Test anti-inquinamento nel Golfo, Monfalcone investe su sicurezza in mare

Test anti-inquinamento nel Golfo, Monfalcone investe su sicurezza in mare

L'ESERCITAZIONE

Test anti-inquinamento nel Golfo, Monfalcone investe su sicurezza in mare

Di Redazione • Pubblicato il 21 Nov 2023
Copertina per Test anti-inquinamento nel Golfo, Monfalcone investe su sicurezza in mare

Il Comune ha aderito al progetto per la gestione degli incidenti che possono causare inquinamento delle acque, le attività  in campo.

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Ieri, il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint, insieme ai tecnici del Comune, ha partecipato all'esercitazione transnazionale congiunta anti-inquinamento tra Italia, Slovenia e Croazia. Il tutto rientra nell'ambito del Progetto Namirs, cofinanziato dall'Ue con il North Adriatic Maritime Incident Response System. L'attività  si è svolta nel Golfo di Trieste a bordo della Nave Gregoretti.

Un progetto che vede le tre nazioni impegnate nello sviluppo di procedure operative comuni per rispondere a possibili incidenti in mare con sversamenti di idrocarburi, con l'obiettivo di collaborare alla gestione degli episodi accidentali che possono causare inquinamento delle acque, tutelando il Mare Adriatico settentrionale e prevenendo disastri ambientali,con risposte transnazionali anche nell'ottica di coordinamento degli operatori impegnati negli interventi.

La simulazione

L'esercitazione, coordinata dalla Capitaneria di Porto di Trieste, ha visto la presenza dell'Autorità  di Sistema e dei rappresentanti istituzionali di Slovenia e Croazia, nonché del viceministro all'Ambiente Vannia Gava e dell'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro. “Il Comune di Monfalcone è stato invitato a questa importante iniziativa quale attore e interlocutore di un progetto transfrontaliero di portata molto rilevante per la sicurezza a mare e la tutela dell'ambiente marino” ha commentato il sindaco Cisint.

“Abbiamo avuto modo di constatare anche di recente - ha aggiunto la prima cittadina - durante la mareggiata di ottobre, quanto sia fondamentale individuare un protocollo condiviso con le nazioni a noi più vicine che ci consenta, in caso in cui ci siano collisioni e sversamenti in mare, di intervenire per limitare i danni, capire quali sono i compiti dei vari attori coinvolti e con quali modalità  dovranno essere attivate le operazioni di soccorso".

"Il mare non ha confini e il nostro Mare Adriatico rappresenta un punto di incrocio tra le tre nazioni che sono state coinvolte in questo progetto. Una criticità  che si può riscontare nelle acque territoriali di uno Stato non è detto che resti circoscritta all'interno di quello specchio acqueo, per questo una cooperazione preventiva può permettere a tutti di intervenire in maniera tempestiva e in piene collaborazione per salvaguardare il nostro oro blu, l'ambiente, la flora e la fauna marina”.

“Per noi il mare è preziosissimo dal punto di vista naturalistico, della nautica, per il turismo, gli sport del mare e per i servizi - ancora Cisint - e lo sversamento che nell'estate del 2022 ha interessato il nostro litorale ha provocato molti danni, anche al turismo, portando via circa 20 giorni alla stagione balneare. La nostra presenza a questo Tavolo è davvero significativa perchè riteniamo che la prevenzione sia utile in sanità  ma anche nella tutela dell'ambiente”.

Intervenendo a margine dell'esercitazione, anche il viceministro Gava ha specificato che la capacità  di interazione tra Stati e enti nazionali e internazionali risulta essenziale perché, attraverso un sistema che si muove in maniera condivisa, si possono ottenere risultati nell'interesse di tutti e, soprattutto, dell'ambiente marino.

La prevenzione in porto

La cooperazione tra Comune di Monfalcone, Capitaneria e Autorità  di Sistema è costante e l'allargamento a altri soggetti non può che essere positivo per perseguire il comune obiettivo di prevenire disastri ambientali e preservare il mare. Sempre in ambito di tutela del mare, già  in occasione dello sversamento di idrocarburi che si è verificato nell'estate 2022 durante le operazioni di bunkeraggio di una nave battente bandiera delle Marshall Islands, il sindaco ha condiviso con il presidente Zeno d'Agostino e con il capitano Giuseppe Siragusa l'esigenza di fornire alle navi che attraccano le panne di contenimento da utilizzare durante le operazioni di bunkeraggio, per arginare i danni provocati da eventuali sversamenti.

Ragionare nel sistema “macro” è fondamentale, ma è importante anche agire a livello locale. Il Comune di Monfalcone ha infatti istituito l'unità  nautica all'interno della propria Protezione civile che, negli anni è stata in prima linea durante le emergenze in mare, intervenendo a supporto delle autorità  preposte. La squadra si è specializzata nella regimentazione di sversamenti a mare, partecipando, in collaborazione con la Guardia Costiera. Nel 2023 sono stati 4 gli interventi della squadra nautica per il posizionamento di panne monouso e galleggianti con lo scopo di contenere lo sversamento degli inquinanti.

La sostenibilità 

Per quanto concerne la sostenibilità , sono tre i progetti presentati. Il progetto più importante e innovativo riguarda Saspas, di cui Monfalcone è stato capofila di una significativa rete Adriatica che comprendeva, fra l'altro, il Parco Nazionale delle Incoronate e il Consorzio per la Laguna di Venezia. Il progetto si è incentrato sulla sperimentazione, ampiamente riuscita, della piantumazione di praterie di fanerogame che riducono l'anidride carbonica e si incardinano nella profondità  per ridurre l'erosione delle coste del litorale e costituiscono l'habitat naturale per il ripopolamento della fauna marina.

Contestualmente, sono state sistemate innovative boe ecologiche nella zona antistante l'accesso delle marine atte a salvaguardare i fondali e quindi a proteggere le piantumazioni marine. Il budget complessivo era corrispondente a 1.762.145 euro, con una quota budget del Comune di Monfalcone di 366.600 euro. Il progetto è stato riproposto nel Programma Europa Mediterraneo, in attesa di valutazione. Il secondo progetto per la sostenibilità  è "Smooth Port", rientrante nel programma Interreg Europa, incentrato sulle azioni per la riduzione delle emissioni di CO2 rispetto alle attività  portuali.

Il progetto ha avuto un budget complessivo di 1.139.000 euro con budget del Comune di Monfalcone di 136,350 euro.
Il progetto Eco-Smart riguarda la salvaguardia delle aree naturalistiche marine con una serie di interventi per l'individuazione delle misure di protezione per l'eco-sostenibilità  e la tutela della biodiversità  del sistema e per promuoverne l'accessibilità . I partner del Comune di Monfalcone sono stati: LP Regione del Veneto, Università  degli Studi di Padova, Regionalni razvojni centar Koper, Znanstveno-raziskovalno središče Koper. Il progetto ha avuto un budget complessivo di euro 782mila euro, con budget del Comune di Monfalcone di 144.300 euro.

Altri due bandi

Il Comune ha partecipato a due bandi per la capitalizzazione di questo progetto, che sono stati approvati recentemente: "Eco2Smart" con fondi comunali di 98mila euro e "Greenat", con budget di 130.700 euro. Per la promozione del mare, Monfalcone ha avviato il progetto Framesport, finalizzato a promuovere lo sviluppo sostenibile dei piccoli porti adriatico-ionici con l'obiettivo di migliorare la qualità , la sicurezza e la sostenibilità  ambientale dei servizi e nodi di trasporto marittimo e costiero, sostenendo la multimodalità  nel programma e si concretizzerà  con l'elaborazione di un quadro strategico per lo sviluppo e la pianificazione di piccoli porti lungo le coste adriatiche.

Scopri MonfalconeInoltre, è nato pure il progetto "Scopri Monfalcone", con un innovativo sistema di gestione dell'offerta turistica regionale a partire dai piccoli porti e marina coinvolti, per agevolare gli utenti nella conoscenza dei servizi turistici, culturali e naturalistici del territorio. Il progetto comprende un parternariato di 13 soggetti appartenenti alle regioni italiane che si affacciano sull'Adriatico e una serie di organismi della Repubblica Croata, con capofila CORILA, il Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia. Il valore complessivo del progetto è di 7.138.832,90 euro, con un contributo del Comune di 497.190 euro.

Foto Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera

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