Sfilarono a Gorizia nel centenario della Grande guerra, condannati quattro manifestanti

chiesti 11mila euro

Sfilarono a Gorizia nel centenario della Grande guerra, condannati quattro manifestanti

Di Redazione • Pubblicato il 04 Mar 2021
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I fatti risalgono al 3 novembre 2018, quando venne organizzato un corteo in città. La protesta dei libertari.

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Continua a lasciare strascichi il corteo antimilitarista del 3 novembre 2018 organizzato a Gorizia dal Coordinamento Libertario Regionale. "Nelle ultime settimane - denunciano in una nota - sono stati recapitati quattro decreti penali di condanna ad altrettanti compagni della regione". La richiesta di pagamento ammonterebbe a quasi 11mila euro. I capi di imputazione contestati sono manifestazione non autorizzata, imbrattamento e accensioni pericolose di materiale pirotecnico. Quel giorno ci furono 400 persone in strada "per contestare le mortifere celebrazioni militariste e nazionaliste legate al centenario della 'vittoria' nella Prima guerra mondiale costata milioni di morti, feriti e mutilati" prosegue il gruppo.

"Un’iniziativa scomoda - sottolineano - perché legava il ricordo del primo massacro mondiale con la lotta contro il militarismo e le guerre di oggi. Durante tutto il corteo sono state infatti denunciate le responsabilità del militarismo nostrano nelle guerre che insanguinano tante parti del mondo. Responsabilità dirette tramite la produzione e la vendita di armi, di cui un esempio concreto è la fabbrica Leonardo/Selex a Ronchi, e gli interventi militari e neocoloniali dell’esercito a supporto degli interessi delle grandi compagnie a partire dall’Eni". Il coordinamento ricorda quindi gli "assurdi pretesti" della questura per cercare "di limitare la nostra visibilità negandoci inizialmente gran parte del centro città".

"Nonostante questo - prosegue - la manifestazione è riuscita a farsi sentire con forza: volantinaggi, affissione di striscioni e cartelli, interventi al microfono, azioni teatrali, rinominazione di vie dedicate al militarismo e altro ancora. Ma nella sonnolenta città isontina basta poco per incorrere nelle maglie della giustizia e così è bastata l’accensione di alcuni fumogeni e petardi nonché la cancellazione di alcune scritte fasciste per far scattare le condanne". Annunciato già il ricorso contro i decreti penali "ma queste denunce non sono purtroppo un fatto isolato: da tempo in regione stanno arrivando decine di provvedimenti legali per i fatti più diversi contro compagne e compagne di movimenti di lotta di cui come anarchici e anarchiche siamo parte attiva da sempre".

Nella foto: striscione contro le condanne davanti al Sacrario di Redipuglia.

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