La mozione
Anche Savogna d'Isonzo vuole la Zona Franca, l'appello alla Regione per un tavolo di confronto
Il consiglio comunale vota a favore della richiesta per il nuovo strumento economico per contrastare la concorrenza slovena.
Arriva anche da Savogna d'Isonzo l'appello per l'istituzione di una zona logistica semplificata (ZLS) e di una zona franca di emergenza (ZFE). Pochi giorni fa, infatti, il consiglio comunale ha approvato all'unanimità una mozione per richiedere l'avvio di un tavolo di crisi tra i sindaci dei paesi trasfrontalieri, categorie economiche, camere di commercio, portatori di interesse e sindacati per formulare una proposta sull'armonizzazione fiscale dei territori di confine con Austria e Slovenia.
Un'appello che segue l'iniziativa promossa dalla senatrice del Pd, Laura Fasiolo, e già accolto da altri comuni.“Ci sembra giusto poter riavere una zona franca, così com'era negli anni Venti - spiega il primo cittadino Luca Pisk -, anche per contrastare la concorrenza che c'è con la Slovenia”. Come sottolineato dal documento approvato, la crisi dovuta all'emergenza da coronavirus “ha messo in luce l'urgente necessità di adottare adeguati ed efficaci provvedimenti volti a promuovere un reale sviluppo, o quantomeno a mantenere in condizione di economicità le attività esistenti, anche attraverso strumenti che portino a riequilibrare la disarmonia fiscale e tariffaria che sussiste sulla fascia confinaria”, in particolare fra Italia e Slovenia.
Le richieste trovano ulteriore spinta nel fatto che, nei territori della fascia confinaria regionale durante la chiusura dei confini con i vicini europei, “gli incassi per lo Stato in IVA e accise sono più che raddoppiati e che alla recente loro riapertura, lo Stato sloveno – con il taglio delle accise sul prezzo dei carburanti – ha fatto sì che riprendesse in maniera decisa il fenomeno del pendolarismo oltreconfine, accentuando l'emorragia di liquidità che per le attività italiane, ancor più in un momento di grave crisi, significherebbe la loro morte economica". L'obiettivo, quindi, è sfruttare lo strumento delle ZLS “rafforzata” introdotte con la Legge di bilancio 2018.
La Regione ha individuato il Porto di Trieste per questa particolare area. Savogna, quindi, chiede a Fedriga l'istituzione di un tavolo di lavoro con i soggetti interessati, formalizzato con uno specifico Protocollo d'intesa che avvii il percorso di istituzione di una zona logistica semplificata “rafforzata” in Friuli Venezia Giulia, da presentare al Governo. Successivamente, bisognerà redigere un Piano di sviluppo strategico da presentare al governo. L'iniziativa è stata già replicata anche da altre amministrazioni della zona e altrettante la porteranno in assemblea civica a breve.
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