L'ultimo duello sul futuro di Gorizia, idee e appelli di Ziberna e Fasiolo

L'ultimo duello sul futuro di Gorizia, idee e appelli di Ziberna e Fasiolo

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L'ultimo duello sul futuro di Gorizia, idee e appelli di Ziberna e Fasiolo

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 25 Giu 2022
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Domani il ballottaggio, ieri l'ultimo confronto tra i candidati tra visioni e stoccate.

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L'ultimo confronto tra Rodolfo Ziberna e Laura Fasiolo chiude questa ristretta ma intensa campagna elettorale a Gorizia. Domani si andrà  al voto per il ballottaggio, dalle 7 alle 23, e ieri i due candidati sindaco si sono posti faccia a faccia nella cornice del parco del municipio, su invito dell'Accademia europeista del Friuli Venezia Giulia. “Il prossimo sindaco - l'auspicio del presidente Pio Baissero - dovrà  portare Gorizia a un livello superiore rispetto a ora”, guardando in particolare alla sfida del 2025.

Nel corso del dibattito, sono così emerse due visioni diverse della città , ricevendo fischi e applausi da parte del pubblico presente. Prima, però, bisogna conquistare le urne, con gli appelli che si sono alternati negli ultimi giorni da entrambi gli schieramenti. Mentre Fasiolo ha evidenziato di non aver cercato apparentamenti formali, ma dialogato con le altre forze di opposizione, il sindaco uscente ha ricordato di non aver voluto fare come 5 anni fa, quando la sua coalizione si presentò con 8 liste, anziché le 5 attuali.

Una soluzione adottata per puntare alla governabilità , ha rilevato. “Oggi le liste senza più candidato possono trovare dei punti in comune con il nostro programma” il suo invito. Lo stesso numero di elettori, oltre 30mila su una popolazione di poco più di 34mila persone, dice molto sulla demografia locale. Per il volto del centrodestra, “bisogna essere attrattivi con lavoro e formazione”, diventando riferimento anche per gli anziani da fuori. “L'inversione non sarà  immediata - così la dem - dobbiamo puntare sui servizi per l'infanzia”.

Focus anche sugli strumenti “per permettere alle donne di avviarsi al lavoro”. Il vero scontro tra i due è arrivato sul tema dei servizi e istituzioni presenti in città , con l'ex preside che ha tirato la stoccata: “Il sindaco ha il dovere di difendere le istituzioni del territorio, deve chiedere un capovolgimento copernicano. O decidono di far vivere Gorizia o di farla morire. Non si può essere Capitale della cultura paesotto”. Accuse respinte dalla controparte, che ha rilevato di essersi attivato su diversi fronti “ma non li ho usati per la campagna”.

Tra questi, “ho scritto al ministro delle finanze e sentito i direttori dell'Agenzia delle entrare nazionale e regionale che mi hanno riferito ci sarà  una riforma dal primo luglio. Non ci sarà  la fusione della sede di Gorizia con quella di Trieste ma servizi resi in modo diverso”. Sul tribunale, “mi sono incontrato un mese fa con il sottosegretario alla giustizia e il presidente della Corte di appello di Trieste, saranno seguite due strade per la crisi del personale. Una attraverso concorsi e l'altra con contratti per tre anni”.

Stesso discorso per la Biblioteca statale Isontina e sanità , “dopo 5 anni di spoliazioni riceveremo oltre 40 milioni di euro”. Pietro Comelli, caporedattore del Piccolo chiamato a moderare l'incontro, ha quindi chiesto lumi sulla futura giunta. Solo Ziberna ha svelato un nome della nuova squadra, Lucio Beltrame, mentre l'ex senatrice ha assicurato di essere al lavoro con il metodo delle competenze. Le scintille sono quindi tornate sulla visione transfrontaliera della città , con Fasiolo che ha sottolineato che “dobbiamo guardare al futuro facendo tesoro del passato”.

Parole condivise dal primo cittadino uscente, chiedendosi però se nella maggioranza del centrosinistra saranno tutti d'accordo su ciò. Sul rapporto all'interno della coalizione, Fasiolo ha replicato che “abbiamo trovato il coagulo nel fare e sui contenuti”, chiedendo al forzista se invece si è dimenticato delle periferie. “Il nostro obiettivo non era tagliare nastri - la risposta - ma investire sui 5 anni e anche di più. Con il Covid, però, abbiamo dovuto spostare molte risorse sull'emergenza. Abbiamo comunque investito sulle strade”.

“Rompere è facile, ricostruire è difficilissimo” l'affondo del centrodestra, in riferimento all'eredità  politica imputata alla giunta regionale Serracchiani. Fasiolo ha invece rilanciato sul ruolo che dovrà  avere il Gect e sul lavoro congiunto con l'amministrazione di Nova Gorica su diversi temi. La stessa dem aveva attaccato la giunta per la decisione di spostare all'ex Ospedale di via Vittorio Veneto i licei Slataper e l'Iti Galilei-Fermi-Pacassi: “Porterebbe ad uno spopolamento giovanile del centro, oltre a disagi logistici e organizzativi”.

Foto Daniele Tibaldi

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