Una decina di subacquei per studiare e valorizzare il relitto romano di Grado

Una decina di subacquei per studiare e valorizzare il relitto romano di Grado

Il progetto Underwater Muse

Una decina di subacquei per studiare e valorizzare il relitto romano di Grado

Di Redazione • Pubblicato il 08 Ott 2021
Copertina per Una decina di subacquei per studiare e valorizzare il relitto romano di Grado

Nei giorni scorsi si sono concluse le operazioni di ricerca, tutela e valorizzazione del relitto di imbarcazione romana, noto come Grado 2.

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Lo scorso 15 settembre si sono concluse le operazioni di ricerca, tutela e valorizzazione del relitto di imbarcazione romana, noto come “Grado 2”. Si trattava di uno dei tre interventi-pilota del progetto “UnderwaterMuse”, approvato e finanziato nell'ambito del Programma di Cooperazione transfrontaliera - Interreg Italia-Croazia 2014 - 2020, di cui è capofila l'Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia - ERPAC FVG, in partnership con l'Università  di Venezia Ca' Foscari, la Regione Puglia, l'agenzia RERA – Spalato e il Comune di Kaštela.

Le operazioni sul relitto, condotte dall'ERPAC in collaborazione con le Università  di Cà  Foscari-Venezia, partner di progetto, di Udine e del Salento, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, hanno visto il supporto tecnico-logistico di una “ATI” composta dalle ditte Archeotest, Essetre e Marine Innovation Tech.

Nelle ventiquattro giornate lavorative, intervallate da alcune pause dovute ad avverse condizioni meteo, è stato possibile riconoscere i limiti del giacimento, costituito da anfore greco italiche che datano il relitto presumibilmente nella seconda metà  del III secolo a.C., eseguire le operazioni di fotogrammetria necessarie alla realizzazione del modello 3D, indagare gli strati di giacitura attraverso l'esecuzione di tre saggi di approfondimento, e infine ricoprire l'intera area con un reticolo di griglie modulari del medesimo tipo già  presente sul sito, finalizzato alla protezione ma soprattutto alla fruizione e accessibilità  al sito da parte di subacquei.

Nel corso delle operazioni è stato possibile ospitare una decina di subacquei afferenti a circoli della regione, sia professionisti che sportivi, appassionati della materia, che hanno potuto godere in anteprima della visita al futuro “museo sommerso”, il primo relitto in Italia visitabile in sicurezza. I materiali, infatti, sono stati conservati sul fondo, ad eccezione di un'anfora, recuperata perché isolata, di una brocca in ceramica, che verrà  sottoposta a studi accurati, e di alcuni frammenti che si è preferito portare in superficie per garantirne la conservazione.

Durante i lavori sono state realizzate alcune interviste ai protagonisti del progetto e agli ospiti, che sarà  possibile seguire su Facebook.

Il progetto ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo di alcune aree dell'Adriatico, attraverso la progettazione di parchi/sentieri archeologici sommersi e la creazione di soluzioni digitali innovative per la sua fruizione, come la realtà  virtuale e aumentata. Già  da tempo sono in corso azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento degli attori locali, nonché di formazione di guide subacquee, anche per l'accessibilità  ampliata. àˆ stato inoltre creato un portale web pubblico, geo-referenziato, a disposizione delle comunità  e dei turisti, per l'esplorazione virtuale dei siti archeologici sommersi attraverso informazioni vocali, testuali, immagini e animazioni (www.italy-croatia.eu/web/underwatermuse)

àˆ possibile seguire tutte le notizie, le informazioni e gli aggiornamenti attraverso le pagine ufficiali del Progetto UnderwaterMuse: www.italy-croatia.eu/web/underwatermuse - www.facebook.com/Project-UnderwaterMuse-106106884192806.

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