CIACOLE DE SCIENZA
Semaglutide: da farmaco per il diabete a terapia dimagrante
«Ma te ga visto quanto che xe dimagrito?» «Sì, el sta facendo quella puntura che te fa dimagrir: la semaglutide». «Ah, ne go sentì parlar. Ma come la fa?»
«Ma te ga visto quanto che xe dimagrito?» «Sì, el sta facendo quella puntura che te fa dimagrir». «Ah, ne go sentì parlar. Ma come la funziona?».
Una conversazione di questo genere non è più così rara: oramai la semaglutide è entrata a far parte del linguaggio comune. Tuttavia, è opportuno fare chiarezza sulle indicazioni delle varie formulazioni, sul meccanismo d’azione e sui possibili effetti indesiderati.
La semaglutide è arrivata sul mercato europeo nel 2018, come trattamento del diabete mellito di tipo 2. Inizialmente è stata approvata la formulazione per somministrazione sottocutanea, Ozempic, e successivamente anche quella per via orale, Rybelsus.
Nel frattempo, gli studi condotti sui pazienti diabetici hanno mostrato che il farmaco, oltre a migliorare il controllo della glicemia, produce anche una significativa riduzione del peso corporeo. Questo ha portato allo sviluppo di Wegovy, una formulazione a dosaggio più elevato, indicata specificamente per la gestione del peso nelle persone con obesità (BMI > 30 kg/m2) o in sovrappeso (BMI > 27 kg/m2) con almeno una patologia correlata al peso.
L'impiego di questi farmaci da parte di alcune celebrità e la loro diffusione sui social network hanno, tuttavia, contribuito ad alimentare una crescente domanda di semaglutide anche per fini “estetici”. Tanto che tra il 2023 e il 2024, in Italia e in altri Paesi, sono state segnalate difficoltà di approvvigionamento di questi medicinali, con ripercussioni sui pazienti che ne avevano effettivamente indicazione terapeutica.
La semaglutide è un farmaco che imita l'azione del GLP-1, il glucagon-like peptide-1, un ormone prodotto naturalmente dall'intestino in risposta all'ingestione di cibo. Il GLP-1 contribuisce alla regolazione della glicemia, stimolando la secrezione di insulina in modo glucosio-dipendente. Funziona un po' come un termostato: quando la glicemia aumenta, stimola la secrezione di insulina contribuendo così ad abbassarla; quando invece la glicemia si riduce, questo stimolo viene meno, limitando il rischio di un abbassamento eccessivo della glicemia.
Il GLP-1 agisce, però, anche sui circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione dell'appetito e della sazietà e a livello dell'apparato digerente, rallentando lo svuotamento gastrico. Il risultato è che la persona tende a sentirsi sazia prima, ad avere meno fame e, di conseguenza, ad assumere meno calorie. È probabilmente attraverso questo meccanismo che la semaglutide favorisce la perdita di peso.
Come qualsiasi farmaco, la semaglutide può però provocare effetti indesiderati. I più comuni comprendono nausea, vomito, diarrea e stipsi; più raramente possono manifestarsi effetti indesiderati gravi, tra cui la pancreatite acuta.
Per questo motivo, è importante che sia un medico a prescrivere e monitorare il trattamento, valutando il rapporto tra benefici e rischi per il singolo paziente. La semaglutide non è una terapia destinata a chiunque voglia dimagrire, ma va utilizzata solo quando sussiste un’indicazione terapeutica. Infine, va ricordato che nessun farmaco può sostituirsi alla dieta e all’attività fisica e, pertanto, va sempre inserito in un percorso che le comprenda. Ciò è importante anche in considerazione del rischio del cosiddetto effetto da rimbalzo, ovvero la ripresa del peso dopo la sospensione della terapia.
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