San Rocco, Turriaco riscopre il valore della comunità: fede, tradizione e solidarietà. E torna il Pan de San Roc

San Rocco, Turriaco riscopre il valore della comunità: fede, tradizione e solidarietà. E torna il Pan de San Roc

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San Rocco, Turriaco riscopre il valore della comunità: fede, tradizione e solidarietà. E torna il Pan de San Roc

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 17 Ago 2026
Copertina per San Rocco, Turriaco riscopre il valore della comunità: fede, tradizione e solidarietà. E torna il Pan de San Roc

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle associazioni, definite dal sindaco «una parte essenziale della comunità». Ricordato l’ex sindaco Duilio Petean.

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È stata una celebrazione nel segno della fede, della tradizione e del senso di comunità quella con cui ieri Turriaco ha festeggiato il proprio patrono, San Rocco. Una ricorrenza che ha riunito in chiesa numerosi fedeli, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e delle realtà che quotidianamente animano il paese.

La messa è stata celebrata dal parroco, don Francesco Maria Fragiacomo, e accompagnata dalla musica dell'organista Gianluigi Maras e del trombettista Stefano Trentin, insieme alle voci del coretto parrocchiale. Tra i presenti il sindaco Nicola Pieri, il consigliere regionale Diego Moretti, il presidente della Cassa Rurale FVG Roberto Tonca e il vicebrigadiere Emilio Scavone della Compagnia Carabinieri. Presenti anche diverse associazioni turriachesi, dalla Pro Loco all'ADVS, dalla Protezione Civile al Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi.

Proprio il gruppo dei Costumi Tradizionali Bisiachi ha curato uno dei momenti più legati alla tradizione locale: la preparazione del “Pan de San Roc”, benedetto durante la celebrazione insieme al sale e poi distribuito ai fedeli.

Nel suo saluto alla comunità, il sindaco Pieri ha posto al centro proprio il significato della festa patronale. San Rocco, ha ricordato, è una figura associata alla vicinanza a chi soffre e diventa così anche occasione per interrogarsi su cosa significhi oggi prendersi cura di una comunità. Non soltanto attraverso l'amministrazione, i servizi e la cura degli spazi pubblici, ma anche attraverso la qualità delle relazioni, il rispetto e la capacità di confrontarsi senza trasformare chi ha opinioni diverse in un avversario.

Il discorso ha quindi ripercorso alcuni dei temi che hanno caratterizzato l'attività della comunità turriachese nell'ultimo anno. Dal sostegno al FVG Pride River Village alla Cena in Rosso a favore del Centro Antiviolenza, fino alla vicinanza alla famiglia Regeni e all'accoglienza di Claudio e Paola Regeni a Turriaco. Un'attenzione ai diritti e alla dignità della persona che si è tradotta anche nell'accoglienza di sei donne nepalesi ospitate nel Centro di Accoglienza Straordinario del paese.

Pieri ha ricordato anche le iniziative culturali promosse durante l'anno, dalla diciottesima edizione di “Note di Costituzione” alla rassegna cinematografica in piazza, che ha affrontato temi come il caso Regeni, il fine vita, la libertà e la dignità nelle scelte più difficili e la memoria del terremoto del Friuli del 1976. «Il compito di un Comune non è imporre a tutti la stessa opinione, ma creare luoghi in cui conoscere, ascoltare e confrontarsi», ha sottolineato il sindaco.

Accanto all'impegno civile, nel saluto sono entrati anche i problemi più concreti affrontati dall'amministrazione. Tra questi la perdita del medico di base, alla quale il Comune ha risposto mettendo a disposizione spazi comunali e creando un ambulatorio, anche grazie al contributo della Cassa Rurale FVG. E poi la scuola: a settembre Turriaco tornerà ad avere una prima classe, con 21 alunni, mentre il servizio di doposcuola ha raccolto l'adesione di 23 famiglie nel primo anno. «Tenere viva la scuola significa tenere vivo il paese», ha ricordato Pieri.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle associazioni, definite dal sindaco «una parte essenziale della comunità», e al Gruppo comunale di Protezione Civile e alla squadra di antincendio boschivo, impegnati anche nei giorni scorsi nelle operazioni sul Carso. Un'attività che, soprattutto in un'estate caratterizzata dal rischio incendi, assume un valore ancora maggiore nella tutela del territorio e del parco comunale dell'Isonzo.

Nel corso della celebrazione è stato ricordato anche Duilio Petean, già sindaco e amministratore di Turriaco, scomparso lo scorso gennaio. «Il suo impegno nelle istituzioni e per il paese resta parte della nostra storia comune», ha detto Pieri, rivolgendosi quindi alla famiglia con un pensiero di vicinanza a nome dell'amministrazione e dell'intera comunità.

Al termine della messa, il programma della festa è proseguito in modo semplice e familiare. Sotto l'ombra della grande sophora sul retro della chiesa, il Gruppo Costumi ha offerto un momento conviviale accompagnato dalle note della fisarmonica di Giorgio Benfatto. Un'occasione pensata anche per riportare al centro una consuetudine che negli ultimi anni si era progressivamente affievolita e che ora Turriaco prova a rivitalizzare, con la partecipazione delle associazioni e della comunità.

È stato questo, in fondo, il filo conduttore della giornata: una festa patronale che non si è limitata alla celebrazione religiosa, ma ha restituito spazio alla memoria, alle relazioni e alla partecipazione. «Una comunità non si può delegare interamente a chi amministra», ha concluso il sindaco. Si costruisce ogni giorno attraverso rispetto, cura dei luoghi e delle persone e disponibilità ad aiutarsi.

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