la nuova legge
La Lega stringe sui migranti, «arrivate 707 donne a Monfalcone»
Molte di loro sono senz lavoro, il senatore Dreosto spiega il testo: nuovi criteri per restare in Italia.
Gli stranieri che arrivano in Italia per raggiungere la famiglia non hanno reddito, ma risultano come "familiari a carico". Un tema complesso dietro alla legge nazionale sui ricongiungimenti, con inevitabili ricadute sul welfare comunale: di questo si è parlato, ancora un volta, questa mattina a Monfalcone in un incontro tra il sindaco Annamaria Cisint, buona parte della giunta e il senatore della Lega Marco Dreosto. Quest'ultimo ha esposto le modificazioni al decreto legislativo 286 del 25 luglio 1998 in materia, sottolineando le criticità per adeguare la disciplina italiana alla normativa europea.
"Oggi poniamo il primo tassello ufficiale per questa proposta di modifica della legge che approderà al Senato - sono le parole del sindaco Cisint - e tale provvedimento intende ristabilire la rotta delle regole. Si pensi che sono state 707 le donne arrivate a Monfalcone grazie al ricongiungimento e praticamente tutte loro non hanno un lavoro". L'iniziativa è nata proprio in città durante la campagna elettorale in vista delle ultime elezioni comunali, quando sono state ravvisate lacune di un certo peso sulle attuali regole in termini di impatto sui costi che l'ente sostiene per il welfare.
La proposta che - dopo i lavori di commissione - approderà in entrambi i rami del Parlamento, aiuterà anche la regolamentazione dei flussi migratori. "Questo provvedimento va nella direzione richiesta dalle norme europee - dichiara il senatore Dreosto - si tratta di un tema trasversale, di buon senso, il cui testo è stato inviato anche agli altri partiti". "Non c'è nessun retropensiero ideologico - ricorda la prima cittadina - ma la ricerca di una condivisione piena di tutte le forze politiche". All'incontro era collegato a distanza anche il consigliere regionale leghista Antonio Calligaris, il quale ha ricordato che gli spunti per la modifica di questo decreto legislativo sono arrivati dalla Conferenza Stato-Regioni.
Il tutto tramite l'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e grazie al dibattito d'aula in consiglio regionale. "Il progetto che sarà presentato è basato sui numeri e un accurato approfondimento giuridico. L'immigrazione è un problema di cui tanti politici si accorgono solo ora" così Calligaris. L'implementazione delle misure, che saranno maggiormente in linea con le disposizioni degli Stati membri dell'Unione europea, favorirà i comuni nella programmazione di tutti i servizi necessari legati al welfare. Le modifiche contenute nel testo, che vede autore il senatore Dreosto, prevedono quindi l'indicazione di una soglia di reddito minimo del richiedente.
Questa deve essere effettivamente corrisposta ai parametri del costo della vita. Necessaria anche la dimostrazione di avere una prospettiva di reddito sul lungo periodo che garantisca stabilità. Verrà introdotto il requisito di permanenza minima sul territorio italiano di almeno due anni prima di avere la possibilità di presentare domanda di ricongiungimento. Inoltre, entrerà in vigore l'obbligo di certificazione dell'idoneità dell'alloggio indicante il numero degli effettivi occupanti dell'abitazione.
Foto di Serena Queirolo
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione












