San Canzian ricorda la Shoah con la storia dell’ultimo bambino di Auschwitz

San Canzian ricorda la Shoah con la storia dell’ultimo bambino di Auschwitz

L’INCONTRO

San Canzian ricorda la Shoah con la storia dell’ultimo bambino di Auschwitz

Di Redazione • Pubblicato il 27 Gen 2026
Copertina per San Canzian ricorda la Shoah con la storia dell’ultimo bambino di Auschwitz

Mercoledì 28 gennaio il giornalista Roberto Covaz presenta la vicenda di Oleg Mandic in un incontro che affronta il tema dell’infanzia rubata e violata nella Casa delle Associazioni.

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Per la Giornata della Memoria 2026 il Comune di San Canzian d’Isonzo – Assessorato alla Cultura – organizza l’incontro con il giornalista Roberto Covaz mercoledì 28 gennaio alle ore 17.30 in Casa delle Associazioni a Pieris. La Giornata della Memoria, ricorrenza istituita con la legge n. 211 nel 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, ha la finalità di ricordare l’Olocausto, lo sterminio pianificato degli ebrei, di coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati e di tantissime persone di ogni genere ed età.

«Mantenere viva la memoria significa combattere l’indifferenza che ha permesso le atrocità del secolo scorso nel cuore dell’Europa ed ha stravolto la vita dei nostri paesi - spiega la vicesindaco Flavia Moimas - non dimenticare le migliaia di persone strappate alle loro famiglie, deportate e morte nei campi di concentramento e di sterminio è necessario per non farle sprofondare nel silenzio. Ieri come oggi è importante contrastare l’indifferenza o il voltarsi dall’altra parte».

Con la Biblioteca comunale è stato organizzato un momento di riflessione attorno il libro di Oleg Mandic “L’ultimo bambino di Auschwitz" curato da Roberto Covaz per le Edizioni Biblioteca dell’Immagine. Oleg Mandic è stato, all’età di 12 anni, l’ultimo prigioniero uscito vivo da quel campo di sterminio il 27 gennaio 1945 quando l’Armata Rossa entrò ad Auschwitz per liberare gli ultimi sopravvissuti. Nato nel 1933 a Susac, attuale Croazia, nel 1944 venne arrestato con la madre e la nonna e deportato. Non era ebreo ma il padre e il nonno all’arrivo degli occupanti tedeschi, si erano uniti ai partigiani e quindi fu considerato un “prigioniero politico” . Durante l’incontro verrà quindi affrontato il tema dell’infanzia rubata e violata, del contesto storico e del “ginepraio della Venezia Giulia” La conversazione con Roberto Covaz sarà intercalata dalle letture di Marilisa Trevisan e i brani musicali scelti ed interpretati per l’occasione da Giuseppi Minin alla tromba e Daniele Bulfon alla fisarmonica dell’Associazione ARCADIA.  

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