Servizi per la disabilità e transizione da Cisi ad Asugi, i dem Vito e Moretti: «Potenziare attività e servizi»

Servizi per la disabilità e transizione da Cisi ad Asugi, i dem Vito e Moretti: «Potenziare attività e servizi»

Sanità e sociale

Servizi per la disabilità e transizione da Cisi ad Asugi, i dem Vito e Moretti: «Potenziare attività e servizi»

Di Redazione • Pubblicato il 28 Mag 2026
Copertina per Servizi per la disabilità e transizione da Cisi ad Asugi, i dem Vito e Moretti: «Potenziare attività e servizi»

Gli esponenti dem sollecitano Regione e Azienda Sanitaria a garanzia dei progetti di autonomia abitativa e delle iniziative ricreative nei centri diurni. Auspicato un tavolo di confronto «urgente» con le famiglie.

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«Bisogna rimediare al più presto a una situazione che, dal gennaio 2025, ha visto oggettivamente venir meno una serie di attività socio-ricreative che il CISI garantiva ai disabili ospiti dei centri diurni del territorio e alle loro famiglie in maniera puntuale e soddisfacente». Lo affermano, tramite una nota congiunta, la segretaria provinciale del Pd isontino Sara Vito e il capogruppo regionale Pd Fvg Diego Moretti, intervenendo a Gorizia all’incontro sui servizi per la disabilità dedicato alla transizione dal Consorzio Isontino Servizi Integrati “CISI”ad ASUGI.

I due esponenti dem chiedono inoltre di «garantire la prosecuzione delle sperimentazioni di “abitare possibile” e vita autonoma che, ad esempio a Lucinico, hanno ottenuto risultati positivi e la cui convenzione è in scadenza a fine giugno», sottolineando come «Regione e ASUGI debbano farsi carico di preservare servizi fondamentali».

«Non si tratta di rimettere in discussione la legge regionale 16/2022 — spiegano Vito e Moretti — votata a larga maggioranza dal Consiglio regionale e fortemente voluta dalle associazioni che rappresentano le famiglie delle persone con disabilità, ma di applicarla fino in fondo».

Secondo i rappresentanti del Partito Democratico, sono «preziose e molto apprezzate attività come le visite in biblioteca, le giornate in piscina, le mostre itineranti, il teatro o anche una semplice uscita per una pizza con educatori e famiglie». Tuttavia, aggiungono, «il peso organizzativo ed economico di queste iniziative non può ricadere sui Comuni: devono essere ASUGI e Regione a garantire continuità e potenziamento di queste attività».

I due politici chiedono infine che vengano fissati «al più presto incontri con le famiglie per chiarire tutti i passaggi della transizione e fornire garanzie sui servizi». Il passaggio del CISI ad ASUGI «non può essere considerato un semplice adempimento normativo: occorre preservare decenni di lavoro svolto sul territorio da amministratori, operatori e istituzioni, che hanno reso questa Regione un modello nazionale nel settore dei servizi per la disabilità» concludono.

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