i termini
Fondi da Regione a Comuni del Fvg, progetti fino a metà ottobre
Riaperta la concertazione, botta e risposta tra Pd e maggioranza sui finanziamenti.
Si riapre la finestra per proporre progetti da parte dei Comuni alla Regione in fase di concertazione. La decisione, da attuare in tempi brevissimi, sarà riservata a investimenti di carattere sovracomunale e di interesse strategico regionale stabilendo che per il triennio 2023-2025, con scadenza al 14 ottobre. La proposta dell'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, è stata appovata oggi dalla giunta, vista l'urgenza e considerato l'interesse dimostrato dagli enti locali per le priorità strategiche.
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Saranno mantenuti gli stessi criteri e le stesse regole per l'assegnazione delle risorse economiche. Dopo i finanziamenti, complessivamente di circa 140 milioni di euro come stabilito dalla legge di assestamento del bilancio approvata la scorsa settimana per il periodo 2022-2024, la Regione ha anticipato i tempi delle procedure che riguardano le progettualità del biennio 2023-2025. Il termine di presentazione delle proposte di finanziamento da parte dei Comuni è stato anticipato a metà ottobre.
Deadline necessaria, come evidenziato dallo stesso assessore, per consentire l'esame delle domande pervenute e la conclusione della concertazione, tra amministrazione regionale ed enti locali, già con la legge di stabilità 2023 o al più tardi entro i primi mesi del 2023. Potranno accedere a finanziamento piani per ill patrimonio culturale o di impianti sportivi; interventi a favore di musei, biblioteche o altri siti legati alla cultura volti alla valorizzazione del patrimonio museale o librario tramite la digitalizzazione.
Spazio anche a interventi in ambito di edilizia scolastica, con particolare riferimento a quei progetti per i quali è stata presentata domanda ma che non sono ancora finanziati. Una quarta voce di possibili finanziamenti riguarda progetti legati alla cosiddetta rivoluzione verde e alla transizione ecologica. Le proposte degli enti locali potranno poi riguardare interventi sovracomunali volti al completamento e messa in sicurezza di tronchi di viabilità sia di attraversamento urbano che esterni al centro abitato il cui tracciato venga approvato dalla direzione regionale competente.
Le ultime due priorità per le quali è prevista la possibilità di finanziamenti in concertazione tra municipi e Regione si riferiscono a interventi in zone montane. Un canale di finanziamento è destinato allo sviluppo sostenibile della montagna, con particolare riferimento alla progettazione e realizzazione di viabilità agro-silvo-pastorale e altre infrastrutture ugualmente inerenti alle attività silvo-pastorali. Negli ultimi giorni, il gruppo del Partito democratico aveva protestato per l'assegnazione delle risorse, parlando di "arbitrarietà" nelle scelte.
“Da che pulpito arriva la predica - la risposta del consigliere Diego Bernardis (Lega) -: la concertazione è fatta di valutazioni oggettive e sulla base di priorità di rilevanza pubblica, non accettiamo lezioni da chi non ha fatto altro che mettere Comuni contro Comuni e comunità contro comunità”. L'esponente del Carroccio ha quindi ricordato i contributi concessi anche a giunte a guida centrosinistra, come San Canzian d'Isonzo, Sagrado, Terzo d’Aquileia.
“Probabilmente – è la chiosa di Bernardis - i colleghi del Partito Democratico hanno dimenticato che nel precedente mandato elettorale, con la sciagurata riforma delle Uti, ex Legge regionale 26/2014, chi non era allineato, ovvero circa 60 Comuni cosiddetti ribelli, non ha visto un contributo neppure per sbaglio”.
Foto di archivio
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