La sinistra guarda alla minoranza slovena, le proposte dei candidati a Monfalcone

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La sinistra guarda alla minoranza slovena, le proposte dei candidati a Monfalcone

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 14 Gen 2022
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All'alba delle primarie del centrosinistra, gli obiettivi dei candidati verso la comunità slovena.

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Il Comune di Monfalcone fa parte dell'ambito di applicazione della legge di tutela 38/2001 che riguarda la minoranza slovena, come anche dell’ambito di applicazione della legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche generale, la 482/1999. In vista delle primarie del 15 gennaio, la domanda che la parte degli elettori sloveni si è posta è se i candidati intendono includere nel proprio programma elettorale anche dei punti riguardanti l’applicazione delle suddette leggi e, in generale, la valorizzazione della minoranza linguistica slovena.

“Al di là delle inclinazioni personali – precisa l’imprenditore Davide Strukelj – e la mia storia personale, ritengo che non ci siano minoranze ma che tutti facciano parte integrante della società che va vista come una pluralità dove tutti devono avere voce. Monfalcone, in tal senso, è un crocevia di entità culturali ed etniche differenti che non può che essere un valore aggiunto”.

Strukelj vede le diversità anche linguistiche come “qualcosa di naturale. Monfalcone potrebbe vedere questa sua peculiarità, ovvero essere incrocio anche geografico, come un nuovo modo di concepire il futuro. Ovvio che vanno garantiti i diritti di tutti, dalla minoranza slovena che è quella autoctona fino alla minoranza bengalese, che si è insediata negli ultimi anni”.

Una “grandissima opportunità – conclude l’imprenditore monfalconese – sarebbe quella di trasformare le nostre diversità in un volano per tutto il Territorio”.

Più critico sul presente il candidato Riccardo Cattarini. L’avvocato punta il dito sulla recente politica. “La minoranza slovena, in particolare, a Monfalcone è poco rappresentata - precisa - All’interno della mia potenziale lista ho quattro nomi di quattro nazionalità diverse. È necessario costruire una sensibilità verso chi non parla l’Italiano in quanto il diritto a parlare la propria lingua madre è fondamentale”.

Proprio basandosi su questo diritto, Cattarini sottolinea come “il Comune di Monfalcone non ha persone che si possano rapportare con chi abita sul territorio ed è della minoranza slovena”. Il candidato dem si dice favorevole ad un “implementazione delle scuole ad insegnamento sloveno” così come “l’apertura di un ufficio che possa rivolgersi alle nazionalità diverse da quella italiana. C’è ancora da fare tanto lavoro anche se la situazione è migliorata dalla caduta definitiva del confine nel 2004”.

“È sempre stata nostra cura, mia e della lista civica che rappresento, La Sinistra, tutelare e valorizzare le minoranze etniche e linguistiche”, precisa Cristiana Morsolin. “Ciò vale a maggior ragione per i cittadini sloveni che non possiamo considerare minoranza visto il peso storico e politico che hanno rivestito, e tuttora rivestono, nel nostro territorio”.

“La ricchezza di un Paese – prosegue Morsolin - è legata indissolubilmente alla pluralità delle voci che in esso convivono, si confrontano e nel dialogo continuo si realizzano. Nel nostro programma elettorale costituisce punto indiscutibile la tutela della lingua slovena e la piena attuazione di tutti i disposti della Legge n. 482 del 15 dicembre 1999, in ossequio all’art. 6 della nostra Costituzione”.

Morsolin ha anche avuto contatti con la Slovenska Skupnost, in particolare con il segretario provinciale Jilijan Čavdek, così come Strukelj e Cattarini. “Saremo aperti a quanto vorranno segnalarci o suggerirci”, conclude Morsolin, che auspica di “poter beneficiare anche nella prossima settimana se c'è la disponibilità”.

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