IN REGIONE
Sdag, nodi logistici e futuro del Nucleo cerebrolesi: i richiami della dem Fasiolo
Evidenziata la mancanza di una struttura ferroviaria adeguata al polo confinario. Critiche a Riccardi sul trasferimento dell’unità in via Vittorio Veneto, «non tiene conto di persone e situazioni».
Dall’Aula del Consiglio regionale giungono due richiami di Laura Fasiolo sulla questione dello sviluppo dei poli logistici confinari e sul trasferimento del nucleo gravi cerebrolesioni acquisite dell’ospedale di Gorizia.
La consigliera dem approccia i temi attraverso due distinte note. La prima, a margine del dibattito sul disegno di legge 71 relativo alla disciplina urbanistica degli insediamenti logistici, sollecita ad «intervenire con maggiore forza per garantire lo sviluppo dei poli confinari e quelli già esistenti rispondendo a una condizione fondamentale: i siti attuali vanno serviti da una viabilità sia stradale sia ferroviaria di eccellenza».
L’intervento di Fasiolo attenziona la Sdag di Gorizia, la cui viabilità «è già strutturata, ma manca una struttura ferroviaria adeguata e anche una sorta di progettualità ferroviaria che possa attirare traffico su ferro»; il rischio è che «gli investitori migrino e si spostino» laddove trovano invece nodi logistici strategici. «Gli insediamenti logistici devono tenere conto di obiettivi di sviluppo armonico del territorio e rispettoso dell'ambiente e dei centri abitati – riconosce la consigliera - ma allo stesso tempo è importante che si tenga conto della vicinanza delle vie di comunicazione in particolare nei siti adiacenti alle zone di confine come la Sdag».
Quanto alla questione del trasferimento del Nucleo per gravi cerebrolesioni acquisite (Gca) dall’Ospedale San Giovanni di Dio ai locali dell’ex Pneumologico di via Vittorio Veneto, la posizione dell’esponente dem era già stata approfondita sul nostro giornale. Fasiolo giudica «burocratica e quindi insoddisfacente» la risposta data dall’assessore alla salute Riccardi, il cui punto di vista «è opposto a quello delle persone, delle situazioni e soprattutto dei problemi».
La consigliera ricorda a tal proposito che i familiari dei degenti si erano pubblicamente rivolti al presidente della Regione esprimendo la propria contrarietà al trasferimento. «Su temi che coinvolgono pazienti ad altissima complessità non possono prevalere considerazioni di natura meramente logistica ma la priorità deve restare la sicurezza, l’appropriatezza e la qualità delle cure - sostiene Fasiolo – questi sono pazienti che presentano quadri di estrema complessità e fragilità, che richiedono continuità assistenziale, integrazione funzionale con la rete ospedaliera per acuti».
Imprescindibile, dunque, «un coinvolgimento strutturato e trasparente delle famiglie, che non possono essere semplici destinatarie di decisioni già assunte, ma interlocutori attivi in un percorso che riguarda direttamente la vita e la sicurezza dei loro congiunti». Chiesta dunque, dalla consigliera dem, una puntuale valutazione-tecnico sanitaria sull’appropriatezza dei servizi garantiti nella nuova sede «con evidenze chiare circa standard assistenziali, dotazioni, personale e modalità di collegamento operativo con rianimazione, terapia intensiva e diagnostica d’urgenza».
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