IL CASO
Truffa del finto parroco anche a Staranzano e Cormons, don Goina: «Attenzione, sfruttano il nome della parrocchia»
Circa due settimane fa un gruppo di ragazzi ha ordinato pasti e bibite promettendo che il parroco sarebbe passato a pagare in serata. Il raggiro ricalca episodi analoghi registrati nelle scorse settimane tra Monfalcone, Ronchi e Gorizia.
Anche Staranzano e Cormons finiscono nel mirino della truffa del "finto sacerdote". Circa due settimane fa un gruppo di ragazzi ha ordinato tre pizze e alcune bibite in una pizzeria della località collinare promettendo che sarebbe passato a pagare in serata il parroco monsignor Stefano Goina. Non era il primo tentativo: pochi giorni prima, con la stessa scusa, alcuni truffatori avevano provato a farla franca anche in un'altro locale del centro ma la titolare dell'attività non aveva riconosciuto la voce del sedicente parroco, sventando il raggiro.
«La raccomandazione da parte mia è di stare attenti» dichiara don Stefano Goina. «Dispiace che venga usato non tanto il mio nome, ma il nome della parrocchia che rappresento, per truffare delle persone».
Il caso di Cormons si inserisce in un fenomeno che nelle scorse settimane ha già colpito diversi esercizi commerciali tra Monfalcone e Ronchi dei Legionari. Sono state avviate le indagini del caso dopo le segnalazioni di ristoranti, tabaccherie e bar rimasti senza pagamento. In tutti i casi che si sono verificati appare sempre lo stesso: qualcuno telefona fingendosi un parroco del territorio o un suo delegato, riferisce che il sacerdote si trova fuori sede e chiede di poter ritirare cibo per asporto, generi alimentari, sigarette o medicinali, promettendo che il pagamento arriverà in un secondo momento direttamente dalla parrocchia. Alcuni esercenti sono caduti nel tranello, altri invece hanno fiutato l'inganno in tempo, rifiutando la consegna della merce.
Resta ora da capire, anche dopo il nuovo episodio registrato a Cormons, quante persone siano effettivamente coinvolte nella rete e se dietro le telefonate si nasconda un gruppo organizzato o singoli soggetti isolati. Negli ultimi giorni di agosto, i truffatori hanno "visitato" anche Staranzano recandosi in una macelleria della cittadina e, dopo aver fatto acquisti, hanno riferito che sarebbe passato il vicario parrocchiale don Valter Milocco a saldare il conto. Un tentativo è stato fatto anche a Gorizia dove una nota trattoria cittadina è stata raggiunta da una telefonata per un ordine d'asporto a nome di monsignor Paolo Luigi Zuttion. Contattato dai gestori del locale, il sacerdote ha riferito di non aver delegato nessuno e di non aver dato alcuna autorizzazione, stroncndo di fatto l'ennesimo raggiro ai danni dei preti del Goriziano.
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