Studenti goriziani a lezione di sicurezza stradale con 'Go4safety'

Studenti goriziani a lezione di sicurezza stradale con 'Go4safety'

IL PROGETTO

Studenti goriziani a lezione di sicurezza stradale con 'Go4safety'

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 16 Apr 2026
Copertina per Studenti goriziani a lezione di sicurezza stradale con 'Go4safety'

L'evento di Aci Gorizia in collaborazione con Prefettura, Regione e Comune ha riunito in via Boccaccio tutte le Forze dell'Ordine. La presidente Pagliara, «inaccettabile che gli incidenti siano prima causa di morte fra i giovani».

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La naturalezza della sicurezza potrebbe essere lo slogan più adatto per riassumere gli obiettivi di Go4safety Fvg, la giornata sulla sicurezza stradale che questa mattina ha riunito nell’area del parcheggio di via Boccaccio oltre 250 ragazzi provenienti dagli istituti superiori della provincia. Il fine ultimo dell’iniziativa, promossa dall’Automobile Club Gorizia e dalla Prefettura con il supporto della Regione e del Comune, è infatti quello di rendere naturali, quasi automatici quei gesti indispensabili per prevenire gli incidenti stradali, prima causa di morte fra i giovani dai 18 ai 24 anni.

«Quella di oggi è una giornata speciale perché vi permette di vedere e provare ciò che succede e ciò che si può evitare sulle strade: non è una giostra, ma un esempio reale di ciò che potrebbe succedere» ha esordito Cristina Pagliara, presidente dell’Aci, rivolgendosi ai ragazzi, alle autorità, alle forze dell’ordine ed enti presenti. Non una giostra, è vero, ma il concept alla base dell’evento è quello del luna park, con undici “attrazioni” che gli studenti hanno potuto visitare a rotazione sperimentando le sensazioni che si provano se si guida con i sensi alterati dalla droga o dall’alcool, entrando nel simulatore di ribaltamento, testando il crash test o provando a rianimare una persona.

L’iniziativa, che si inserisce in una serie di azioni volte alla creazione di una cultura della prevenzione, è stata resa possibile grazie al coordinamento della Prefettura - che ha efficacemente coinvolto tutte le forze dell’ordine - e dell’ufficio scolastico regionale che, attraverso Mara Vecchiet e Luca Monopoli, hanno in breve tempo saputo coinvolgere l’Isis Galilei-Cossar, il Polo liceale Dante Alighieri, l’Isis Bem di Staranzano e Gradisca, l’Isis Čankar, l’Isis Buonarroti di Monfalcone e l’Isiss D’Annunzio-Fabiani.

«Stiamo testando un impegno collettivo per rafforzare la consapevolezza verso una guida sciura. Applicare la legalità significa rispettare il codice stradale, capire quali siano i comportamenti sicuri al fine di impegnarci come comunità affinchè non ci siano più drammi nelle nostre famiglie. Lo dobbiamo anche come forma di rispetto per la vita che è il bene più prezioso: facciamo in modo che sia tutelata sempre» ha dichiarato il prefetto Ester Fedullo.

Drammi nelle famiglie: nel 2024, stando ai dati Aci-Istat per il Comune di Gorizia, gli incidenti hanno subito un deciso aumento del 15,7% rispetto all’anno precedente, con 103 incidenti stradali causa di una sola vittima e ben 139 feriti (il 25,2% in più del 2023). Il 74, 5% dei sinistri avviene su strada urbana, con un coinvolgimento per il 64,3% di autoveicoli e il 13,2% di motocicli. Dieci gli incidenti che hanno riguardato pedoni nel Comune di Gorizia, 15 quelli che hanno coinvolto i ciclisti (che salgono a 66 se si considera la provincia) e fortunatamente, a fronte della loro rapida diffusione e di una regolamentazione non ancora lineare, solo 2 a Gorizia e 3 a Monfalcone gli incidenti che hanno riguardato i monopattini.

Fra le cause principali alla base degli incidenti, la distrazione. Sempre la presidente dell’Aci: «distrazione significa telefonino, di cui ormai tutti siamo schiavi, ma anche gli schermi dei navigatori che spostano l’attenzione dalla strada. È il terzo anno che grazie all’assessore regionale Roberti otteniamo finanziamenti per intervenire sulla cultura dell’educazione stradale partendo dai bambini fino ai diversamente giovani. Abbiamo realizzato fumetti e pieghevoli anche per i richiedenti asilo del Cara mentre uno dei nostri prossimi progetti è entrare nelle carceri. Abbiamo voluto questa giornata in cui, in un unico spazio, anziché parlare facciamo vedere ciò che succede a una persona coinvolta in un incidente perché per noi è inaccettabile che la strada sia la prima causa di morte fra i ragazzi».

Ma come poter ridurre il numero delle stragi della strada? Secondo il prefetto Fedullo «è importante l’approccio sinergico delle istituzioni e della società civile: bisogna puntare sulla prevenzione, sulla cultura della sicurezza e della legalità intesa come rispetto delle regole. Importante è poi intervenire a livello della sicurezza delle strade e delle infrastrutture, garantendo per esempio la migliore visibilità e illuminazione possibili». E un esempio di approccio sinergico è stata proprio la mattinata di oggi nella quale, come ha specificato l’addetto stampa dell’Aci Andrea Cauli, il Prefetto ha giocato il ruolo di direttore d’orchestra, coordinando la presenza di Polizia Stradale, Polizia Locale, Protezione Civile, Carabinieri, Vigili del fuoco, Guardia di Finanza, ARCS affiancati da Scuderia Gorizia Corse, Braidotti Moto, Ready2GO e Indiveri.

E mentre i ragazzi cominciano a visitare i vari stand con il sottofondo musicale di Radio Gioconda, media partner dell’evento, il direttore dell’Aci Riccardo Cuomo racconta la rapidità con cui è stata realizzata questa prima edizione goriziana, pensata e allestita nel giro di tre mesi. «Adesso i ragazzi sono disinteressati alla patente, più attratti magari dall’ultimo modello di telefonino o dalla possibilità di un viaggio: e così o si appoggiano ai genitori per essere accompagnati o usano i mezzi pubblici oppure si servono del car sharing. C’è però una maggiore consapevolezza rispetto per esempio all’uso di alcool per cui se bevono non guidano e quindi a questo livello la prevenzione ha dato i suoi frutti. Adesso bisognerebbe puntare sulla generazione dei cinquantenni, da raggiungere magari attraverso le aziende».

Nessuna lezione né scolastica né di sicurezza per i ragazzi raccolti nel parcheggio di via Boccaccio: tutto è affidato al loro scorrere da una postazione all’altra dove poter ascoltare e provare le diverse esperienze, come il crash test a 5 chilometri orari, il ribaltamento dell’auto con le tecniche più adatte per uscirne in caso di necessità e i maldestri tentativi di vedere indossando degli speciali occhiali che simulano l’alterazione visiva in caso di sensi alterati. Non teoria ma pratica quindi: con l’auspicio che ciò che hanno vissuto e ascoltato in una mattinata possa diventare un bagaglio da trasmettere a parenti e amici oltre che una consuetudine per se stessi. 

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