aria sotto osservazione
Solkan, tracce di piombo nelle analisi dell'Università di Nova Gorica sulle polveri sottili
Gli esperti riuniti hanno presentato i risultati. Biomasse e fonderia incidono a scala urbana, mentre zolfo dal golfo e ozono padano pesano sul territorio transfrontaliero.
Le misurazioni sulla qualità dell’atmosfera effettuate a Solkan hanno rilevato anche la presenza di piombo. Il dato è emerso nel corso dell’incontro dedicato all’aria sul Goriziano, svoltosi ieri, 11 febbraio, all’Xcenter di Nova Gorica, con la partecipazione di specialisti provenienti da Slovenia e Italia.
A presentare i risultati è stata Griša Močnik dell’Università di Nova Gorica, che nell’ambito del progetto Airless ha coordinato le campagne di monitoraggio svolte tra novembre 2023 e giugno 2024. Le analisi hanno restituito un quadro complesso, caratterizzato da contributi differenti a seconda delle stagioni. Nei mesi freddi prevalgono le sorgenti locali e, tra queste, il riscaldamento a biomassa, soprattutto a legna, risulta il principale responsabile dell’inquinamento da particolato.
Dal punto di vista sanitario, ha spiegato Močnik, assumono un peso rilevante anche le componenti metalliche delle polveri sottili. Pur incidendo in misura minima sulla massa complessiva, tali elementi hanno effetti significativi sull’organismo. In questo contesto sono stati individuati due apporti di origine industriale: la fonderia di Solkan, situata nelle immediate vicinanze del punto di campionamento, e un’ulteriore fonte inattesa a nord-est dell’area monitorata, associata alla presenza di piombo. Le concentrazioni riscontrate non superano i limiti di legge, ma, come ha sottolineato il ricercatore, si tratta di una sostanza tossica e neurotossica che non dovrebbe essere presente nell’aria, motivo per cui è necessario individuare l’origine delle emissioni e intervenire per ridurle.
Sul piano sovralocale, i ricercatori hanno evidenziato un contributo inatteso di particelle contenenti zolfo provenienti dal golfo di Trieste e dall’area portuale. Un risultato sorprendente, poiché i carburanti navali non dovrebbero contenerne quantità significative. Nei mesi estivi, invece, il principale influsso transfrontaliero arriva dalla pianura Padana, dove si formano elevate concentrazioni di ozono che, trasportate dai venti, raggiungono la fascia costiera e anche l’entroterra, come ha spiegato Luka Matavž dell’Agenzia per l’ambiente.
Durante l’incontro è stato presentato anche il progetto EnClod, promosso dal Comune di Nova Gorica e illustrato dal consulente Tadej Hrovat. L’iniziativa prevede una rete di sette punti di rilevamento, una stazione meteorologica e venticinque contatori di traffico, con l’obiettivo di raccogliere dati indicativi sull’intera area urbana, individuare le zone critiche e orientare future campagne di controllo più approfondite.
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