L’APPUNTAMENTO
Sagrado, il vincitore del 'Premio Visintin' Andrea Cardoni presenta ‘La parte migliore del Paese’
L'autore dialogherà con i membri della giuria a conclusione della rassegna primaverile ‘Il Libro delle 18.03’. Sarà Evelyn Ann Todd a consegnare il riconoscimento al vincitore della sesta edizione.
Andrea Cardoni presenta a Sagrado "La parte migliore del Paese" (Fandango editore), il romanzo che si è aggiudicato la sesta edizione del Premio Letterario Roberto Visintin. L'appuntamento rientra nella rassegna primaverile "Il Libro delle 18.03": l'autore dialogherà con i membri della giuria Mario Brandolin, Emanuela Masseria e Marco Menato, con l'introduzione di Paolo Polli, curatore della rassegna, e il saluto del sindaco Marco Vittori. Il premio sarà consegnato da Evelyn Ann Todd, presidente della Fondazione e madre di Roberto Visintin, alla cui memoria l'iniziativa è dedicata.
Al centro del romanzo c'è Mattia Taidelli, che la giuria descrive come «uno che non sa di niente»: uno sfruttato costretto a nascondere le proprie aspirazioni pur di lavorare come tuttofare in una storytelling company che si professa aperta, umanista e sensibile alle questioni sociali. La svolta arriva quando Mattia, dopo il ritiro della patente, è obbligato a svolgere lavori socialmente utili per "Esserci Sempre", un'associazione di volontari del soccorso di cui la società si ricorda soltanto in occasione delle grandi calamità. Evitati gli interventi d'urgenza per la sua eccessiva sensibilità al sangue, Mattia costruisce un podcast — Mamaiut — sui racconti dei soccorsi in ambulanza, che ottiene un successo clamoroso rendendo il volontariato un tema capace di attrarre l'attenzione generale.
È a questo punto che il sistema se ne appropria. Un potente produttore di strumenti di comunicazione strumentalizza il lavoro di Mattia, piegandolo a fini ben lontani da quelli originari. Il titolo, che rimanda al volontariato come "parte migliore" del Paese, finisce così per risuonare beffardo. «Cardoni smaschera quanto di subdolo, falso, retorico e strumentale si nasconda dietro l'apparente bontà di un sistema come quello del volontariato», scrive la giuria, «non immune da logiche di potere e di costruzione del consenso, spesso vittima di un bisogno di approvazione che passa attraverso i social e i canali deformanti di un'informazione raramente limpida o oggettiva». Un romanzo che la giuria definisce «un puntuale, quanto amaro e ironico spaccato del nostro tempo».
Menzione speciale ad Alessandro Fantin per "Dio mi deve chiedere perdono" (Ediciclo editore), in cui l'autore ricostruisce la vicenda del nonno Luciano Battiston, ultracentenario sopravvissuto ai lager nazisti: un libro che colpisce non solo per la descrizione delle atrocità subite, ma anche per ciò che il protagonista sceglie di non raccontare. Menzione a Elena Garbarin per "Il ballo delle acciughe" (Bottega Errante edizioni), romanzo sull'emigrazione genovese di fine Ottocento verso il Brasile, capace di restituire l'universalità di un fenomeno doloroso.
Foto dal sito www.collettiva.it
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