I lavori
Più sicurezza nel parco per gli ospiti della Residenza Protetta di Monfalcone
Avviati i lavori per chiudere la zona verso via Aulo Manlio mentre 8mila euro saranno spesi per i nuovi dispositivi di chiamata dalle stanze. Le preoccupazioni dei sindacati.
La situazione Covid all'interno della Residenza Protetta di via Crociera a Monfalcone sta lentamente tornando alla normalità e già si preparano i prossimi lavori alla struttura. Non solo gli ottomila euro per il completo rifacimento dell'impianto di chiamata dalle varie stanze del Blocco 2 – che attualmente è sostituito con una maggiore presenza da parte del personale – ma anche con il posizionamento di un cancello e di una protezione nella zona verso via Aulo Manlio. Di fatto – e l'ultimo episodio risale a qualche settimana fa – non era raro che qualche anziano avesse utilizzato una laterale proprio di via Manlio, e l'assenza di vere e proprie barriere, per ritornare a casa propria facendo scattare tutte le procedure di ricerca e di allarme.
I lavori stanno procedendo in tal senso viste, anche, le varie segnalazioni che alcuni cittadini hanno fatto di gruppi di giovanissimi che si ritrovavano in ore notturne all'interno del parco della Residenza Protetta. L'intera area sarà chiusa dalle 22 alle 6 del mattino, indicativamente.
Nel frattempo, i sindacati denunciano che “il poco personale della cooperativa sociale Kcs rimasto a lavorare nel Blocco A è allo stremo”. Questa è la denuncia che fanno Gaia Bandini, Lorena Gandin, Marisa Furlan della Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Tucs, riferendosi in particolare alla casa di riposo comunale di Monfalcone, ma non è l'unica situazione di questo tipo che viene segnalata alle organizzazioni sindacali.
“Le operatrici e gli operatori, soci e/o dipendenti della cooperativa KCS, che ha da tempo la gestione in appalto del servizio socioassistenziale nella Casa Albergo di Monfalcone, sono costretti da ormai quasi due anni a fronteggiare l'emergenza Covid-19, ma non riescono più a sostenere questa drammatica situazione e come molti anziani a cui prestano le loro cure, si sono ammalati in un numero molto elevato”, proseguono i sindacati. “Negli ultimi mesi sostengono dei carichi di lavoro pesanti, dei turni gravosi, con tanti rientri in servizio necessari per sostituire i colleghi e le colleghe che si sono nel frattempo ammalati. Il problema di fondo rimane sempre lo stesso, ovvero la mancanza di personale cui la cooperativa non riesce a far fronte anche per la difficoltà a trovare le adeguate figure quali sono gli oss e gli infermieri”.
“Abbiamo richiesto al comune di Monfalcone di verificare quanto su detto, e pur essendoci stata data l'assicurazione che tutto quanto sta per rientrare nella normalità non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per la condizione di queste lavoratrici e lavoratori, ed anche per le cure prestate agli stessi utenti, se le condizioni di lavoro non dovessero consentire al personale di poter fare un lavoro professionale, con la garanzia di adeguati tempi di riposo e di recupero psico fisico e con la dotazione di ogni dispositivo necessario a garantire la sicurezza e la salute di tutti, siano questi ospiti anziani e fragili o coloro che se ne prendono cura”, concludono.
L'amministrazione, nello specifico il sindaco, Anna Maria Cisint, e della responsabile Antonella Valletta, ha fatto sapere che non sono mai mancati i dispositivi di sicurezza necessari. Solo in un caso alcune forniture di mascherine FFP2 sono diminuite tanto da costringere l'arrivo di alcuni dispositivi dalla sede di Grado.Â
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