San Canzian, Puntin e Proserpio in finale nazionale come miglior parrucchiere d'Italia

San Canzian, Puntin e Proserpio in finale nazionale come miglior parrucchiere d'Italia

LA SELEZIONE

San Canzian, Puntin e Proserpio in finale nazionale come miglior parrucchiere d'Italia

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 14 Set 2026
Copertina per San Canzian, Puntin e Proserpio in finale nazionale come miglior parrucchiere d'Italia

I titolari di ‘Acconciature Nada’ e ‘Capelli Mania’ superano le selezioni regionali de ‘Il giornale del Parrucchiere’. Tra tinte multicolore e acconciature complesse, le due attività storiche rappresenteranno il territorio alla sfida finale.

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È uno dei mestieri più antichi del mondo che, addirittura, affonda le sue radici nella preistoria e che, ancora oggi, prosegue nella quotidianità delle tante comunità locali. Stiamo parlando del parrucchiere, quella professione artigianale che, quando più ne abbiamo bisogno, ci rende più ordinati, belli e - soprattutto - più felici.

Sono infatti sopravvissute ad ogni tipo di crisi, chi più e chi meno, le realtà locali di questo tipo, che, proprio nel comune di San Canzian d'Isonzo, spiccano per la loro intraprendenza e passione nel lavoro. Stiamo parlando del salone “Capelli Mania” e di “Acconciature Nada” che, rispettivamente da 12 e 31 anni, si prendono cura di centinaia e centinaia di teste provenienti da tutto il Mandamento. Una passione che, di recente, ha superato l’ambito lavorativo mettendo in gioco i due titolari nel farsi conoscere anche a livello nazionale tramite la pagina Facebook “Il giornale del Parrucchiere” che, grazie ad un pubblico di quasi mezzo milione di utenti attivi nel settore, espone e premia i tanti professionisti del capello presenti lungo tutto lo Stivale.

Una realtà digitale che ha dato la possibilità a Nada Puntin e ad Alberto Diego Proserpio - unici due parrucchieri del piccolo comune bisiaco - di poter esporre e presentare i tanti lavori che, nella loro quotidianità, eseguono sui tanti fedeli clienti che si rivolgono a loro. Da capelli multicolore a complesse acconciature i due parrucchieri sono riusciti negli ultimi anni a far parlare molto di loro tanto da ricevere svariati riconoscimenti da parte della famosa pagina social che, proprio nel mese di agosto, gli ha permesso di poter vincere e passare le selezioni regionali per poi potersi sfidare nell’ambito nazionale e magari potersi piazzare come “Il migliore parrucchiere d’Italia”.

«È un mestiere al quale io sono profondamente appassionato e devo molto - ci ha raccontato Alberto Diego Proserpio - io e la collega Nada siamo ormai gli unici due saloni rimasti attivi in paese e ad oggi ci rincorriamo con due linee di clientele completamente diverse». Un lavoro che, per Alberto, non è solo un mestiere come un altro ma rappresenta «un vero esempio vivo e concreto di artigiano» che, nella sua carriera di oltre 23 anni, ha potuto conoscere ed esplorare nelle sue moltissime sfaccettature: «Adesso posso dire di avere una clientela trasversale, questo anche grazie alla mia specializzazione alla colorazione e tinta dei capelli, che mi permette di poter lavorare con qualsiasi età, dalla giovane ragazza desiderosa di un look alla moda, alla signora anziana che ha bisogno di una tradizionale permanente».

Importante, sempre per Proserpio, anche il ruolo sociale che il barbiere gioca nella sua quotidianità: «Negli anni abbiamo accolto il testimone delle grandi parrucchiere del passato che, oltre a tramandare tecniche e stili, ci hanno fatto veramente capire come questa figura professionale sia in qualche modo sempre presente nella vita di un cliente che, per quel piccolo lasso di tempo, può confessarsi, sfogarsi e ridere con la persona che ha dinanzi».

«È una professione che richiede molta pazienza e dedizione - ha invece sottolineato Nada Puntin - fare il parrucchiere va ben oltre a saper eseguire una piega o a lisciare dei capelli imbizzarriti, dietro c’è uno studio certosino sui tantissimi prodotti che ogni giorno impieghiamo e sul complesso funzionamento del corpo umano».

Una conoscenza che, nel caso di Nada, è maturata sin da quando era una ragazzina di 15 anni: «Ho un ricordo bellissimo di quando ho iniziato questo mestiere in un famoso salone a Monfalcone - ha spiegato con emozione - ero giovanissima e inesperta, ma con la giusta formazione sono riuscita a soli 22 anni ad acquistare e far vivere la mia attuale ed amatissima attività». Una realtà professionale, quella rilevata da Nada nel 1995, che negli anni ha saputo evolversi e a fidelizzare una gran parte della sua clientela che, lo suggerisce a noi lei stessa, «mi segue ciecamente da più di tre decadi, è impressionante come il tempo sia passato, un giorno fai una frangetta ad una bambina e in un battito di ciglia ti trovi ad acconciare i capelli per il suo matrimonio».

«Ai giovani che oggi si affacciano a questa professione vorremmo dire di non dimenticare mai quanto questo mestiere richieda sacrificio, passione e tanta voglia di imparare. Non bisogna mai ridurre il lavoro dell’acconciatore a una semplice standardizzazione della professione: ogni testa, ogni persona e ogni esigenza sono diverse e proprio per questo bisogna continuare a lavorare con fantasia, creatività e una buona dose di responsabilità - ha concluso unanimemente Puntin e Proserpio - solo così si può davvero dare un valore a quello che facciamo e continuare a portare avanti, con orgoglio, un mestiere che ha ancora tantissimo da raccontare». 

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