Infrastrutture e mobilità regionale
Trieste Airport e RFI: i rilievi di Moretti su fermata ferroviaria unica, presidio antincendio e passaggi a livello
Il consigliere regionale del Pd interviene sulle sfide connesse allo scalo di Ronchi. Focus su Alta Velocità, coperture dei Vigili del Fuoco e progetti alternativi agli attraversamenti ferroviari.
Le prospettive di crescita del Trieste Airport, che ha superato il milione e mezzo di passeggeri e guarda all’obiettivo dei due milioni entro il 2030, rendono sempre più urgente un adeguamento delle infrastrutture e dei servizi connessi allo scalo. È in questo contesto che il consigliere regionale del Pd Diego Moretti richiama l’attenzione della Regione e di RFI su alcune questioni che, a suo avviso, non possono più essere rinviate, a partire dal nodo ferroviario di Ronchi dei Legionari.
«Era il febbraio di due anni fa quando l’assessore regionale Cristina Amirante annunciava la formalizzazione della richiesta a RFI di trasformare l’attuale fermata di Trieste Airport in una vera e propria stazione moderna», ricorda Moretti, sottolineando come si tratti di una sollecitazione avanzata più volte negli anni anche dal Partito democratico, con l’obiettivo di dotare lo scalo di strutture adeguate, a cominciare da sale d’attesa accoglienti e funzionali.
Accanto alla trasformazione della fermata in stazione vera e propria, Moretti ribadisce la necessità di un cambio di passo sul fronte dei collegamenti ferroviari serviti dall'Alta Velocità. «Dal 2018 il nostro Gruppo ha proposto diverse volte in Consiglio regionale la necessità che i treni veloci “Frecce” che partono da Trieste per Roma, Napoli, Milano e Torino fermino per il FVG solo a Ronchi dei Legionari».
Una richiesta che - chiarisce il consigliere dem - non va letta come un privilegio ma come una risposta concreta alle esigenze di mobilità di un territorio che non rientra nei piani strategici dell’alta velocità. «Non un favore, ma una reale esigenza di mobilità competitiva», coerente anche con quanto affermato dalla stessa Amirante nel novembre 2024, quando definì Ronchi dei Legionari–Trieste Airport come riferimento territoriale della linea Trieste-Venezia. Per Moretti, gli investimenti regionali sul polo intermodale devono poter esprimere fino in fondo il loro potenziale di sviluppo per l’Isontino e per l’intera regione.
Lo sguardo del consigliere regionale si sposta poi sul tema della sicurezza aeroportuale e, in particolare, sul presidio dei Vigili del Fuoco. La recente risposta dell’assessore Amirante a un’interrogazione presentata da Moretti dopo il declassamento di sicurezza "ICAO" dall’VIII alla VII ha fornito rassicurazioni, nonostante la riduzione di dodici unità di personale a partire da gennaio 2025. «Non posso che prenderne atto, pur non essendone pienamente convinto», osserva Moretti, che richiama però il ruolo fondamentale svolto negli anni dal personale del Corpo in servizio allo scalo ronchese impegnato nel sopperire alle carenze croniche del Comando di Gorizia e del distaccamento di Monfalcone.
Secondo Moretti, proprio grazie a questo presidio è stato possibile gestire emergenze sul territorio anche al di fuori degli orari di arrivo e partenza dei voli, mentre restano irrisolte criticità strutturali come l’attivazione del presidio permanente misto di Grado e il rafforzamento degli organici a Gorizia e Monfalcone. «Questo sarebbe il vero salto di qualità, non gli annunci di questi anni», afferma, criticando le promesse politiche che, a suo giudizio, si limitano a compensare le perdite di personale causate dal declassamento deciso dal Ministero.
Infine, il consigliere dem riporta l’attenzione su una questione che da decenni condiziona la mobilità locale: il superamento dei passaggi a livello tra Ronchi e Monfalcone. Un problema che rende quest’area una delle poche in Friuli Venezia Giulia ancora attraversate da infrastrutture che «tagliano in due i territori e rallentano la mobilità tra paesi confinanti». I Comuni avevano presentato a RFI un’ipotesi progettuale, della quale però non si hanno più notizie, mentre l’azienda aveva subordinato gli interventi alla realizzazione della galleria del Carso, opera respinta più volte dal territorio.
A distanza di oltre due anni dalla presentazione di soluzioni alternative, osserva Moretti, «non si sa nulla», e per questo chiede un’iniziativa congiunta della Regione e dei Comuni di Monfalcone e Ronchi per sollecitare risposte chiare da RFI. «Il territorio non può attendere ancora un altro decennio senza avere risposte in merito», conclude, ribadendo la necessità di affrontare in modo organico le criticità infrastrutturali che ruotano attorno al Trieste Airport e al sistema dei trasporti locali.
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