Sanità di Gorizia, il Comitato Salute Pubblica si dice preoccupato: «Silenzio assordante dalla Regione»

Sanità di Gorizia, il Comitato Salute Pubblica si dice preoccupato: «Silenzio assordante dalla Regione»

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Sanità di Gorizia, il Comitato Salute Pubblica si dice preoccupato: «Silenzio assordante dalla Regione»

Di I.B. • Pubblicato il 27 Lug 2025
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Rimane la preoccupazione per il futuro dell’ospedale e dei servizi territoriali: «Serve un piano sicuro per trattenere e attrarre professionisti».

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Il Comitato salute pubblica di Gorizia torna a far sentire la propria voce, esprimendo forte preoccupazione per l’assenza di risposte da parte del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia alla richiesta di un incontro pubblico sul futuro della sanità isontina, avanzata settimane fa dai capigruppo del Consiglio comunale di Gorizia.

«Questo silenzio – denuncia il Comitato – di fronte a una legittima domanda, non fa che aumentare l’incertezza sulle nostre strutture sanitarie, generando sfiducia tra i cittadini e rendendo più difficile il lavoro di chi già opera con grande impegno, ma anche il possibile arrivo di nuovi professionisti». Una mancanza di chiarezza che, secondo il gruppo, alimenta la diffusione di notizie incontrollate, mentre servirebbero comunicazioni trasparenti e ufficiali nelle sedi istituzionali.

Il Comitato sottolinea come il problema più imminente sia quello del futuro della Cardiologia e dell’Unità di terapia intensiva cardiologica. Ma l’elenco delle criticità è ben più lungo: i lavori di adeguamento del pronto soccorso, le liste d’attesa in Dermatologia, il Centro per le malattie sessualmente trasmesse, la possibile riduzione dell’attività oncologica in Urologia, le prospettive dell’Ortopedia, per la quale non è chiaro se resterà l’attività d’urgenza o solo quella programmata.

«Tutte queste difficoltà – spiegano – non sono nate ieri, ma sono frutto di una politica di riduzione e chiusura di funzioni che si protrae da decenni». Nonostante tutto, però, l’ospedale di Gorizia, secondo i dati nazionali, continua a offrire buone performance: «Non possiamo però chiedergli di aumentare gli accessi se continuiamo a togliere servizi».

Per il Comitato, è necessaria una svolta fatta di investimenti in fondi, personale e progetti di sviluppo. Il modello ospedaliero spoke su due sedi, Gorizia e Monfalcone, può essere una risorsa anziché una difficoltà, «a patto che gli investimenti siano equi e le progettualità condivise».

In attesa di una risposta da parte della Regione, il gruppo ribadisce il proprio impegno: «Il primo passo è poter sentire la voce di chi governa queste scelte. Il protrarsi del silenzio diventerà assordante e minerà la fiducia dei cittadini. Noi continueremo a lavorare al loro fianco, a difesa della salute pubblica».


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