SPORT E TERRITORIO
Sui pattini tra le montagne friulane: oltre 40 appassionati per la ‘Pattinata dell’Orcolat’
Da Tarvisio a Resiutta lungo l’Alpe Adria e poi da Pioverno a Cavazzo Carnico: un weekend tra sport, memoria, amicizia e turismo lento.
Più di 40 pattinatori arrivati da diverse parti d’Italia, due giornate sulle ciclabili del Friuli Venezia Giulia, la montagna, la memoria del terremoto del 1976 e, soprattutto, tanta voglia di condividere una passione. È il bilancio del tradizionale raduno organizzato nel fine settimana dagli InLine Skaters FVG, gruppo di amici provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia e anche dal Goriziano, accomunati dalla passione per il pattinaggio in linea e impegnati anche nella promozione del territorio attraverso lo sport.
Un appuntamento che si inserisce nel più ampio movimento nazionale Pattiniamo l’Italia – progetto PPUG, una rete spontanea che riunisce gruppi e associazioni di pattinatori di diverse regioni italiane e propone raduni ed escursioni sulle rotelle alla scoperta dei territori. Gli InLine Skaters FVG fanno parte di questa rete e da anni hanno scelto la propria regione come scenario privilegiato delle loro iniziative. Nel 2023, ad esempio, il gruppo aveva organizzato una pattinata sulla ciclovia Alpe Adria richiamando partecipanti da numerose località italiane.
Questa volta il ritrovo era fissato sabato 29 agosto a Resiutta. Da qui, grazie anche all'utilizzo del trasporto pubblico, il gruppo ha raggiunto Tarvisio con la linea 200 di TPL FVG. Un modo semplice e sostenibile per portare pattini e partecipanti al punto di partenza, evitando di spostare numerose automobili e trasformando già il trasferimento in parte dell'avventura.
Da Tarvisio è quindi cominciata la prima tappa, lungo la ciclovia Alpe Adria, con destinazione Resiutta. Circa 44 chilometri, classificati dagli organizzatori con bollino rosso, attraverso uno degli itinerari più suggestivi del territorio regionale. La ciclovia, con i suoi panorami e i suoi tratti ricavati anche lungo il vecchio tracciato ferroviario, ha regalato ai pattinatori un'esperienza difficile da raccontare soltanto attraverso numeri e chilometri. «La sensazione che si prova pattinando sulla ciclovia Alpe Adria è qualcosa di difficile da descrivere a parole: i colori e i profumi ti entrano nell'anima e nella mente e vi restano impressi per sempre», raccontano gli organizzatori.
Nemmeno qualche goccia di pioggia ha fermato il gruppo. Anzi, il maltempo incontrato lungo il percorso fino a Pontebba è diventato quasi parte integrante della giornata, aggiungendo un ulteriore elemento alla suggestione del paesaggio montano. Al termine della prima tappa, una volta tolti i pattini, è arrivato il momento della convivialità. A Resiutta il gruppo è stato accolto al ristorante “Buon Arrivo”, dove la serata si è conclusa tra tavolate, racconti e la soddisfazione per una prima giornata trascorsa sulle rotelle. Una pausa necessaria per recuperare le energie in vista della seconda giornata.
Domenica mattina è stata invece la volta della “Pattinata dell’Orcolat”, con partenza da Pioverno e percorso sulla ciclabile verso Cavazzo Carnico. Una tappa di circa 23 chilometri, pensata non soltanto come appuntamento sportivo, ma anche come occasione per ricordare una delle pagine più dolorose della storia recente del Friuli. Nel 2026 ricorre infatti il cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, il sisma che colpì duramente la regione e in particolare la media valle del Tagliamento. Il terremoto, di magnitudo 6.5, provocò quasi mille vittime e devastò numerosi centri friulani, tra cui Gemona, Venzone, Osoppo e diverse località attraversate o sfiorate dal percorso della pattinata.
Proprio per questo gli InLine Skaters FVG hanno voluto dedicare la seconda giornata all'“Orcolat”, il nome con cui nella tradizione popolare friulana viene indicato l'orco ritenuto responsabile dei terremoti. Dopo il sisma del 1976, il termine è diventato sinonimo dello stesso terremoto, entrando profondamente nella memoria collettiva del Friuli. Durante la giornata, quindi, accanto alle ruote e alla fatica della strada, ci sono stati anche i racconti sulla storia del territorio e sulla tragedia che cinquant'anni fa ne cambiò profondamente il volto.
Un modo particolare per fare memoria: non attraverso una semplice celebrazione, ma attraversando fisicamente alcuni dei luoghi segnati dal terremoto, conoscendoli e raccontandoli a chi arriva da altre parti d'Italia. E così, tra panorami, profumi della montagna, farfalle, ruote sull'asfalto, qualche tratto di pioggia, sorrisi e nuove amicizie, anche la seconda giornata è arrivata al termine. Il weekend si è concluso a Venzone con il pranzo da Michele, prima dei saluti e del rientro dei partecipanti verso le rispettive località.
Per gli InLine Skaters FVG è stata ancora una volta una dimostrazione di come una passione sportiva possa diventare anche uno strumento per conoscere e far conoscere il territorio. Un gruppo nato dall'amicizia e dalla comune passione per le rotelle, che continua a portare in giro per l'Italia e a far scoprire ai pattinatori italiani le strade, le ciclabili e i paesaggi del Friuli Venezia Giulia. E il successo del raduno conferma una formula ormai consolidata: pattinare, viaggiare, stare insieme e raccontare i luoghi attraversati. Con le montagne friulane, questa volta, a fare da grande palcoscenico.
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