Stamattina
San Rocco festeggia il Ringraziamento, «grazie per il tempo che dedichiamo agli altri»

A Roberto Zottar il cinquantesimo Premio. Il borgo ricorda la giornata con le rape cotte.
Una Festa, con la Messa e il momento conviviale, per dire Grazie. Un grazie corale, dalla comunità riunita tra il secolare gelso, l’ombra del campanile e il cortile della canonica di Borgo San Rocco. Così il Borgo di Gorizia ha voluto festeggiare la domenica del Ringraziamento.
Un giorno di festa, come detto, iniziato con il gioioso scampanio del locale gruppo campanari e proseguito prima all’esterno della chiesa parrocchiale con la benedizione dei mezzi agricoli e dei frutti della terra e, poi, con la Santa Messa presieduta da monsignor Ruggero Dipiazza, vicario parrocchiale, e accompagnata dalla Corale Santa Lucia che ha eseguito, a dieci anni dalla scomparsa, la Messe di San Durì di Orlando Dipiazza, in lingua friulana.
“Siamo qui per dire grazie per il tempo che abbiamo a disposizione e che siamo riusciti a far fruttare per creare qualcosa. Ma creare richiede impegno, affinché dal seme arrivino nuovi prodotti, affinché sia creato qualcosa”, così don Dipiazza nell’omelia.
Citando il Vangelo del giorno, l’esempio dei tre servi con i propri talenti, monsignor Ruggero ha ricordato come “il Grazie sia per noi e per gli altri, perché quanto abbiamo prodotto sia un dono anche per gli altri. La nostra realtà di vita non finisce con noi, così come non siamo noi a iniziare la nostra vita ma sono altri che hanno messo in cantiere la nostra storia facendoci ricordare che con noi la storia non comincia e non finisce”.
Prima della benedizione finale, la consegna del Premio San Rocco a Roberto Zottar con l’introduzione dell’avvocato Carlo Del Torre. “Mi auguro che, nel futuro, vista l’età, Roberto possa raggiungere alti traguardi nella cucina così come è riuscito a scalare le vette di Ibm”, così Del Torre.
Zottar, che ha ricevuto la pergamena dalla consigliere regionale Laura Fasiolo e la targa dall’assessore del comune di Gorizia, Maurizio Negro, ha ringraziato il Centro, ricordando il primo incontro con l’allora presidente del Centro, Laura Madriz, che, accompagnata dal Feresin, gli propose “ormai quindici anni fa una sere di incontri dal punto di vista culinario ed enogastronomica”.
“Devo complimentarmi con il Deus ex machina del Centro, don Ruggero Dipiazza, che ho sempre sentito vicino alla mia famiglia in ogni momento, così come il mio parroco, don Nicola Ban”. Zottar ha ricordato le sue radici nel Centro ma anche la nascita della propria passione culinaria tra i fornelli di casa.
Simbolo immancabile del Ringraziamento di San Rocco, gli ufiei cotti nel cortile della canonica hanno concluso la mattinata.
Foto di Renzo Crobe.
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