la sinergia
'Ti racconto la mia lingua, Pripovedujem ti o svojem jeziku' per il bilinguismo a scuola
Concluso il 4 giugno, il progetto di collaborazione fra la media Ascoli e l’istituto superiore Gregorčič ha coinvolto quasi 200 studenti. Il racconto.
Si è concluso in bellezza il 4 giugno il progetto “Ti racconto la mia lingua – Pripovedujem ti o svojem jeziku” giunto alla sua terza edizione. Iniziato nel mese di aprile e organizzato dall’istituto comprensivo “Ascoli” in collaborazione con l’istituto superiore “Gregorčič” - nonché coordinato dal Znanstveno-raziskovalno središče di Capodistria (ZRS) – rappresenta ormai un pilastro dell'offerta formativa dell'istituto di via Mascagni, confermando una scelta d'identità che la scuola media vede nascere nel 2021 «per colmare quel vuoto storico – rimarcano le referenti – che rappresenta l’assenza dello sloveno nei programmi delle scuole di lingua italiana del territorio». Un impegno promosso dal team di insegnanti Trevisan, Vitolo, Bensa, Dreossi, Fabretto e Brunello, l’apposita commissione transfrontaliera sostenuta dalla ex preside Eleonora Carletti e portata avanti con convinzione dall’attuale Filomena Nunziata: «Il progetto è iniziato tre anni fa – conferma la dirigente – e siamo intenzionati a portarlo avanti perché la riteniamo un’esperienza significativa per i ragazzi, a partire dalla vicinanza al liceo e dal fatto che con tanta facilità possiamo confrontarci con una cultura al contempo vicina e lontana dalla nostra». Un germe in grado di gettare ponti solidi fra culture diverse come già accaduto con Go! 2025: «Vorremmo seminare quest’idea di vicinanza – riprende – per fare in modo che i nostri studenti, come quelli della comunità slovena, possano interpretare l’incontro come arricchimento. Così che gli stessi ragazzi si facciano ponte fra culture – auspica – e gettino i semi per un futuro in cui si possa inglobare altra comunità. Questa mattina abbiamo parlato di “locale” e “globale”, e infine del “glocale”: per intendere come una realtà piccola possa rappresentare l’intero globo terrestre. La speranza è questa, a partire dalla conoscenza delle lingue aprirsi la mente alla cultura non solo dei vicini sloveni, ma anche di quanti continueranno ad arrivare nei flussi migratori da terre lontane come l’Africa, il Bangladesh o la Cina. Rendendo la nostra realtà un luogo d’incontro per conoscersi e progettare insieme il futuro.
Se siamo solo all’inizio di questo percorso – conclude - siamo felici di averlo intrapreso e fiduciosi che possa continuare». Se per per il progetto specifico con il polo superiore sono quasi 200 gli studenti coinvolti, per altri progetti inerenti allo sloveno sono ben venti le classi coinvolte, per complessivi 400 studenti che insieme alle famiglie «hanno accolto con favore ed entusiasmo l’iniziativa di avvicinamento alla cultura del vicino». Nonostante il sostegno economico voluto dalla legge 482, nel 2022 il progetto subì una battuta d’arresto a causa dei tagli ministeriali, per poi rifiorire grazie ai bandi sul plurilinguismo, che garantiranno un pacchetto di ore annuali anche per il prossimo triennio. «Il programma di quest'anno – racconta il team - è stato ricco e articolato. A tutte le classi sono state offerte lezioni di avvicinamento alla lingua e alla cultura slovena, interamente svolte in orario curricolare». In parallelo alle lezioni in orario scolastico si pone il gemellaggio con la Osnovna Šola “Štrukelj” di Nova Gorica: nato in seno all’offerta triennale "Contatti" finanziata dall’Agenzia nazionale slovena per le ricerche (ARIS), il progetto è coordinato dalla ricercatrice Irina Cavaion di ZRS e mette in pratica la sperimentazione della “Didattica del contatto”. Una sorta di “Erasmus a chilometro zero” con cui oltre 50 studenti della scuola d'oltreconfine hanno affiancato i ragazzi della “Ascoli”, interagendo in gruppi misti attraverso giochi e stimolanti laboratori di poesia visiva bilingue.
«Il progetto è stato seguito dalla professoressa Marianna Kosic – spiega il dirigente del “Gregorčič Peter Černic – in collaborazione con il ZRS, e ha coinvolto sia la realtà dell’“Ascoli” sia il nostro polo, nella logica di offrire informazioni sulla realtà slovena presente a Gorizia. Le attività si sono realizzate in continuità con l’esperienza dello scorso anno, impegnando una quarta del liceo scienze umane in attività di FSL svolte con i mediatori culturali dal Centro di Capodistria. I ragazzi propongono alle classi della scuola media giochi, quiz o altre attività interattive, dando così informazioni anche sulla cultura slovena in generale, spiegandone vocaboli, festeggiamenti o usanze. Sostanzialmente è un percorso di mediazione culturale – rimarca – che rivela quell’interesse verso la Slovenia affiorato già da una ventina d’anni con l’ingresso del nostro Paese nell’Unione europea». Secondo le stime, gli studenti del polo sloveno provenienti da famiglie italiane - che a casa parlano esclusivamente in italiano – ammontano a circa il 30%. A questo si somma un 40% di ragazzi frutto di matrimoni misti, mentre solo il 30% proviene da famiglie interamente slovene. Conclusa la terza media slovena, solo il 65-66% degli studenti prosegue gli studi nella lingua madre, mentre il restante segue percorsi differenti. «Per tanti motivi – riflette Černic – a volte solo perché manca l’indirizzo con lingua d’insegnamento sloveno. Nel nostro istituto esiste già un percorso che consenta di conoscere la lingua del vicino, addirittura a un livello molto alto, per questo siamo completamente bilingui». Uno studio in grado di offrire certificazione C1 in italiano e sloveno, garanzia di quel bilinguismo indispensabile nelle aree di frontiera.
«Gli insegnamenti – precisa - vengono svolti in sloveno, ma l’italiano si studia in italiano, e il livello di apprendimento deve essere standard come in ogni altra scuola d’Italia. I nostri insegnanti devono possedere un livello C1 di entrambe le lingue, quindi una conoscenza elevata». Gran parte di loro sono bilingui, ma non mancano casi di docenti che hanno raggiunto livelli C1 di lingua italiana o slovena attraverso corsi di studio appositi. «Negli anni scorsi – ricorda - abbiamo avuto un insegnante di Roma con un C1 di sloveno. Fra il 2017 e 2018 il Ministero istituì una cattedra di sloveno come lingua straniera; dunque, qualsiasi istituto scolastico potrebbe decidere di cambiare la seconda lingua, ma in questo momento la possibilità è più teorica che pratica, in quanto mancano docenti abilitati su questa cattedra». Fu dalla disponibilità del dirigente Černic che nacque la collaborazione con la “Ascoli”, unendo le esperienze dei giovani liceali a quelli delle medie oggi ospitati al “Gregorčič” per la mattinata conclusiva. Un’esperienza che li ha visti insieme “ambasciatori di lingua” nonostante la scarsità di risorse e il mancato finanziamento del “Passaporto delle lingue” di Kulturhaus Görz. «Penso che Černic – osserva Nunziata – sia della stessa idea: sappiamo che per stare insieme la nostra comunità debba vivere nel rispetto dell’altro. Ritengo che non ci sia altra soluzione, e noi faremo il possibile per continuare su questa strada».
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