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Scontro sulla zona arancione, il Pd attacca: «Grado l'aveva chiesta una settimana fa»
Il capogruppo dem Moretti chiede conto delle risposte ricevute dal sindaco Raugna alla sua richiesta di ulteriori restrizioni.
"Solo una settimana fa, il sindaco di Grado Raugna era stato ignorato e poi sbeffeggiato per la sua richiesta di zona arancione nei fine settimana, richiesta che intendeva salvaguardare i propri cittadini". Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, che puntualizza: "Ora che, a sei giorni di distanza, tutto il territorio isontino è arancione per decisione di Fedriga, sono curioso di conoscere il pensiero di coloro che, per esempio, minacciarono di denunciare Raugna per procurato allarme".
"Alla legittima e corretta richiesta formale inviata da Raugna a Fedriga - prosegue il dem -, non è mai arrivata alcuna risposta, se non gli sberleffi del consigliere leghista Calligaris, che sfidava il sindaco a procedere comunque da solo, addirittura paragonando Grado a Tramonti, questioni completamente diverse, che dà la misura di quanto poco il consigliere leghista conosca la località gradese. Oggi che il suo capo, Fedriga, ha fatto la stessa identica cosa richiesta da Raugna su un territorio ben più vasto, Calligaris tace rendendo evidente l'azione propagandistica volta a screditare chi la pensa diversamente".
In conclusione, l'esponente del Partito democratico punta il dito contro Gorizia e Monfalcone: "Per non parlare di quei sindaci, Cisint e Ziberna su tutti, in piazza a reclamare di aprire tutto e che adesso, allo stesso modo, sono silenti di fronte all'ordinanza di Fedriga che, da sabato, chiuderà tutto".
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