ALLA SALA ZUCCARI DI PALAZZO GIUSTINIANI
San Floriano del Collio al Senato: il vino del Collio protagonista a Roma
La delegazione guidata dal sindaco Drufovka ha portato a Roma la storia della viticoltura del territorio. Presenti il ministro Ciriani e la senatrice Tubetti, promotrice dell'evento.
Un piccolo Comune dell'estremo lembo orientale d'Italia nella sala più prestigiosa del Senato. Martedì 28 luglio la delegazione di San Floriano del Collio, guidata dal sindaco Marjan Drufovka, è stata accolta nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani per l'incontro "La forza di una comunità nel vino come istituzione", promosso dalla senatrice goriziana Francesca Tubetti (Fratelli d'Italia), che lo ha definito un appuntamento storico: con ogni probabilità la prima volta che una piccola comunità del confine orientale viene presentata in questa sede.
Con il sindaco erano presenti il vicesindaco Martina Valentincic, l'assessore Donatella Serafino, consiglieri comunali, dipendenti, rappresentanti delle aziende vitivinicole Humar, Muzic, Korsic e Manià, cittadini e associazioni locali. Tra il pubblico anche l'ambasciatore della Repubblica di Slovenia a Roma Matjaž Longar.
Ad aprire i lavori il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani: «Ogni vino è diverso dagli altri non solo per il gusto, le proprietà, la bontà ma perché ogni vino racconta una storia. E raccontare la storia di una eccellenza del Friuli Venezia Giulia nella prestigiosa cornice della Sala Zuccari del Senato è motivo di orgoglio. Respingiamo insieme con forza gli attacchi di chi tenta di demonizzare il vino, perché il vino se bevuto con moderazione e consapevolezza è un modo per affermare la nostra identità e la nostra civiltà».
Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo ha sottolineato gli investimenti del Governo nel settore agricolo: «In un contesto geopolitico difficile siamo stati gli uomini giusti al momento giusto. Il governo Meloni è quello che ha investito di più in termini di risorse sull'agricoltura, come nessun altro aveva fatto prima. Il vino viene spesso demonizzato ma in realtà rappresenta, insieme all'olio e al pane, quella cultura del sud Europa che più ci caratterizza a livello mondiale. Se parliamo di qualità e sicurezza gli italiani non hanno concorrenti e il vino rappresenta una delle eccellenze che tutto il mondo ci invidia».
«Oggi mettiamo al centro un piccolo, grande Comune dell'estremo Nord-Est» ha detto la senatrice Tubetti. «Essere orgogliosi della propria terra significa raccontarla, raccontare le tradizioni, le storie, le passioni. È proprio per questo che abbiamo pensato di parlare dei grandi vini bianchi del Friuli Venezia Giulia, del Collio, di San Floriano. Dentro le nostre cantine si racconta il passato delle nostre famiglie, di ciò che ci ha tenuto insieme. Regalare vino della mia terra è da sempre una scelta coraggiosa, un vino fatto con uve particolari coltivate in una terra unica: un vino unico».
Il giornalista ed enologo Stefano Cosma ha tracciato un quadro storico della viticoltura nel Collio, presentando le varietà autoctone Malvasia, Tocai Friulano e Ribolla gialla, quest'ultima citata già nel XIII secolo e presente a San Floriano fin dal Medioevo. Ha ricordato come nel 1787 la Contea di Gorizia avesse classificato San Floriano nella prima categoria per qualità dei vini. Il sindaco Drufovka ha chiuso l'incontro illustrando il progetto della Vendemmia del paese e del vino rappresentativo comunale, iniziative nate per valorizzare la tradizione vitivinicola e il senso di appartenenza della comunità. La serata si è conclusa con una cena presso La Campana, il più antico ristorante romano in attività dal 1518, con il ministro Ciriani e le senatrici Tubetti e Nocco.
Il giorno seguente la delegazione ha proseguito il programma con una visita al Ministero dell'Agricoltura, dove il sindaco ha consegnato un documento sulle sfide normative per i viticoltori dell'area transfrontaliera Collio/Brda, e all'ANCI, dove si è discusso del ruolo dei piccoli Comuni nella valorizzazione delle identità territoriali e delle minoranze linguistiche, con la proposta di promuovere una rete nazionale dei Comuni di confine e bilingui.
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