GIORNATA DELLA MEMORIA
Turriaco ricorda la vita del partigiano deportato Giovanni Longhetto, l’incontro il 30 gennaio
L’appuntamento alle 18 in sala Nilde Iotti. Gli esponenti di Aned e Anpi Cristina Gigetta Dean e Alberto Mauchigna ricorderanno ‘Una storia, un libro e un quadro tra Monfalcone, Buchenwald e Verona’.
La resistenza al nazifascismo e la brutale esperienza della deportazione saranno al centro di “Una storia, un libro, un quadro tra Monfalcone, Buchenwald e Verona”, l’incontro organizzato a Turriaco e patrocinato dal Comune per il giorno venerdì 30 gennaio.
L’appuntamento è alla sala consiliare “Nilde Iotti” alle ore 18: i relatori, Cristina Gigetta Dean dell’Aned di Verona e Alberto Mauchigna dell’Anpi di Turriaco, approfondiranno la vicenda biografica di Giovanni Longhetto.
Residente a Villaraspa e partigiano garibaldino, Longhetto viene arrestato a Monfalcone nell’aprile 1944. Recluso al Carcere del Coroneo a Trieste, giunge al Lager di Buchenwald il 24 giugno 1944 con il trasporto numero 54, sul quale sono presenti, tra gli altri, il monfalconese Angelo Pacor, i ronchesi Valerio Seffin e Marcello Toffoli, i triestini e muggesani Giordano Braini, Mario Degano, Sergio Lusa, Arnaldo Pisani, Pietro Prodan e Ferdinando Zidar.
Il 18 maggio 1945 Longhetto si allontana a piedi da Buchenwald assieme ad altri otto deportati isontini e friulani per giungere in un mese a Passau, al confine con l’Austria, dove è costretto a fermarsi dalle autorità di occupazione alleate. Solo a metà luglio è concesso al gruppo di partire in treno e rimpatriato attraverso il Brennero: finalmente, il 20 luglio, Giovanni Longhetto può fare ritorno a Monfalcone.
Nel Dopoguerra si trasferisce a Verona, dove lavora presso il Comune. Proprio a Verona, nel 1948, dipinge una grande tela dal titolo “Post fata resurgo”, che fu collocata all’Istituto tecnico commerciale “Lorgna Pindemonte”.
Attivo nell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti veronese e nazionale, Giovanni Longhetto scrisse un memoriale che Cierre Edizioni ha pubblicato nel 2022, dal titolo “43936: Buchenwald gli altri e io”. Nel libro è narrata la sua esperienza concentrazionaria, dal trasporto al lavoro nei Kommando, dalla permanenza al “piccolo campo” alla liberazione avvenuta il giorno 11 aprile 1945.
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