La trappola del 'quasi vinto: perché si continua a scommettere anche quando si perde?
L’effetto 'quasi-vincita', ovvero il near-miss effect, porta a considerare una perdita di poco come una vincita sfiorata. Secondo la neuroscienza, il cervello in questi casi reagisce sorprendentemente rilasciando dopamina e comportandosi quasi come accade dopo una vincita.
Spesso capita di perdere una scommessa per poco e di avere la sensazione di essere andato vicino alla vittoria. Questa situazione porta la sensazione di aver sfiorato l’obiettivo e invoglia a riprovarci. Nel mondo della psicologia delle scommesse questo fenomeno prende il nome di effetto “quasi-vincita” e innesta un meccanismo pericoloso che è bene comprendere per evitare di cadere in comportamenti impulsivi nel gioco d’azzardo. Andiamo allora ad analizzare le ragioni scientifiche di questi comportamenti e a scoprire quali sono le strategie per un gioco consapevole.
Cos’è l’effetto “quasi-vincita” e come agisce sul cervello
L’effetto “quasi-vincita”, ovvero il near-miss effect, porta a considerare una perdita di poco come una vincita sfiorata. Secondo la neuroscienza, il cervello in questi casi reagisce sorprendentemente rilasciando dopamina e comportandosi quasi come accade dopo una vincita.
Andare vicino alla vittoria diventa dunque un qualcosa che viene percepito come promettente e, di conseguenza, piuttosto che scoraggiare lo scommettitore lo spinge a tentare di nuovo. Esistono vere e proprie teorie come quella sul rinforzo intermittente di Skinner che validano questo fenomeno, sul quale vale dunque la pena soffermarsi.
L’illusione del controllo: perché una quasi-vincita non è una quasi sconfitta
Quasi a tutti coloro che hanno effettuato una scommessa sarà capitato di perdere per un pelo: una multipla che salta per un solo evento o un risultato che cambia all’ultimo e rovina tutto sul finale. La “quasi-vincita” porta a una reazione completamente differente rispetto alla sconfitta netta.
È in questi casi che entra in gioco l’illusione del controllo, uno dei bias cognitivi principali nella psicologia delle scommesse, ovvero il sentore di essere in grado di comprendere eventi che sono invece del tutto casuali, e di essere quindi vicino al “colpo”. Scontato spiegare che un approccio al gioco di questo tipo può diventare decisamente rischioso e va assolutamente rivisto.
Come le piattaforme di gioco sfruttano (anche involontariamente) questo meccanismo Questo fenomeno psicologico particolare che scatta nel giocatore viene sfruttato, non sempre volontariamente, proprio dalle piattaforme e dai bookies. Si pensi ad esempio al design di molti giochi come le slot machine che usano dei simboli vincenti appena fuori dalle linee di pagamento, oppure alle notifiche che arrivano per le multiple che sono state perse per un solo evento. Senza dimenticare una funzione come il Cash Out, ovvero la possibilità di chiudere la scommessa anticipatamente e mettere in tasca quanto si è guadagnato prima della fine di un evento. Questa funzionalità agisce sul timore di perdere un qualcosa che si sente “quasi-vinto” e spinge il giocatore a comportarsi in maniera impulsiva.
Anche le stesse promozioni degli operatori entrano in questo contesto. Infatti, utilizzando uno dei bonus di benvenuto dei bookmaker si cade esattamente nel meccanismo citato. I book propongono dei bonus che incentivano a giocare delle multiple con tanti eventi oppure delle quote non troppo basse, aumentando di conseguenza la possibilità di una “quasi-vincita”.
Dalla trappola alla strategia: come scommettere in modo più consapevole
Per liberarsi da questa trappola che genera la “quasi-vincita” non è necessario per forza smettere di giocare. Basta semplicemente porsi come obiettivo quello di giocare in maniera consapevole. Il primo passo da fare per scommettere consapevole è quello di stabilire un budget preciso, ovvero un bankroll, da non superare. In questa maniera sarà possibile gestirsi e non farsi prendere da comportamenti impulsivi anche nei momenti più “critici”. È sempre importante valutare le perdite in maniera oggettiva, tenendo conto del fatto che la casualità la fa sempre da padrona, e pensare a delle pause dal gioco dopo delle scommesse importanti perse di poco.
C’è grande differenza infatti tra il value betting, ovvero il gioco strategico e basato sulla valutazione, e il chasing losses, quindi il gioco d’impulso che cade nel tranello di inseguire le perdite, non facendo altro che portare ad altre perdite. Il consiglio è quello di adottare un approccio strategico che si basi su strumenti che offrano un vantaggio reale, come ad esempio i bonus di benvenuto con condizioni chiare e vantaggiose (a volte anche senza deposito per evitare perdite).
Il gioco è un divertimento: l’importanza del gioco responsabile
Non bisogna mai dimenticare che le scommesse devono sempre rimanere una fonte di intrattenimento e non una fonte di reddito: il gioco d’azzardo non risolve di certo i problemi economici.
Nel momento in cui si pensa di poter risolvere le problematiche economiche con le scommesse, oppure non si riesce a controllarsi nelle puntate, allora in questi casi siamo di fronte a segnali evidenti di un potenziale comportamento di gioco problematico.
In Italia ci sono punti di riferimento importanti per chi cerca supporto, come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che promuove il gioco legale e responsabile e offre strumenti di tutela come numeri verdi e servizi di assistenza.
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