Tasse e tributi rimarranno in Fvg, la nuova riforma fiscale guarda al Trentino Alto Adige

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Tasse e tributi rimarranno in Fvg, la nuova riforma fiscale guarda al Trentino Alto Adige

Di Redazione • Pubblicato il 01 Apr 2021
Copertina per Tasse e tributi rimarranno in Fvg, la nuova riforma fiscale guarda al Trentino Alto Adige

L'obiettivo è raggiungere il modello di Trento e Bolzano entro settembre 2020. L'appello alla collaborazione con i comuni della regione.

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"Con l'avvio del percorso che porterà  alla riforma dei tributi locali, inizia un passaggio che segnerà  la storia del Friuli Venezia Giulia. Questo, infatti, è un tassello importantissimo per la specialità  della Regione, che passa attraverso l'autonomia tributaria con l'acquisizione di una nuova competenza sui tributi immobiliari". Lo ha detto l'assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, incontrando i sindaci componenti del Comitato esecutivo di Anci Fvg. Proprio all'associazione, Roberti ha attribuito un ruolo importante nell'avvio del progetto, con riferimento non solo alla condivisione politica, ma anche al supporto tecnico che potrà  giungere da ComPa, il centro di competenza e formazione dell'Anci, che l'assessore ha indicato come "braccio operativo".

"Esprimiamo soddisfazione in merito al cammino intrapreso dalla Regione sulla riforma tributaria - ha commentato Dorino Favot, presidente di Anci Fvg - poiché da un lato si esercita la specialità  della Regione e, dall'altro, si avvia un percorso di collaborazione stretta tra Regione, mondo delle Autonomie ed esperti come quelli di ComPa e del mondo accademico, che permetterà  una applicazione della riforma tributaria calata sulla realtà  specifica del Fvg". Per attuare la riforma, sul modello delle Province autonome di Trento e Bolzano, saranno necessarie competenze specifiche e un confronto serrato con i vari portatori di interesse in gioco.

"Bisogna agire con responsabilità  per garantire la tenuta del sistema - ha sottolineato Roberti -. Si tratta di una sfida più grande di quella realizzata con il sistema integrato di finanza pubblica, perché costituisce qualcosa di completamente nuovo, in un contesto molto difficile dove anche le altissime competenze che in regione si occupano di fiscalità  non hanno mai finora trattato la partita dei tributi immobiliari. Ci prepariamo in questa fase quindi ad una richiesta di formazione che dovrà  coinvolgere anche i Comuni, ancora non formati a sviluppare un sistema di tributi calato concretamente sul nostro tessuto economico".

Roberti ha quindi indicato il percorso, di durata medio-lunga, che porterà  alla definizione della legge entro settembre 2022 e comporterà  una stretta sinergia tra Regione, Anci, ComPa e altri soggetti per la stesura tecnica della norma. "Vi chiedo di mettere a disposizione la vostra sensibilità  politica per trovare il punto di equilibrio del sistema affinchè le norme siano funzionali al saldo del gettito che comunque dovrà  essere garantito allo Stato, nonché la ponderazione dei vari interessi in campo che coinvolgono categorie economiche, sindacati e parti sociali".

L'assessore ha poi ricordato come nell'ambito dei tributi immobiliari è stata ricompresa la cessione da parte dello Stato della competenza sui tributi per i capannoni industriali, partita attualmente ad introito interamente statale. Il gettito sui capannoni vale 92 milioni di euro, ma come ha specificato Roberti "il Friuli Venezia Giulia avrà  diritto a disciplinare anche questa voce fiscale, ma la Regione dovrà  ristorare lo Stato del mancato incasso. Il valore aggiunto di questa operazione a saldo zero sta però nell'autonomia e nella possibilità  di un'assunzione di responsabilità  diretta sul "come" garantire quel gettito".

La prima fase della riforma poggerà  su quattro pilastri: la creazione di una struttura interna alla Direzione centrale Autonomie locali dedicata ai tributi locali; la collaborazione permanente con Anci-ComPa; l'istituzione di un Comitato tecnico (che includerà  funzionari regionali, comunali, professionalità  accademiche o esterne alle Pa); l'istituzione di un Tavolo di concertazione quale luogo di confronto tra i vari portatori di interesse. Si è inoltre parlato della riforma della polizia locale, approvata la scorsa settimana dall'Aula. "Il principio che ispira la norma è garantire un servizio quanto più omogeneo su tutto il territorio regionale. Non capisco le polemiche perché si tratta di adeguamento della vecchia legge  alle nuove normative nazionali".

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