Staranzano, le storie di nove cittadini deportati diventano pietre d’inciampo: la posa nel Giorno della Memoria

Staranzano, le storie di nove cittadini deportati diventano pietre d’inciampo: la posa nel Giorno della Memoria

IL 27 GENNAIO

Staranzano, le storie di nove cittadini deportati diventano pietre d’inciampo: la posa nel Giorno della Memoria

Di REDAZIONE • Pubblicato il 13 Gen 2026
Copertina per Staranzano, le storie di nove cittadini deportati diventano pietre d’inciampo: la posa nel Giorno della Memoria

Sei Stolpersteine verranno posate davanti alle abitazioni e tre davanti al Municipio in un percorso aperto a tutta la cittadinanza. Il 24 gennaio in Sala Delbianco apre la mostra sulle loro storie e vite.

Condividi
Tempo di lettura

Le pietre d’inciampo sono ormai diffuse in tantissimi luoghi e nascono perché mai si scordino le storie delle vittime del nazifascismo: sono piccole targhe in ottone, incastonate nel pavimento, che riportano i nomi di coloro che hanno perso la vita a causa dell’orrore della dittatura nazifascista. Vengono posate davanti alle case delle abitazioni dei cittadini deportati e uccisi perché chiunque possa vederle e non dimenticare.

A Staranzano, in occasione del Giorno della Memoria, verranno incastonate nove pietre per riportare alla luce le storie di otto uomini e una donna, tra partigiani, militari, artigiani, contadini, semplici cittadini che sono stati deportati, hanno subito feroci sofferenze e trovato la morte in diversi contesti e momenti a causa delle barbarie naziste.

La posa avverrà martedì 27 gennaio, a partire dalle 8.30, alla presenza dei parenti delle vittime: a ogni indirizzo i ragazzi delle scuole Secondarie di Primo Grado dell’Ic Dante Alighieri e dell’Isis Brignoli Einaudi Marconi di Staranzano renderanno omaggio a ciascun dedicatario delle Pietre. Nove di esse verranno posate di fronte alle case delle vittime e tre, simbolicamente, davanti all’ingresso del Municipio di Staranzano.

Il percorso, a cui è invitata tutta la cittadinanza, comincia in via Vittorio Veneto 30 a Dobbia, dove verrà posata la pietra che porta il nome di Giuseppe Tomaduz; alle 9.15, in via Antonio De Curtis 1, la pietra sarà per Attilio Casarsa; alle 9.45, in via San Giorgio 80 (Bistrigna) per Giuseppe Zorzin; alle 10.30 il ritrovo sarà in via Armando Diaz 2 (Villaraspa) per posare la pietra dedicata a Ferdinando Pagani; alle 11.15 in via Martiri della Libertà 36 per Eradio Zimolo e alle 11.50 in via Fabio Filzi 10 la pietra porterà il nome di Narciso Pacor. L’ultima “stazione” del percorso è attesa intorno alle 12.20 davanti all’ingresso degli uffici del Municipio di Staranzano (Piazza Dante Alighieri 26): dopo la posa delle ultime tre pietre d’inciampo – dedicate a Giovanni Benes, Rosa Simoni, Alfonso Olivo – ci si sposterà all’interno del Municipio, dove il Coro Edi Forza e il Coro dell’Isis Bem intoneranno alcuni canti in ricordo delle vittime.

Le celebrazioni della Giornata della Memoria, a Staranzano, iniziano già da venerdì 23 gennaio, alle ore 18, alla Sala San Pio X con un appuntamento che ormai da dodici anni viene proposto dall’Associazione Culturale Apertamente, in collaborazione con il Comune di Staranzano e la Fondazione Roberto Visintin e con il supporto della BCC Venezia Giulia. “Ricordare la Shoah in Italia e in Europa” è il titolo dell’incontro che unisce conferenze, musica e letture sceniche. A tenere la relazione centrale dell’incontro sarà Tullia Catalan, professoressa associata di Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, dove insegna Storia Contemporanea, Public History e Storia dell’Ebraismo.

Ad anticipare il percorso della posa sarà invece, alle ore 11 di sabato 24 gennaio, l’inaugurazione ufficiale della mostra “Qui abitava… Dai nomi alle storie di vita” alla Sala Delbianco: un’esposizione che restituisce attraverso dei pannelli, composti di parole e immagini, le storie dei nove cittadini ricordati dalle Pietre d’Inciampo. In una teca si troveranno anche le stesse pietre, pronte per essere incastonate.

L’incontro sarà introdotto dalla storica e professoressa Chiara Fragiacomo, per illustrare la ricerca storica condotta con perizia scientifica che per oltre un anno ha consentito la ricostruzione delle vicende delle nove figure staranzanesi. Le nove pietre, spiega Fragiacomo, restituiscono una «mappa articolata della persecuzione nazifascista»: nelle ricerche condotte ci sono infatti numeri, documenti (anagrafici, sanitari, amministrativi, militari), dettagli sugli spostamenti, sui rastrellamenti, sugli assetti e sulle strategie degli eserciti di Fanteria e di Marina, sulla gestione dei campi di lavoro, di concentramento e di sterminio. La ricostruzione analizza inoltre le terribili ricadute politiche e civili dell’8 settembre e permette di toccare con mano, sempre attraverso documenti rigorosamente verificati, anche testimonianze e pensieri delle persone coinvolte: cittadini, lavoratori, giovani arruolati, militari di carriera, intere famiglie.

All’incontro, oltre al sindaco di Staranzano Marco Fragiacomo e all’assessore alla cultura Giuseppina Gambin saranno presenti anche tutti i collaboratori che rendono possibili le giornate di celebrazione e che da sempre sono al fianco del Comune di Staranzano: l’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti; l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia; il Comitato 2 Giugno; l’Associazione Culturale Apertamente; i rappresentanti dell’Isis Bem e dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri. A corredo dell’incontro alcuni interventi musicali di Piero Politti (violoncello) e Dimitri Candoni (pianoforte).

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×