Salute mentale e percorsi di autonomia: Report racconta le esperienze delle case famiglia gestite dal Consorzio ‘Il Mosaico’

Salute mentale e percorsi di autonomia: Report racconta le esperienze delle case famiglia gestite dal Consorzio ‘Il Mosaico'

L’ANALISI

Salute mentale e percorsi di autonomia: Report racconta le esperienze delle case famiglia gestite dal Consorzio ‘Il Mosaico'

Di Redazione • Pubblicato il 13 Gen 2026
Copertina per Salute mentale e percorsi di autonomia: Report racconta le esperienze delle case famiglia gestite dal Consorzio ‘Il Mosaico'

Dall'assegnazione delle chiavi di casa al reinserimento sociale, l'analisi della trasmissione ‘Avrò cura di te' sulla qualità  dei servizi a Gorizia e Trieste. Centrale il tema della carenza di operatori nel settore pubblico.

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In Italia una persona su sei soffre di un disturbo legato alla salute mentale. Le liste di attesa nel servizio pubblico risultano in aumento, la carenza di operatori incide sulla qualità  dell'assistenza e – come evidenziato dal servizio andato in onda su Report – il sistema incontra difficoltà  nel rispondere in modo strutturato ai bisogni delle persone. All'interno di questo contesto, la trasmissione di Rai 3 ha indicato Trieste e Gorizia come esempi di presa in carico territoriale efficace, modelli che potrebbero essere ulteriormente sviluppati e rafforzati anche a livello nazionale. Nel servizio “Avrò cura di te”, Report ha raccontato alcune esperienze di salute mentale di comunità , tra cui due residenze gestite dal Consorzio Il Mosaico: la Villetta e la Casetta, visitate dalla troupe televisiva.

Si tratta di contesti abitativi aperti e inseriti nel tessuto sociale, nei quali le persone vengono accompagnate in percorsi di autonomia, responsabilità  e reinserimento. Come ha spiegato Donatella Lah, operatrice del Consorzio e referente di area per l'Alto Isontino: «Agli utenti viene consegnata la chiave di casa: sono liberi di entrare e uscire. Questo consente di superare una logica prevalentemente orientata al controllo, favorendo percorsi di crescita personale e di autonomia». Le strutture sono gestite dal Consorzio nell'ambito di una convenzione con l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, a testimonianza di una collaborazione tra servizio pubblico e cooperazione sociale finalizzata a costruire risposte integrate, radicate nel territorio e orientate alla qualità  della vita delle persone. Un modello in cui la competenza sanitaria si affianca alle professionalità  educative, sociali e comunitarie della cooperazione.

Fondato nel 1994, il Consorzio Il Mosaico riunisce sei cooperative sociali attive nelle province di Gorizia e Udine nei settori della salute mentale, dell'assistenza, dell'educazione e dell'inserimento lavorativo. Da oltre vent'anni opera nella progettazione di percorsi personalizzati, promuovendo inclusione, diritti e cittadinanza attiva. Sul tema interviene il presidente del Consorzio, Luca Fontana: «àˆ necessario continuare a tutelare e aggiornare la Legge 180, ma soprattutto applicarla in modo coerente e completo. Le criticità  emerse nel dibattito pubblico degli ultimi mesi sono riconducibili principalmente alla carenza di personale, che comporta interventi spesso frammentati, e a una lettura che talvolta fatica a integrare la valutazione diagnostica nei casi più complessi».

Fontana aggiunge che: «Ricoveri e terapie farmacologiche non sono in contraddizione con un approccio di qualità  se inseriti all'interno di percorsi riabilitativi personalizzati. La cura clinica e la riabilitazione sociale non si escludono, ma devono procedere insieme». Il presidente sottolinea infine l'importanza dell'integrazione tra soggetti diversi: «I dati mostrano che, quando la persona è posta al centro del percorso e si investe sulla relazione, gli esiti migliorano. La collaborazione tra pubblico e privato sociale rappresenta una risorsa significativa: la cooperazione sociale contribuisce a garantire continuità , inclusione e qualità  nei servizi». L'esperienza di Trieste e Gorizia, richiamata anche dal servizio di Report, evidenzia come un approccio alla salute mentale basato sulla comunità , sull'integrazione delle competenze e sulla responsabilità  condivisa possa offrire risultati positivi e sostenibili nel tempo.

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