credibili e ci mettiamo la faccia". Anche Carlo Muset, coordinatore provinciale ha dichiarato: "Siamo allibiti e costernati dal caso. Avevamo conosciuto un'altra persona".
Nello specifico del caso che ha generato tante polemiche in queste ore, dalla prefettura viene evidenziato che la norma non prevede ci siano modifiche formali di lista, quindi Sarkar resterà a tutti gli effetti in lista ma dichiarandosi autosospeso, resta fuori dalla competizione elettorale e non rappresenta più Noi con l'Italia. Lingua italiana, legalità e lotta agli squilibri sociali saranno allora i temi e i requisiti importanti sui quali la candidata a sindaco e le forze che la sostengono non molleranno la presa.
Dopo le prime reazioni della candidata a sindaco per il centrosinistra Cristiana Morsolin, a parlare oggi e Michela Percuzzi ex segretaria del circolo cittadino del Pd. "Candidare una persona di origine bengalese è stata da parte della destra Monfalcone una chiara operazione acchiappa voti. Prima i dispetti come togliere le panchine in piazza per non fare sedere gli stranieri perché troppo appariscenti, poi cercare di non facilitare l'iscrizione alle scuole materne dei bambini, ripeto bambini bengalesi, poi negare il diritto a praticare il proprio culto o il proprio sport nazionale" esordisce così Percuzzi riferendosi al passato.
Poi sugli ultimi fatti la dem ha così commentato: "Questo episodio è di una gravità inaudita, una bruttissima pagina che dimostra un degrado politico dell'attuale classe dirigente che amministra Monfalcone. Integrazione vuol dire dare risposte, costruire i presupposti in una città dove rispetto, conoscenza reciproca, solidarietà sociale , legalità e sicurezza sono le parole d'ordine. Vorrei che la nostra Monfalcone sia ricordata dalle cronache nazionali per qualcosa di meglio".
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