IL CONFRONTO
Sagrado, inclusione nello sport: ne parlano il filosofo Luca Grion e la velista Marta Zanetti
Giovedì 21 maggio, in biblioteca, l'associazione 'Città dell'Uomo' ha ospitato un acceso dialogo sul libro ‘(S)confini’. Il professore, «il rischio maggiore è trasformare temi complessi in contrapposizioni incapaci di ascolto».
Sport, inclusione e identità: tre parole che sembrano andare d'accordo ma che, a guardarle da vicino, nascondono contraddizioni profonde e irrisolte. È partito da qui il confronto che si è svolto giovedì 21 maggio presso la Biblioteca Comunale di Sagrado, occasione di dialogo nata attorno al libro "(S)confini" del filosofo morale dell'Università di Udine Luca Grion. Accanto all'autore è intervenuta Marta Zanetti, atleta azzurra di vela paralimpica, mentre a moderare il dialogo è stato Paolo Cappelli, presidente dell'associazione Città dell'Uomo.
Fin dall'apertura dell'incontro è stato sottolineato come lo sport, pur presentandosi spesso come luogo naturale di integrazione e crescita, continui in realtà a riflettere molte delle disuguaglianze presenti nella società. Donne, persone con disabilità e atleti provenienti da contesti fragili incontrano ancora ostacoli culturali, economici e strutturali che rendono difficile un accesso pienamente paritario al mondo sportivo.
Grion ha posto al centro della riflessione il delicato equilibrio tra il diritto all'inclusione e la necessità di garantire l'equità competitiva, soffermandosi in particolare sul tema della partecipazione delle atlete transgender e intersex alle competizioni femminili. Una questione che, come emerso nel corso della serata, coinvolge non solo regole sportive ma anche identità personali, diritti e sensibilità culturali profonde. «Il rischio maggiore è quello di trasformare temi complessi in contrapposizioni ideologiche incapaci di ascolto», è stato il monito condiviso dai relatori, che hanno invitato a costruire uno spazio di dialogo autentico, lontano dalle polarizzazioni e capace di tenere insieme dignità della persona, rispetto delle differenze e credibilità dello sport.
Particolarmente intensa la testimonianza di Marta Zanetti, che ha raccontato il proprio percorso nel movimento paralimpico femminile, evidenziando le difficoltà incontrate ma anche la forza acquisita attraverso lo sport. La velista ha richiamato l'attenzione sulla necessità di superare non solo le barriere fisiche, ma soprattutto quelle culturali e sociali che ancora limitano opportunità, visibilità e riconoscimento per molte donne con disabilità.
Nel corso dell'incontro è emersa anche una riflessione più ampia sul valore educativo dello sport. Inclusione, equità e agonismo sono stati indicati come principi fondamentali, ma non sempre facili da conciliare. La serata si è conclusa con numerosi interventi dal pubblico e con la consapevolezza condivisa che lo sport, per essere davvero uno strumento di crescita collettiva, debba continuare a interrogarsi sui propri confini, aprendosi a una cultura più inclusiva senza rinunciare ai principi di equità e correttezza competitiva.
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