Raffica di furti in Costa Azzurra, la fuga di Bonnie e Clyde fermata a Villesse

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Raffica di furti in Costa Azzurra, la fuga di Bonnie e Clyde fermata a Villesse

Di Redazione • Pubblicato il 13 Set 2021
Copertina per Raffica di furti in Costa Azzurra, la fuga di Bonnie e Clyde fermata a Villesse

Stavano cercando di raggiungere la Slovenia con due auto, con sé avevano la refurtiva. Ora sono in carcere.

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Erano ricercati in tutta Italia, dopo essere fuggiti dalla Francia. La corsa verso l'Est Europa di due persone, però, si è interrotta ieri a Villesse. In mattinata, infatti, una pattuglia della polizia di Stato hanno fermato i veicoli che viaggiavano lungo l'autostrada A34, con a bordo due stranieri. Ricercati dalle autorità d'oltralpe per crimini contro il patrimonio, i fuggitivi sono stati intercettati all'altezza del casello autostradale.

La coppia, uno originario della Serbia di 36 anni ed la sua compagna di 33 anni, proveniente dall'Olanda, conducevano due auto di grossa cilindrata con targa della Svizzera e dirette verso la Slovenia. L’attenzione degli agenti era rivolta in particolare alla ricerca di uno dei due veicoli, a bordo del quale proprio le autorità francesi avevano segnalato la presenza di malviventi da sottoporre ad attento controllo poiché responsabili di diverse rapine.

I due, che corrispondevano ai segnalati, sono stati così accompagnati presso gli uffici della Stradale di Gorizia per procedere ad ulteriori accertamenti. Si è reso necessario il fermo per identificazione e, nel corso del fotosegnalamento, è giunta la comunicazione dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia che i nominati in oggetto erano destinatari di un mandato d’arresto europeo emesso dalla Corte d’Appello di Aix-En-Provence.

I fuggitivi sono accusati di una pluralità di reati contro il patrimonio compiuti da una “banda organizzata” ai danni di vari cittadini francesi, residenti in Costa Azzurra nel corso dell’anno. La successiva perquisizione personale - estesa anche ai veicoli - ha portato al rinvenimento di ingenti somme di denaro e di vari oggetti preziosi, in particolare orologi di lusso. Terminata l’attività d’indagine, gli arrestati sono stati condotti presso le case circondariali di Gorizia e Trieste.

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