Scoperte due nuove gallerie della Grande Guerra a Lucinico, erano chiuse da cento anni

lunghe 30 metri

Scoperte due nuove gallerie della Grande Guerra a Lucinico, erano chiuse da cento anni

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 20 Apr 2021
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Gli speleologi hanno ritrovato i percorsi sotto il colle della Pubrida, dopo un crollo nell'area. Le particolarità all'interno.

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Il passato non finisce di nascondere sorprese, anche un capitolo della storia tragico come la Prima guerra mondiale. Domenica, gli speleologici del Centro ricerche carsiche Seppenhofer di Gorizia hanno infatti scoperto a Lucinico due gallerie di quel periodo, rimaste celate fino ad oggi da quasi un secolo. Un rinvenimento avvenuto per caso, dopo che gli stessi esperti erano stati chiamati per dei sopralluoghi nella zona, legati ai lavori sul colle della Pubrida per riposizionare le vigne. I percorsi sotterranei sono lunghe una trentina di metri e molto grandi in larghezza, presentando anche delle singolarità non comuni per il terreno dell’area.

“Le gallerie sono molto concrezionate - spiega il presidente del gruppo, Maurizio Tavagnutti -, ossia hanno stalagtiti e stalagmiti. È una cosa abbastanza rara in quel tipo di superficie, dato che siamo dentro il flysch e, con questo tipo di roccia, non si formano abitualmente questi fenomeni”. Uno dei percorsi, inoltre, “ha delle diramazioni che sono crollate, si vede che c’è stata una frana”. Lo stesso ingresso è stretto e per entrare bisogna strisciare. Gli speleologi si trovavano sul posto dopo che gli era stato segnalato un crollo sulla sommità del colle, facendo emergere già una galleria. “In parta il soffitto di questa era crollato e si vedeva un grande buco. Per cui ci hanno chiamato per analizzare la situazione”.

Tutto ciò avveniva due settimane fa, per poi ritornare con l’equipaggiamento ma, nel frattempo, la cavità era stata chiusa con un colpo di bulldozer. “Ispezionando il colle - prosegue Tavagnutti -, abbiamo trovato queste due nuove gallerie. Queste ci hanno incuriosito e siamo scesi a vedere. Sono le classiche strutture della Prima guerra mondiale, scavate nel flysch, non ci sono dubbi. Ci sono anche delle testimonianze del periodo che certificano che lì ci fossero dei presidi”. Non sono emersi, invece, altri elementi come elmetti o piastrine. In ogni caso, quei punti “sono chiusi da un secolo e sono emersi dopo gli scavi”.

La novità rischia di comportare uno stop ai lavori? “Si auspica che vengano protette, non è assolutamente necessario bloccare l’opera. Basterebbe mettere agli ingressi delle protezioni per salvaguardarle, anche perché tutti i manufatti della Prima guerra mondiale sono protetti dalla legge 7 del 2001”. Il colle è proprietà privata, con alcune parti sulla sommità che sono inserite nella categoria E2, ossia area boschiva protetta. Il resto è destinato ad uso agricolo. Potrebbero esserci gallerie simili? “Stiamo valutando, non lo escludiamo e probabilmente ci sarà qualcosa. c’è anche un bunker cementato sulla cima del colle, nel bosco, risalente alla Guerra fredda”.

Foto Maurizio Tavagnutti.

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