Turriaco senza medici, politica divisa tra custodia dei presidi territoriali e visione «Monfalconecentrica»

Turriaco senza medici, politica divisa tra custodia dei presidi territoriali e visione «Monfalconecentrica»

POLITICHE SANITARIE

Turriaco senza medici, politica divisa tra custodia dei presidi territoriali e visione «Monfalconecentrica»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 20 Mar 2026
Copertina per Turriaco senza medici, politica divisa tra custodia dei presidi territoriali e visione «Monfalconecentrica»

Pesano le dimissioni della dottoressa Elisa Brozic. La minoranza lamenta il «mancato spacchettamento» della mozione su medicina generale e Case ed Ospedali di Comunità. Pieri, «garantire e difendere i percorsi di cura».

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Durante la seduta del Consiglio Comunale dello scorso 16 marzo, la maggioranza ha presentato una mozione sulle carenze del Servizio Sanitario Regionale nel Distretto Basso Isontino, passata con i soli voti dei componenti dell' esecutivo municipale. Nello specifico, i proponenti si sono concentrati sulla carenza di medici di base a Turriaco e hanno affrontato anche il tema delle Case di Comunità ma a pensarla diversamente sono i consiglieri comunali di minoranza Antonio Romano della Lega, Elisabetta Spina della Civica “Per Turriaco”, e Michele Gabrielli di Fratelli d’Italia.

«Pur essendo perfettamente consapevoli del problema insorto a causa delle dimissioni inaspettate della dottoressa Elisa Brozic – scrivono i consiglieri – non possiamo far a meno di rilevare quanto tutto il resto della mozione altro non era che una falsa riga di quanto già discusso in consiglio regionale dall’ex sindaco di Turriaco Enrico Bullian». «Delle Case di Comunità si è già discusso in Regione, evidentemente le risposte degli addetti ai lavori non hanno soddisfatto i firmatari della mozione. Certamente in questo momento le priorità per Turriaco sono ben altre» affermano Romano, Spina e Gabrielli che hanno pure fatto notare come altri Comuni limitrofi «si siano attivati per fornire spazi Asap».

«Più appetibile l’alternanza e l’offerta per i nuovi medici di medicina generale – motivano ancora Romano, Spina e Gabrielli – per questo motivo abbiamo chiesto che la mozione fosse scorporata in due argomenti ben distinti. La nostra proposta però non è stata accolta». Secondo il centrodestra il tema dei medici di base è «di interesse immediato» per la cittadinanza. «Sindaco e Giunta comunale dovrebbero sollecitare Asugi affinché si arrivi alla sostituzione di un nuovo medico con incarico stabile» concludono i consiglieri che hanno votato contro il provvedimento.

Su quanto avvenuto in Aula, replica il sindaco Nicola Pieri: «La mozione presentata in Consiglio dalle liste di maggioranza porta alla luce tre temi, collegati fra di loro, ognuno dei quali tocca da vicino i cittadini di Turriaco e non solo». «Sulla necessità di arrivare a breve alla sostituzione della dottoressa Brozic sembra siamo tutti d’accordo, ed è un tema che assieme alla mia Giunta stiamo affrontando quotidianamente, attraverso continui confronti con Asugi per arrivare ad una soluzione, che molto probabilmente sarà l’apertura di un ambulatorio direttamente all’interno dei locali della palazzina comunale, sperando venga occupato da un medico in pianta stabile» continua il primo cittadino.

«Casa ed Ospedale di Comunità, ovvero le strutture territoriali previste da Leggi Regionali e Nazionali, sono temi strettamente connessi a quello dei medici di medicina generale» insiste Pieri. Va ricordato che l’unica Casa prevista per la Bisiacaria sarà dislocata a Monfalcone, peraltro vicino all’Ospedale, ma è «troppo poco e troppo decentrata per servire adeguatamente i 65mila residenti complessivi della Bisiacaria». In sostanza, per il sindaco di Turriaco, «dell’Ospedale di Comunità se ne sa ancora troppo poco: con presidi territoriali sanitari mal distribuiti sul territorio vengono meno le strutture attrattive affinché i medici possano scegliere, per il loro ambulatorio, una sede diversa da Monfalcone».

«Se poi addirittura queste sedi vengono a mancare la presa in carico territoriale si indebolisce, aumentano gli accessi impropri all’ospedale e peggiora la continuità assistenziale post-dimissione. Insomma, senza l’attivazione completa dei presidi territoriali viene meno quella rete di supporto che dovrebbe alleggerire l’ospedale e garantire percorsi di cura sul territorio. È questo che le liste di minoranza fanno finta di non capire, troppo prese a difendere una politica sanitaria "Monfalconecentrica" e poco presente sui piccoli territori come quello di Turriaco».

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