Le tre città guardano all'unità: percorso oltre la Capitale europea della cultura

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Le tre città guardano all'unità: percorso oltre la Capitale europea della cultura

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 12 Feb 2026
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All’EpiCenter i consigli comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba aprono una nuova stagione di cooperazione. Investimenti, lingua, sanità e pianificazione al centro del confronto.

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Negli spazi dell’EpiCenter di Nova Gorica si sono riuniti ieri, 11 febbraio, i consigli comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba per un incontro di lavoro che ha segnato un passaggio rilevante nel percorso di cooperazione transfrontaliera avviato con la Capitale europea della cultura. Un confronto politico-istituzionale che guarda oltre l’evento, con l’obiettivo dichiarato di consolidarne l’eredità e di trasformarla in una strategia stabile di sviluppo condiviso per l’area goriziana.

Il tema centrale della riunione è stato lo sviluppo coordinato del territorio transfrontaliero, nella consapevolezza che il sistema urbano delle due Gorizie abbia ormai raggiunto una fase di maturità tale da consentire il passaggio dalla progettualità alla pianificazione concreta. Urbanistica, economia, sanità e lingua sono stati individuati come ambiti prioritari nei quali avviare misure strategiche comuni, capaci di rendere il territorio sempre più integrato e funzionale.

Il sindaco di Nova Gorica, Samo Turel, ha richiamato con forza il valore simbolico della Capitale europea della cultura, collocandola nel contesto geopolitico attuale. «In un tempo in cui nel mondo i confini tornano a riaffermarsi e i conflitti si riaccendono – ha affermato – noi simbolicamente “remiamo controcorrente”. Il nostro obiettivo è unire e rafforzare ciò che, ne sono fermamente convinto, rappresenta l’unica vera strada da seguire: una stretta cooperazione transfrontaliera».

Turel ha sottolineato come la CEC non abbia rappresentato soltanto un grande contenitore di eventi, ma abbia prodotto un vero e proprio salto infrastrutturale. «I dati sono chiari – ha spiegato – i principali luoghi e punti di interesse turistico dell’area sono passati da 11 a 28. A chi sostiene che non sia stato fatto abbastanza, questi numeri dimostrano inequivocabilmente il contrario». Complessivamente, ha ricordato il sindaco, sul territorio transfrontaliero sono confluiti 300mila milioni di euro di investimenti, provenienti da livelli comunali, statali, regionali ed europei, mentre la CEC ha attirato 1,5 milioni di visitatori agli eventi. «Nova Gorica – ha aggiunto – è stata indicata come uno dei luoghi in cui il flusso turistico è cresciuto oltre la media. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro degli operatori del turismo, in particolare di quello culturale».

Secondo Turel, l’esperienza della Capitale europea della cultura ha lasciato una lezione chiara anche alla politica. «Abbiamo imparato che l’unico percorso possibile per il futuro è definire obiettivi comuni e lavorare insieme per raggiungerli. I quesiti aperti sono ancora molti, ma ora sappiamo come affrontarli». Tra i prossimi passi indicati dal sindaco figura anche la pianificazione territoriale congiunta, nella consapevolezza che, considerando insieme Gorizia e Nova Gorica, l’area rappresenti la terza conurbazione della Slovenia dopo Lubiana e Maribor.

Una parte rilevante del dibattito è stata dedicata al tema delle barriere linguistiche, ancora presenti nella vita quotidiana e nelle relazioni economiche. I consiglieri hanno condiviso la necessità di superare il ricorso esclusivo all’inglese e di investire invece in un apprendimento sistematico dello sloveno e dell’italiano nelle scuole dell’area di confine, come strumento fondamentale per rafforzare la comprensione reciproca e la coesione sociale.

Sul piano economico è emersa l’esigenza di intensificare la cooperazione transfrontaliera, individuando aree di sviluppo comuni e strumenti capaci di rispondere alle esigenze delle imprese che operano su entrambi i lati del confine. In parallelo, si è discusso della creazione di archivi elettronici condivisi dei piani urbanistici vigenti, considerati un passaggio tecnico imprescindibile per il coordinamento delle politiche territoriali.

Non sono mancati i riferimenti alle difficoltà comuni nel settore sanitario, in particolare alla carenza di personale che interessa sia l’Italia sia la Slovenia. L’obiettivo condiviso è individuare soluzioni complementari che consentano di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini dell’intera area transfrontaliera.

Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha evidenziato il valore del percorso intrapreso, definendolo un possibile modello esportabile. «Vogliamo diventare un laboratorio di convivenza – ha spiegato – un’esperienza che abbiamo raccontato con soddisfazione anche in Europa. Un laboratorio di buone pratiche, una sorta di città ideale, in cui le divisioni e le diffidenze stanno progressivamente scomparendo». Ziberna ha ricordato come la Capitale europea della cultura abbia favorito accordi e collaborazioni tra numerose realtà dei due lati del confine, creando una popolarità a livello nazionale e internazionale che ora rappresenta un patrimonio da non disperdere.

Dal canto suo, il sindaco di Šempeter-Vrtojba, Milan Turk, ha richiamato il ruolo svolto anche dai comuni più piccoli nel percorso comune, sottolineando come, pur con risorse più limitate, gli investimenti siano stati significativi. Turk ha espresso apprezzamento per il lavoro del GECT GO, definito uno strumento efficace nella gestione di progetti transfrontalieri, nella distribuzione dei fondi e nella capacità di intercettare nuove opportunità europee.

La direttrice del GECT GO, Romina Kocina, ha ricordato in particolare la gestione dello Small Project Fund, che ha consentito la realizzazione di 68 progetti, rafforzando il programma della Capitale europea della cultura e dando vita a numerose iniziative collaterali. «I valori e le buone pratiche della cultura transfrontaliera – ha sottolineato – rappresentano una base fondamentale. Vogliamo che il GECT diventi un punto di riferimento per la comunità e per i progetti europei futuri».

L’incontro di ieri ha confermato l’esistenza di un dialogo politico strutturato tra le tre amministrazioni comunali e la volontà di renderlo continuativo. Come annunciato da Samo Turel, le riunioni congiunte dei consigli comunali proseguiranno anche in futuro, con l’obiettivo di trasformare l’eredità della Capitale europea della cultura in un progetto duraturo di sviluppo e integrazione per l’intero territorio goriziano.

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