IL ‘CASO RAZA’
Sagra de le Raze, il Garante Sbriglia dà ragione al Partito Animalista: «Basta oche felici di essere cucinate sui manifesti»
L'Organo regionale accoglie il ricorso di PAI e Animal Pride sulla pubblicità dell'evento di Staranzano, chiedendo a Comune e Pro Loco una comunicazione più autentica. Bocciata la grafica pensata per i bambini, «rappresentazione fuorviante della realtà».
Sulla scelta pubblicitaria per l'ultima edizione della Sagra de le Raze a Staranzano, il Garante regionale dei diritti della persona del Friuli Venezia Giulia, Enrico Sbriglia, ha risposto formalmente alla segnalazione presentata da Irene Giurovich, giornalista e portavoce regionale del Partito Animalista Italiano FVG, insieme al coordinamento regionale guidato da Fabio Rabak e all'Animal Pride Defending presieduta da Patrizia Munarin. Si tratta di una risposta che il PAI FVG e l'Animal Pride accolgono con soddisfazione, poiché conferma nella sostanza le criticità già evidenziate dal mondo associativo. Le associazioni avevano infatti criticato le immagini di oche felici intente a brindare, cantare e cucinare, quando la realtà vede quegli stessi animali uccisi per finire nei piatti della festa.
Il primo elemento riguarda direttamente l'impostazione della campagna promozionale dell'evento. Il Garante si è dichiarato disponibile a farsi portavoce, presso la Pro Loco e il Comune di Staranzano, dell'esigenza di ricorrere in futuro a «forme più autentiche di pubblicità» per la sagra. Non si tratta di un dettaglio formale: è il «riconoscimento, da parte di un organo di garanzia istituzionale – spiega l'attivista Giurovich – che l'attuale linea comunicativa dell'evento va rivista». Le associazioni sottolineano come questo primo passaggio rappresenti l'apertura di un canale istituzionale concreto.
Il secondo passaggio riguarda nello specifico le rappresentazioni grafiche pensate per attrarre l'attenzione dei più piccoli. Il Garante rileva che gli organizzatori dovrebbero evitare di raffigurare gli animali protagonisti della sagra come felici di essere cucinati, umanizzandoli fino a trasformarli in cuochi di sé stessi: un'immagine che, osserva lo stesso Garante, non corrisponde in alcun modo alla realtà. Da qui il principio, ritenuto ragionevole dall'Organo di Garanzia, secondo cui qualunque forma di pubblicità — anche quando non nasce da un intento ingannevole — non dovrebbe risultare fuorviante, soprattutto se rivolta ai minori, in un momento storico in cui non mancano esempi di rappresentazioni distorte della realtà.
«Accogliamo con favore la risposta del Garante regionale dei diritti della persona, che riconosce fondati i due punti al centro della nostra segnalazione: la necessità di una comunicazione pubblicitaria più autentica e, soprattutto, l'inopportunità di rappresentazioni ingannevoli rivolte ai bambini, che trasformano animali senzienti, creature viventi e capaci di provare emozioni, in personaggi felici di essere cucinati. È un primo passo importante: continueremo a seguirne gli sviluppi con Comune e Pro Loco di Staranzano», dichiarano Irene Giurovich, Fabio Rabak e Patrizia Munarin.
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